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Jomar ha trent’anni e una vita già a pezzi.
A causa di una depressione fulminante, infatti, non solo ha dovuto interrompere la sua brillante carriera nello sci, ma ha anche perso la sua compagna.
Una volta uscito dal centro psichiatrico dov’era in un cura, inizia a lavorare come guardiano in un rifugio alpino immersa nella neve, a stretto contatto con i suoi fantasmi.
Un giorno riceve la visita di un suo amico, che gli dà una notizia destinata a cambiargli la vita: la sua ex-compagna ha avuto un figlio da lui, che ora ha 4 anni. Dopo l’iniziale titubanza Jomar decide di partire con la sua motoslitta per andare a conoscere il piccolo.
Una storia di solitudine, di male di vivere, ma anche di speranza quella raccontata dal regista Rune Denstad Langlo in “Nord”.
Prima di andare in concorso al 27° Torino Film Festival (dove molti lo davano vincitore), ha partecipato al 59° Festival di Berlino dove ha ricevuto il Premio Internazionale FIPRESCI e al Tribeca Film Festival 2009 dove ha vinto il premio come 'miglior regia'.
Un consenso quindi unanime per questa piccola pellicola, la cui "ricchezza" è rappresentata dalla sua semplicità. Senza parlare poi della "poesia" dell’ambientazione: panorami totalmente imbiancati che non si limitano ad affascinarti, ma sono nati anche per emozionarti.
E che dire del personaggio di Jomar, così fisicamente corpulento eppure così fragile.
In “Nord” si ride e spesso, grazie a personaggi e situazioni paradossali, ma rimane sempre un retrogusto amaro.
Un film assolutamente da vedere, ma che purtroppo soffrirà inevitabilmente di una distribuzione (non volutamente) debole.
Regia: Rune Denstad Langlo
Cast: Anders Baasmo Christiansen, Marte Aunemo, Celine Engebrigtsen, Kyrre Hellum, Mads Sjøgård Pettersen
Distribuzione: Sacher Distribuzione
Durata: 78'