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Nicoletta De Ponti è la voce di punta di RTL da quasi vent’anni.
Ama molto la radio e il suo mestiere di giornalista. Scherza sulla sua fedeltà all’emittente che l’ha definitivamente lanciata e sugli allori conseguiti.
Ha vinto ben 4 volte il Telegatto di "TV Sorrisi e Canzoni" come “conduttrice preferita” (adesso il premio si chiama “Radio Grolla”, vinto appunto nel 2008).
E’ stata conduttrice RTL 102.5 per le dirette radiofoniche della "Festa del Disco" condotta nel 1997 da Pippo Baudo su Canale 5 e la manifestazione in piazza S. Pietro alla presenza di Papa Giovanni Paolo II in occasione della XVI° Giornata Mondiale della Gioventù.
Nicoletta è stata anche membro della giuria del Festival di Sanremo, nel 2003, con direttore artistico Tony Renis.
Nicoletta ha tutta l’aria di essere soddisfatta della sua attuale situazione artistica.
E’ una bella donna molto elegante con un suo fascino particolare, improntato dalla sua voce calda e comunicativa. Si esprime in modo semplice e chiaro e “non se la tira”, anzi, si schernisce con divertito stupore davanti al nostro fotografo che tende a valorizzarla al massimo dal punto di vista estetico.
Abbiamo rivolto alcune domande alla conduttrice apprezzando la sua semplicità e riservatezza, contraddistinta da una certa distaccata ironia, lontana da ogni forma di esibizionismo.
Da Treviglio a Bergamo: la provincia di quando eri ragazza che cosa ha lasciato in te come carattere ?
“Ma io credo di essere sempre quella, forse ho soltanto affinato la mia proverbiale schiettezza, senza tanti fronzoli”.
Sei legata ai tuoi luoghi d’infanzia? E lì che è iniziata la tua carriera? “Certo io sempre amato la provincia. Io vengo da lì e mi trovo molto bene nel mio habitat: con Milano ho un rapporto un po’ contrastato, infatti ci abito per certi periodi. Ho iniziato a collaborare giovanissima, a diciassette anni, a Radio Liberty Treviglio, il paese dove sono nata. Conseguito il diploma di maturità mi sono iscritta alla facoltà di agraria, ma presto mi sono resa conto che la mia carriera era in radio”.
Quando è successo?
“Passata da varie emittenti, da Treviglio a Bergamo, avendo ingranato quasi subito, ho avuto la conferma che quella era la mia strada, soprattutto quando sono approdata alla grande città”.
E lì è maturata la tua passione per il giornalismo?
“Quella è nata subito.Non immaginavo di passare al parlato così in fretta. Ho scritto un pezzo e mi hanno subito incitato a fare l’annunciatrice. Ho iniziato, quindi, direi per caso. Ho provato, mi è piaciuto, sono piaciuta. D’allora sono diventata 'd.j.' e non ho più smesso. Ho imparato a lavorare sul campo”.
Com’è stato il tuo impatto con Milano? Hai trovato grandi differenze rispetto alla provincia?
"Certo alcune differenze ambientali ci sono, ma non più di tanto. In fondo Milano con i suoi quartieri ricrea gli ambienti di provincia, rimane in un certo senso circoscritta con i suoi negozi, la posta e gli altri punti di riferimento, le persone, i personaggi che si incontrano. Certo certe cose sono decadute e spersonalizzate a causa di un livellamento naturale, però io Milano la vivo ancora così: ho il mio macellaio di fiducia, il panettiere che fa molte cose buone, ho Salvatore che mi porta la frutta e la verdura. Paragonata a Roma Milano mi sembra molto piccola. Roma è una città bellissima ma per me è troppo grande. Io non ci vivrei”.
I tuoi genitori assecondavano il tuo spirito indipendente? Cosa facevano?
“Come ti ho detto ho iniziato a lavorare molto presto. I miei genitori non mi hanno ostacolato, anche perché all’inizio studiavo. Il nostro patto è stato comunque sempre lo stesso: “Va bene, se ti piace, fallo. Ma i risultati non devono essere solo buoni, ma buonissimi”. I patti erano chiari e io li ho sempre rispettati. Mia madre faceva la casalinga. Mio padre l’imprenditore e tuttora ha una azienda di apparecchiature elettroniche”.
Che tipo di ragazza eri?
“Col senno di poi direi non facile. Sono sempre stata un po’ ribelle, ma non problematica, ho sempre cercato di fare quello che volevo, questo si. Il mio papà col quale ho un rapporto viscerale mi ha capito e confessato una volta che ero la sua preferita. Naturalmente all’insaputa di mia sorella, più semplice e pacata, sempre rimasta nell’azienda di famiglia. Attualmente è sposata con un figli. Intendiamoci: siamo soltanto diverse. Non c’è niente di male in questo”.
