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Con più di 40 anni sulle spalle, la Todariana Editrice può essere considerata, a tutti gli effetti, una fra le più "storiche" case editrici milanesi.
Si occupa un po’ di tutto: narrativa, saggistica e poesia. Sul sito della casa editrice si legge: "Non desideriamo racconti improvvisati da giovani entusiasti, ma veri testi di uomini consapevoli, che magari hanno giaciuto anni nei cassetti o hanno fatto giri fuori tempo presso altre case editrici. Ad essi, dopo attenta lettura, invieremo una relazione lunga e immediata". Per contatti: toeura@tin.it
In che anno nasce la vostra casa editrice?
"La nostra casa editrice è nata nel 1967."
Quanti libri pubblicate ogni anno?
"Non abbiamo mai superato 10 titoli all’anno, tra saggistica, poesia, narrativa e letteratura varia. Da qualche anno pubblichiamo soltanto qualche rara novità destinata a suscitare consensi, sorpresa e dibattiti, come sempre nei nostri scopi."
Narrativa italiana o straniera?
"Anche stranieri, qualche volta. Prima di Einaudi abbiamo pubblicato noi in Italia un’opera di Silvina Ocampo, tradottaci dal nostro compianto amico e collaboratore Juan Rodolfo Wilcock. Il grande poeta neoellenico Ghiannis Ritsos è nel nostro catalogo. Il narratore argentino Josè Bianco e parecchi altri sono stati scoperti da noi per il pubblico italiano."
Poesia?
"Solo raramente ed eccezionalmente pubblichiamo opere che ci sembrano veramente valide."
La prossima pubblicazione?
"Un’opera sul potere occulto di abusatori ed abusati psicologicamente in cui psichiatria, psicologia, amore, ribellione, poesia si fondono in un racconto impietoso e coinvolgente. L’autrice è una nostra personale scoperta, che forse vuole essere pubblicata con uno pseudonimo poiché nota negli ambienti psicoterapeutici che si occupano soprattutto dei rapporti tra personalità bordeline."
Cosa ne pensate del fatto che ci siano case editrici che arrivano a chiedere fino a 8.000 euro per pubblicare un esordiente dopo averlo paragonato a Faulkner e a Hemingway?
"Probabilmente se le grosse case editrici non si imponessero crudelmente sul mercato soffocando i piccoli editori e sbarrando loro il passo, certe cose non accadrebbero. Editori ed autori sono paragonabili ad un bosco in cui ci sono frutti velenosi e dolci, amari e buoni. Ogni editore comunque va giudicato mediante gli autori e i libri che ci sono sul suo catalogo. Fingendo di ignorare l’ingenua provocazione dell’intervistatore, potremmo rispondere che non c’è niente di male nell’ennesimo tentativo di un autore di imitare il linguaggio di Hemingway, che in America fu l’apice d’una ricerca stilistica che viene su da Mark Twain (Le avventure di Huckleberry Finn) e dagli esperimenti di quella grande signora della letteratura che fu Gertrude Stein. L’italiano negli anni Trenta era talvolta una lingua ciceroniana per notai, religiosi e professori. Personaggi come Elio Vittorini, Cesare Pavese, Nanda Pivano e molti altri furono sorpresi e influenzati dal linguaggio di Hemingway, che solo apparentemente è semplice. Gli imitatori non si contano! William Faulkner potrebbe divenire attuale perché seppe raccontare i sotterranei conflitti razziali del Mississippi, ove gli spiriti degli indiani dovevano convivere negli amori e nelle passioni con i neri e con i bianchi. Si tratta del cammino secolare per divenire 'americani', e non più europei, neri, asiatici, indiani, eccetera. Sono indimenticabili e inimitabili i racconti raccolti sotto il titolo 'Scendi Mosè'. Non ignorando la provocazione dell’intervistatore, a 100 cretini truffati corrispondono almeno 10 scaltri truffatori. Applicando 'l’etica del biasimo inverso', possiamo sostenere che i truffati sono complici dei truffatori, come gli italiani sono complici dell’attuale governo composto da personaggi di oscuri trascorsi, costumi e traffici. Infine l’intervistatore è ingenuo a sua volta nel sostenere come esagerata la cifra di 8.000 euro per la pubblicazione di un libro. Sta a vedere di quante pagine è composto tale libro (100 o 400), di quanto sono curate le pagine mediante l’editing, di quante copie si stampano, di quale cure e servigi si dedicano ad un opera e a un autore. Ripetiamo, l’ingenuo autore imbrogliato è colpevole di rozza preparazione letteraria, altrimenti saprebbe riconoscere le qualità del suo editore."
Quanti manoscritti vi arrivano ogni anno?
"Almeno 2 o 3 al giorno, quasi tutti via e-mail. Pare che in Italia, a parte gli analfabeti, si ritengano tutti scrittori. La scrittura per tutti gli autori è anche una forma di psicanalisi. Si sa che su 99 che si dannano 1 solo si salva."
