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Rino Tommasi non ha bisogno di molte presentazioni. Per gli appassionati di Tennis è il giornalista sportivo per eccellenza. Divenuto 'famoso' per le sue telecronache tennistiche al fianco di Gianni Clerici per Telepiù prima e per Sky poi, Tommasi si è fatto apprezzare dal grande pubblico per una carriera giornalistica limpida e coerente.
Ora è da poco in libreria un suo libro, diverso da tutti gli altri scritti dal giornalista: “Da Kinshasa a Las Vegas via Wimbledon”.
Diverso perché si tratta, come suggerisce il bel titolo, di un viaggio fra luoghi, persone, discipline sportive; una sorta di vera e propria autobiografia, scritta da chi, forse, “ha visto troppo sport”, come recita il ''sottotitolo" della bella iniziativa editoriale promossa da 'Limina edizioni'.
Una vita lunga e intensa quella di Tommasi che lo vede ancora grande protagonista (mentre scriviamo, si trova a Melbourne per seguire il primo grande slam della stagione).
Ma l’appassionato forse non sa come il 'Nostro' ha mosso i primi passi; che il giornalismo è venuto solo dopo anni di lavoro come organizzatore di incontri di pugilato. Come forse non tutti sanno che Tommasi è stato uno dei primi giornalisti della neonata "tv privata", come direttore dei servizi sportivi per Canale 5.
Tutto questo viene raccontato nel libro, scritto con la stessa disinvoltura dei suoi pezzi giornalistici: veloci, scattanti, vibranti, sempre pronti a stimolare una discussione. Personaggio a suo modo scomodo per un certo ambiente, come quello del Tennis Italiano, poco abituato a ricevere critiche da parte dei membri del suo clan.
A questo, a tutto il movimento tennistico nazionale, Tommasi non ha mai risparmiato le critiche come gli elogi, quando questi meritavano di essere manifestati tanto in tv quanto sulla carta stampata. Forse anche a causa di questi pregi/difetti, la sua carriera è stata (e questo lo scopriamo solo leggendo il libro, poiché fino a ieri si trattava di fatti privati) in qualche modo influenzata da pregiudizi.
Giunto nell’età della più grande maturità, Tommasi sembra dunque volersi in qualche modo anche togliere qualche “sassolino” dalle scarpe, facendo nomi e cognomi di chi non ha mai apprezzato o capito questo suo modo di agire.
Ma tutto questo non fa che aumentare il piacere della lettura e a saziare l’infinita curiosità del lettore per una figura che ha cambiato per sempre il giornalismo sportivo italiano (Tommasi, lo ricordiamo, è stato il primo inviato italiano assieme a Gianni Clerici a Wimbledon).
Non solo Tennis dunque, ma anche Calcio, Boxe ovviamente, Olimpiadi, libri, trasferte, la carriera da giornalista, sogni, speranze, delusioni e successi. L’uomo Tommasi a 360 gradi insomma, un esempio di vita per il giornalismo sportivo.
Titolo: "Da Kinshasa a Las Vegas via Wimbledon. Forse ho visto troppo sport"
Autore: Rino Tommasi
Editore: Limina
Pagine: 302
Prezzo: 19,90
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