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Film-opera che il regista Losey realizzò nel 1979, da tempo introvabile nei cataloghi dei maggiori rivenditori multimediali, Don Giovanni torna, a maggio, nella versione rimasterizzata per Multimedia San Paolo.
Circa 3 ore corrispondenti alla durata dell'omonima opera mozartiana che Losey decise di rappresentare nella sua forma originale, ricorrendo a cantanti lirici come interpreti e alla sceneggiatura del libretto di Lorenzo Da Ponte.
Solo il set cinematografico non corrisponde a un palcoscenico allestito, bensì alla suggestiva cornice di una villa palladiana nei dintorni di Vicenza. Una scelta indovinata, che dà spazio e profondità all'azione, conferisce maggior adeguatezza e realismo all'opera in costume, assegnando alla scenografia un ruolo primario nella rappresentazione.
Con il Don Giovanni, Losey conclama, seppur in età avanzata, una peculiarità della sua formazione drammaturgica che ebbe inizio a Broadway, dove rappresentò numerose pièces come regista occupandosi, inoltre, di critica teatrale.
Sarà il recupero del mito del libertinismo settecentesco, della sua decadenza, (ripreso nel film “La Truite” del 1982) che porta Losey a dedicarsi al Don Giovanni, il “dissoluto punito” - come recita Da Ponte nel frontespizio dell'opera – ossia la discesa agli inferi dell'archetipo dei seduttori.
Il fascino intramontabile di quest'opera e del suo protagonista, a cui è legata una letteratura sconfinata, risiede nell'imprescindibilità dei capisaldi che hanno origine nella tragedia greca, ossia l'amore e la morte. Perfettamente rappresentati nel “dramma giocoso” mozartiano, questi elementi si rivelano nel divertissement amoroso del collezionista di donne a cui è tragicamente legata la sfida all'assoluto che gli sarà fatale.
E' un peccato che insieme al dvd, la cui “restaurazione” digitale ha rinvigorito colori e pulizia dell’immagine e dell’audio, non sia incluso il libretto di Da Ponte, necessario per la comprensione di parte del testo, soprattutto delle celeberrime “arie” alternate ai recitativi girati in diretta. A questo proposito, possono aiutare i sottotitoli.
Perfetti sono i cantanti, con Ruggero Raimondi nel ruolo del licenzioso cavaliere, José Van Dam che recita il servo Leporello e Kiri Te Kanawa per Donna Elvira. Registrata, invece, la parte orchestrale assegnata all'Orchestra Sinfonica dell'Opéra di Parigi e diretta da Lorin Maazel.
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