In che percentuale la proposta di uno scrittore sconosciuto trova la via della pubblicazione?
"Quasi nessuna presso gli editori industriali, che non esercitano più il compito di scoprire nuovi autori, ma solo quello di pubblicare i libri che si vendono. Non era così nel Dopoguerra, ai tempi di Valentino Bompiani, del Comitato di lettura della Einaudi e dell’entusiasmo di Giangiacomo Feltrinelli, prima che ammattisse."
In che percentuale il lavoro di un editor influisce sul prodotto finale?
"In buona misura, ma gli editor 'veri' sono rari."
Quante copie prevede la prima tiratura di un nuovo testo?
"Ogni testo, secondo l’editore, ha una funzione, per cui occorrono 50.000 copie di un nuovo romanzo di Niccolò Ammanniti e 1.000 copie per proporre con estrema competenza la scoperta di un autore nuovo. Di nessun autore mancano le copie da distribuire poiché i libri si possono subito ristampare."
Avete provato a bocciare una proposta che poi, con un altro editore, si è rivelata un successo?
"Una sola volta in 40 anni."
Potete dire il libro che vi è piaciuto di più, fra gli ultimi letti, non pubblicato però dalla vostra casa editrice?
"Non si può fare a noi una tale domanda. Ne cominciamo a leggere moltissimi. Anche il nostro comodino da notte è pieno di libri che abbiamo incominciato a leggere."
In generale, i 3 libri della vita…
"Altra strana domanda rivolta a dei professionisti della lettura! Perché 3 e non 300?"
E i 3 dischi…
"Non siamo preparati, aggiornati ed acquirenti di dischi. Preferiamo musica classica e sinfonica, ma solo per personale diletto."
Quando avremo anche a Milano il salone del libro 'alla torinese'?
"Quando certi uomini politici, che non sanno neppure parlare un buon italiano perché sfoderano il loro accentaccio dialettale del sud o del nord, si preoccuperanno di migliorare la loro dizione e non considereranno più gli intellettuali come gente inutile da ignorare. Rivolga la domanda a personaggi come i ministri Brambilla e Bondi o, peggio, come Bossi ed accoliti o a coloro che si agitano intorno all’Affare Expo."
E adesso qualche domanda di carattere generale… Cosa ne pensate del fatto che Economist abbia definito il nuovo decennio appena iniziato "debtcade", cioè dei debiti?
"Ha perfettamente ragione. Non si usa più il denaro per fare ma per scambiarselo come in un’eterna partita fra giocatori. Da lei ci aspettiamo un ringraziamento per la pazienza e la sincerità che le abbiamo dimostrato."
Come vivrebbe l'uomo se i suoi livelli di serotonina fossero tarati a un livello maggiore?
"Ma che domande va facendo? Ha letto degli articoli pseudo scientifici sulle funzioni della serotonina? Non vogliono tutti l’adrenalina?"
Un voto alla televisione italiana…
"Fra tanti compromessi, avevano dovuto concederci Rai Tre, ai tempi in cui si approssimava il cosiddetto compromesso storico. Ma lei non sente le registrazioni delle telefonate di Berlusconi, magnate delle televisioni private, ai dirigenti della televisione pubblica, per raccomandare ragazze, per rimuove personaggi che non gli ubbidiscono, per sopprimere trasmissioni? D’altronde non dichiara pubblicamente che la televisione pubblica 'pagata con i soldi dei cittadini', dovrebbe essere al servizio del governo e non criticarlo? Quando lui non era al governo era nociva perché influenzata dalle sinistre e dalla magistratura politicizzata. Lei, intervistatore, cosa va cercando? Lei è colpevole, come moltissimi, secondo l’etica del biasimo inverso cui abbiamo accennato, di avere permesso che non fosse realizzata e applicata la più bella Costituzione del mondo, quella del 1948, frutto dei ragionamenti di ex perseguitati politici d’ogni tendenza e specializzazione, tutti uomini di grande cultura politica ed umanistica."
A Vladivostok ci sono le spiagge?
"Essendo il più grande porto della Russia non potranno mancare le spiagge."
Qual è l'angolo milanese che vi affascina di più?
"Il poco che resta della romanità, come le Colonne di San Lorenzo. Il molto che resta del Medioevo ambrosiano. Ci sembra resti poco del Rinascimento anche se si difendono con i denti le opere dei tempi di Leonardo. Il Barocco non ci sembra molto rappresentato a Milano, ma piuttosto l’utilitaristico Neoclassico. Le piace la stazione ferroviaria di Milano? Al grattacielo Pirelli ci siamo abituati. Milano è una delle poche città italiane in cui non c’è da andare a passeggio, come a Roma, a Firenze, a Venezia, eccetera. E perciò si va fuori città, nelle campagne riscattate dai cistercensi e nelle cascine, che erano ciascuna un microcosmo completo e affascinante."
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