Sei una delle prime donne 'd.j.' in Italia, primato forse un po’ conteso o sbaglio?
"Quando ho iniziato eravamo davvero in poche: quattro o cinque donne al massimo. A Radio Peter Flowers ero “beata fra gli uomini”. Ero molto coccolata come una principessina, in una emittente rock, allora considerata non molto adatta alle donne e io sono lieta di aver contribuito a far cambiare questo modo di pensare”.
Adesso le cose sono cambiate: le donne 'd.j.' sono aumentate come in tutte le altre professioni, c’è rivalità tra voi?
“C’è sempre molta rivalità. Ma io modestamente ritengo di non avere concorrenza e di avere uno stile personale che non è altro che quello di essere come sono anche in questo momento con te”.
Hai un tuo uomo ideale?
“Certo, il mio fidanzato. E’ l’uomo che sposerò in febbraio”.
D’accordo, ma prima…
“Devo dire che non essendo più ragazzina ho avuto le mie esperienze e mi sono sempre piaciuti gli uomini non facili, quelli difficili da conquistare. Dovevo essere io a condurre il gioco, avendo un po’ di antagonismo col mondo maschile e a costo di sudare sette camice l’uomo doveva dirmi di sì. Adesso naturalmente sono maturata in questo senso”.
Qual è il tuo attore preferito?
“Domanda difficile da rispondere. Se devo farmi venire in mente qualcuno che mi piace direi Sean Penn, molto bravo anche come regista, “21 grammi” che secondo lui era il peso dell’anima, è un gran film!”.
Ci tieni alla tua indipendenza?
“Ci tengo terribilmente alla mia indipendenza come il mio fidanzato tiene molto alla sua. Tutti e due abitiamo da soli da moltissimi anni, siamo diventati un po’ orsi e ci teniamo molto alla nostra privacy”.
L’ideale irrealizzabile sarebbe quello di avere delle case separate.
“Per fare? Per rimanerci? No, noi abbiamo trovato una soluzione migliore: abbiamo comperato una casa a Milano dove finalmente avrò una situazione stabile, in una situazione composta da due ali unite da un meraviglioso corridoio che da su un terrazzo. Così in ogni ala ognuno di noi avrà il suo spazio e naturalmente avremo dei locali in comune”.
Cos’è la voce per te? C’è l’incanto di sentire e immaginare…
“Questa è la magia della radio. Io sono convinta che una voce non dovrebbe mai apparire. A me è capitato da ragazzina di ascoltare alla radio una voce meravigliosa, mi ricordo ancora che si chiamava Enrico. Questa radio era in città alta a Bergamo e io mi sono fatta portare lì da mio papà per vederlo. Ma quando l’ho incontrato la delusione è stata grande e mi è venuto quasi da piangere. Ecco perché in linea di massima sono contraria a far vedere a chi appartiene una voce”.
Hai contatti con i tuoi ascoltatori?
“Si due per volta. Li ricevo in una trasmissione pomeridiana. Si tratta di gente che appartiene a diverse categorie sociali, fanno i mestieri più disparati e li faccio partecipare in diretta. Potrei invitare anche voi (il sottoscritto e il fotografo)”.
La trasmissione dei tuoi sogni?
“Mi piacerebbe condurre una trasmissione imperniata sui sentimenti e sulle emozioni. Amore, rabbia, gioia, dolori e chi ne ha più ne metta”.
Segui la moda?
“Moltissimo e naturalmente spendo altrettanto. Al di là dell’abbigliamento e delle solite scarpe che collezionavo fino a poco tempo fa, adesso mi sono appassionata ai gioielli, specialmente quelli d’artista e di artigianato”.
Come passi le tue serate?
“Cerco di andare a letto presto ma non ci riesco quasi mai. Leggo moltissimo. Mi piace Ammaniti come autore, mentre non amo molto i gialli. Vedo qualche film del genere perché piacciono al mio fidanzato”.
Nicoletta e la televisione?
“Tutto ciò che c’è dietro lo schermo m’interessa: idee, progetti, da vendere alle strutture preposte. Seguo i programmi che considero importanti, anche quelli considerati discutibili, gli sviluppi che possono avere. Come tutti i giornalisti radiofonici non m’interessa apparire. Faccio il mio mestiere con passione e finora non mi sono mai annoiata. Per adesso non mi viene neanche in mente l’idea di cambiare”.
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