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Con che spirito ci avviciniamo a questo 25 aprile?
"La Festa della liberazione è da sempre un momento di grande partecipazione civile e di attualizzazione dei principi sanciti dalla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza. Oggi viviamo questo appuntamento con grande speranza ma allo stesso tempo con viva preoccupazione per i tentativi in atto di smantellare l’ordinamento istituzionale e materiale del nostro paese. Continuare a far finta che la crisi non esista, abbandonando migliaia di lavoratori al loro destino, alimentando allo stesso tempo un clima razzista, xenofobo e di guerra tra poveri, significa colpire al cuore il senso profondo del 25 aprile e stravolgere il significato della Costituzione."
Secondo "La Repubblica" di ieri la destra milanese ha già organizzato degli appuntamenti per manifestare contro il 65° anniversario della Liberazione…
"Questo è il secondo motivo di preoccupazione che richiede una reazione unanime delle istituzioni e di tutte le forze democratiche e civili presenti ancora nel nostro Paese. Una forte reazione che ci aspettiamo in particolare a Milano, città Medaglia d’oro della Resistenza. Siamo di fronte ad un’operazione di vera e propria provocazione, che però contiene un tentativo di riscrivere la storia del nostro paese per smantellare diritti e principi riconosciuti e difendere interessi di parte. Non consentiremo che venga gettato del fango sulla festa della Liberazione."
Cosa ne pensano prefetto e questore?
"Circa una settimana fa abbiamo contattato prefetto e questore per chiedere un incontro proprio sulle iniziative organizzate dai gruppi di estrema destra, anche in vista della presenza del Presidente della Repubblica in città. Ad oggi non abbiamo ancora ottenuto alcuna risposta."
Cosa ne pensa della messa a suffragio del Duce?
"Operazione da nostalgici che però rischia di nascondere il pericolo più grande: la riorganizzazione e il ricompattamento di gruppi di estrema destra per infangare la memoria della Resistenza."
Nota un sopravanzo sociale delle destre italiane?
"Le ultime regionali mostrano una destra maggioritaria, quantomeno elettoralmente. Il dato preoccupante è l’avanzamento di un pensiero razzista e xenofobo, che individua nel diverso e nel più debole un pericolo sociale e la causa di tutti i mali. Questo non fa altro che alimentare una vera e propria guerra tra poveri, non consentendo di individuare le vere cause del malessere sociale in cui vivono larghe fette di popolazione. Perdi il lavoro? Colpa dei cinesi. La scuola va a pezzi? Colpa dei troppi stranieri."
Chi - fra le autorità politiche - festeggerà il 25 aprile? A quanto pare non ci sarà Formigoni…
"Sicuramente ci sarà Giorgio Napolitano. La sua presenza a Milano in questi giorni diventa un fatto di notevole valore simbolico. Per quanto riguarda gli attuali massimi rappresentanti di Comune, Provincia e Regione, non credo abbiano mai festeggiato il 25 aprile, ad eccezione di una presenza puramente elettoralistica al corteo milanese del 2006 di Letizia Moratti…"
Pizzinato dice che gli inviti sono stati rivolti a tutti…
"Come è giusto che sia. Le istituzioni democratiche di questo paese sono figlie di quel 25 aprile 1945 e della Costituzione. Chi è chiamato a rappresentarle non può arrogarsi il diritto di stravolgerne il significato."
Sarà dunque Napolitano alla "Scala" a inaugurare il 25 aprile… In generale, cosa le piace e cosa no delle mosse del presidente della Repubblica?
"Apprezzo la chiarezza nel riaffermare alcuni principi fondamentali, come nel caso del respingimento della legge di riforma dell’articolo 18. Penso però che anche in altre circostanze avrebbe dovuto dimostrare la stessa fermezza."
Perché la sinistra ha fallito alle ultime elezioni?
"Prima di tutto perché divisa e quindi non è più percepita come utile per la difesa degli interessi dei lavoratori e dei ceti più deboli. Però ci sono anche elementi oggettivi, come il bipolarismo che mette fuori gioco, sia economicamente che mediaticamente, le forze esterne ai due schieramenti maggiori."
Al di là del 25 aprile, quale crede siano i problemi più importanti da risolvere per una città come Milano?
"Prima di tutto ci sono i problemi del lavoro, della casa e della mobilità. Poi c’è un grande tema che richiede un intervento urgente anche in vista dell’Expo: la lotta alla criminalità organizzata che si è insinuata nel tessuto economico e politico del capoluogo."
Ci dice l'angolo della città che preferisce?
"La chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, in corso Magenta."
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