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Periodo d'oro per i fratelli Marsalis:
il giovane Jason, sempre più emergente, ha da qualche mese pubblicato l'ottimo “Music Update”, che sta proponendo sui palchi dei jazz club internazionali, accompagnato spesso da un trio tutto italiano; Branford ha appena licenziato il riuscito “Metamorphosen”, col quale è tornato finalmente alle sue origini jazz, ed ecco che Wynton, sicuramente il più dotato dei fratelli, trombettista quotatissimo anche in ambiti al di fuori del jazz (è dello scorso anno l'interessante collaborazione con il leggendario Willie Nelson, che ha portato alla realizzazione dell'album “Two Men With The Blues” e del DVD “Live From New York City”, regalandogli però anche qualche critica al vetriolo), torna alla ribalta con un album, quinto su etichetta Blue Note, che potremmo definire tranquillamente come un concept, in quanto completamente incentrato su uno degli argomenti più dibattuti dalla notte dei tempi, per molti ancora pieno di punti oscuri: il rapporto tra uomo e donna.
“He And She”, lui e lei, un insondabile dualismo che si estrinseca in una sorta di viaggio nel tempo, partendo dal primo incontro, attraversando topos idillici come il primo ballo o il primo bacio, e situazioni più intricate come il primo litigio, eventi tenuti insieme da liriche poetiche scritte e recitate dallo stesso Marsalis, invero non ispiratissimo nella veste di attore recitante.
Walter Blanding, al sax tenore e soprano, fa da controparte attiva nei dialoghi, ora tenui ora movimentati, disegnati dalla tromba di Marsalis, quasi sempre “recitante” la parte femminile. Dan Nimmer, giovane promettente pianista (incide per la Blue Note ed è titolare di un trio del quale fanno parte Lewis Nash e Peter Washington), si muove su contrappunti e melodie avvolgenti, permettendosi ottimi spunti solistici, come nella leggera shuffle-ballad“The Sun And The Moon” .
Carlos Henriquez purista del contrabbasso proveniente dal Bronx, appena quindicenne si presentò a casa di Marsalis, che vide in lui un talento purissimo, figlio del miglior Mingus, ma influenzato da una fondamentale collaborazione con il leggendario Tito Puente, il quale instillò nel giovane Carlos la passione per un latinismo tutt'altro che formale, ricorrente nei fraseggi del suo strumento, rigorosamente ripreso via microfono.
Ali Jackson, alla batteria alterna momenti di soffuso drammatismo ad esplosioni Elvinjonesiane, con dinamiche e sonorità vintage godibilissime. L'iniziale “School Boy”, brano dall'incedere tradizionale, quasi un omaggio a New Orleans, le boppeggianti “Sassy” e “Razor Rim”, l'onomatopeica “First Crush”, le delicate “Zero” e “First Slow Dance”, e la già citata “The Sun And The Moon” sono i punti più alti di questo lavoro, solido e senza cadute di tono. Un altro punto a favore della dinastia 'Marsalis'.
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