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"Nient'altro che fantasmi" è la seconda raccolta di 'racconti' pubblicata da Judith Hermann, scrittrice tedesca già nota per il libro "Casa estiva, più tardi" (1999) che è stato protagonista di un indiscusso successo letterario come testimonia la traduzione dello stesso in ben 17 lingue.
Anche l'ultima pubblicazione in breve tempo ha raggiunto il vertice delle classifiche, a tal punto che il regista Martin Gypkens nel 2006 ha deciso di girarne la trasposizione cinematografica ("Nichts als Gespenster", 2007).
L'originalità di questa raccolta emerge dalle trame dei racconti caratterizzati da una scrittura spontanea, povera di dialoghi e da un'impronta velatamente malinconica che pervade l'esistenza delle 'protagoniste' nordeuropee.
Ad accumunarle, nonostante il loro diverso temperamento, è l'esperienza di un 'viaggio' intrapreso ognuna per raggiungere una diversa meta che segnerà profondamente le loro vite; un momento irripetibile e fugace che custodiranno per sempre e che in qualche modo emergerà, a tratti, nel quotidiano, minando la serenità di rapporti già fragili.
Un occhio di riguardo merita il racconto "Nient'altro che fantasmi" da cui è tratto il titolo; in esso, il breve incontro descritto dall'autrice si tramuta in sottile metafora offrendo al lettore un momento di riflessione efficace che svela la chiave interpretativa dell'intera raccolta.
Gli incontri che sconvolgono le vite delle protagoniste sono sublimati in brevi e intensi istanti privi di consistenza così come i "fantasmi" che li animano; essi, seppur evanescenti e ignari del ruolo di cui sono investiti nelle vite altrui, si stagliano decisi sullo sfondo di esistenze incerte e dal sapore insipido.
"Ruth (amiche)": protagonista del racconto è una giovane ragazza che parte da Berlino per raggiungere Ruth, ex-coinquilina che per motivi di lavoro si è trasferita in un piccolo paesino fuori città. Qui la protagonista incontra Raoul, ragazzo dell'amica che, rimasto a tal punto colpito dall'incontro, invita la ragazza a Würzburg dove egli risiede. L'ossessivo ricordo di Raoul convince la giovane a cogliere l'occasione.
"Blu ghiaccio": un'inaspettata fotografia proveniente da Berlino riaccende in Jonina un ricordo limpido e mai svanito; l'anno precedente lei e il compagno Magnus avevano ricevuto la visita di Irene e Jonas, due amici di Berlino con i quali lui si era frequentato durante la permanenza in Germania. La visita diviene occasione per trascorrere qualche tempo presso la tenuta estiva di Olurfsbudir sulla costa occidentale dell'Islanda; di quella bellissima vacanza un ricordo in particolare scuote Jonina ed è proprio l'istante in cui è scattata la foto che a distanza di un anno tiene fra le mani.
"Acqua alta": per festeggiare il suo 30° compleanno, una ragazza decide di raggiungere i genitori in vacanza a Venezia; nel tragitto per arrvare alla 'pensione' presso la quale alloggiano, la giovane si ferma sul celebre Ponte di Rialto insieme a una folla di altri turisti per ammirare il panorama. In quel momento un veneziano le insinua una mano nei pantaloni con un gesto 'osceno', breve e deciso che suscita in lei un'ondata di emozioni contrastanti le quali s'imprimeranno indelebili nella memoria. Dopo qualche giorno trascorso con i genitori, poco prima di tornare in Germania, la ragazza incontrerà di nuovo quell'uomo...
"Uno sfruttatore": una giovane donna raggiunge l'amico Johannes a Karlovy Vary, città termale dell'Europa dell'Est dove l'uomo ha preso dimora per completare alcuni quadri. Sentimenti non corrisposti, fugaci avventure amorose e lettere appassionate emergono dal passato come segreti mai rivelati, trasformando l'incontro tra i personaggi nell'ultima di "una serie di attimi casuali, una coincidenza che produce un cambiamento".
"Nient'altro che fantasmi": l'infelice relazione di Ellen e Felix subisce una drastica svolta durante le vacanze trascorse in America; nel piccolo bar di una località deserta i due incontrano una cacciatrice di fantasmi e... Buddy. Nel momento stesso in cui l'americano entra, Ellen rimane rapita dai suoi modi e tutto di lui l'affascina; un'atmosfera surreale aleggia tra quelle dune e il ricordo di un incontro così intenso resterà impresso nel rullino di una macchina fotografica, il 36° scatto di "una pellicola piena di fantasmi".
"Dove andiamo?": una ragazza rivanga le proprie storie d'amore passate e presenti e nel mezzo dei ricordi emerge un insolito viaggio. Quel Capodanno dell'anno precedente, dopo essere stata respinta dal ragazzo di cui si era invaghita, la giovane decise di partire alla volta di Praga per festeggiare l'ultimo giorno dell'anno a casa di Miroslav insieme ad alcuni amici. Un viaggio assai amaro del quale ricorderà solo di aver imparato che "smutna" in ceco vuol dire 'triste'.
"L'amore per Ari Oskarsson": due amici tedeschi partono alla volta di Tromsø in Norvegia per partecipare al Festival Musicale dell'Aurora Boreale; giunti alla pensione Gunnars Guesthouse incontrano Martin e Caroline, due connazionali con i quali stringono presto una spontanea e profonda amicizia. Appresa la notizia dell'annullamento del Festival, Owen e la protagonista decidono comunque di soggiornare a Tromsø per due settimane. Una sera i due musicisti sono invitati a una festa, occasione d'incontro con Ari Oskarsson e Sikka; tra le due coppie nasce subito un'intesa... al termine della quale, sotto i riflessi di un'improvvisa aurora boreale, i due ragazzi scoprono la felicità.
Nient'altro che fantasmi ("Nichts als Gespenster")
Judith Hermann
Edizioni Socrates (Collana Paesi, parole - n.16)
Anno di pubblicazione: 2003
Prima edizione italiana: novembre 2008
Pagine: 206
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