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'Poli.radio': dalla nascita fino a radio Deejay

Milanoweb intervista 2 dei 4 fondatori della webradio del Politecnico di Milano

07/02/2009 - 09:12

Andrea Cremascoli, in arte Crema, e Gianluca Pisati, in arte Janky, sono i simpaticissimi fondatori di una webradio non solo universitaria.

'Crema', ingegnere del suono laureato presso il Politecnico di Milano, e 'Janky', studente d’ingegneria informatica sempre al Politecnico, raccontano la nascita del progetto e come si è inserito nel panorama delle webradio milanesi, fino ad arrivare a Radio Deejay.

Tra esami, colloqui di lavoro e registrazioni radiofoniche, hanno inserito in agenda l’appuntamento per l'intervista di Milanoweb. Conosciamoli meglio…

Ormai è più di un anno che siete in onda sul web. Tempo fa c’era il progetto di Radio24 “UnyOnAir” che supportava la realizzazione di webradio di ateneo. Ha influito l'assistenza della nota emittente radiofonica sulla nascita della "radio del Poli"?

J.
Il nostro è un progetto autonomo. Poli.Radio è nata sul sito studentipolitecnico.it, quando, più di un anno fa, un nostro amico inserì sul forum un messaggio che invitava alla realizzazione di una webradio: da lì ha preso forma il progetto. Una volta in onda, siamo stati invitati da Radio24 a unirci al gruppo “UnyOnAir” ('contenitore di webradio di ateneo'- ndr) nonostante fossimo una libera radio studentesca e non una radio istituzionale. Il Politecnico, infatti, non ci condiziona sui messaggi o sulle pubblicità da mandare in onda.
C.
Siamo stati i primi, ad oggi, a proporre un format radiofonico a livello nazionale per raggruppare tutte le webradio. Il programma si chiama "Segnale Unico": ci colleghiamo ogni settimana ad una webradio d’ateneo italiana e raccontiamo le vicende dei nostri colleghi universitari.

L’Ateneo e i professori come vi hanno aiutato? Quanto tempo vi ha tolto allo studio?

J. L’Ateneo ci ha supportato solo a livello di strutture, ovvero gli spazi in cui realizzare gli studi radiofonici e le varie attrezzature tecniche, senza fornire nessun aiuto di altro genere. Il Politecnico esegue tantissime ricerche in tutti i settori dell’ingegneria, architettura e design: sarebbe interessante invitare dei professori alle nostre trasmissioni, parlare delle loro ricerche, dei loro studi e delle loro attività didattiche. Per riuscirci, ci servirebbe maggior forza d’azione: raccogliere più ascoltatori, in questo modo i professori sarebbero più interessati.
C. Lo studio? Nella fase di startup tanto… Ho posticipato la mia laurea di quasi un anno. Siamo, però, molto contenti. Un nostro professore, anni fa, aveva proposto senza successo l’idea di una webradio… oggi, noi studenti, siamo riusciti a crearla.

La radio nasce per diffondere notizie e musica. Poli.radio è una radio universitaria e come tale rivolta principalmente a studenti. Com’è organizzata poli.radio, che ruolo ricoprite in essa e qual è l’ascoltatore tipo? Privilegiate la musica o le notizie (e di che tipo)?

C.
Noi due, insieme ad altri due amici, abbiamo creato fisicamente la radio. Abbiamo raccolto i preventivi per l’attrezzatura (finanziati dall’università), ci siamo interfacciati con il Politecnico e abbiamo creato la radio. Poi, abbiamo preso i ruoli rispettivamente di direttore artistico (A. Cremascoli) e direttore tecnico (G. Pisati). Dopo pochi mesi la radio si è evoluta in un’organizzazione di circa 50 persone a cui abbiamo assegnato i vari compiti di speaker, dj, ecc. Riguardo le trasmissioni, siamo partiti con programmi che informano sull’università, ma anche informazione legata ad eventi, notizie della città, il tutto ovviamente mixato con buona musica.

Molti dei vostri programmi sono incentrati su musica di vario genere, dal rock all'indie fino ad arrivare all'elettronica... c'è, in qualche vostro programma, la possibilità di richiedere determinati brani musicali in diretta?

C.
Inizialmente eravamo partiti con musica orientata al rock. Poi abbiamo creato nel palinsesto spazi dedicati a musica di altro genere per raccogliere un pubblico più vasto, quindi trasmissioni dedicate al reggae, hip hop, disco e altri generi. L’interazione con il pubblico avviene tramite la chat, dove il pubblico scrive in diretta messaggi e ci racconta episodi divertenti rispondendo alle nostre provocazioni. Riguardo la richiesta di brani, la licenza SIAE ci limita nel mandare in onda delle scalette da noi predefinite in anticipo. Cerchiamo comunque di soddisfare gli ascoltatori, nelle puntate successive, quando ci richiedono brani particolari e interessanti creando un programma dedicato.
J. Nel palinsesto, tra i vari programmi di successo, c’è anche "Sound Check". Ospitiamo nei nostri studi gruppi musicali di studenti o comunque ragazzi giovani, e in questo modo gli offriamo la possibilità di farsi ascoltare e conoscere.

Un aiuto al successo di 'Poli.radio' è venuto, senza dubbio, anche da 'Radio Deejay'. Sei stato ospite alla trasmissione di Linus e Savino. Com’è stato conoscerli dal vivo, e quanto la vostra trasmissione di punta "3x2" (che ti vede impegnato come speaker/dj) ricalca la trasmissione "Deejay chiama Italia"?

C. I ragazzi del "3x2" eravamo noi due più Emanuele Campagnolo. Prima della nascita di Poli.radio ci riunivamo a casa di 'Ema' (E. Campagnolo) e provavamo a parlare di attualità, affiancandoci involontariamente allo stile di "Deejay chiama italia", a mio avviso uno dei migliori format a livello nazionale. Ho conosciuto Linus a un evento organizzato al Politecnico di Milano, presentandogli la nostra radio. Mi disse di inviargli una mail. Sono poi stato contattato ed invitato. È stata un’emozione forte entrare negli studi di un’emittente di livello nazionale, dove ho potuto osservare la loro organizzazione e conoscere persone simpaticissime.

Un’altra delle vostre trasmissioni di punta è "Erasmusic", programma all'interno del quale invitate studenti erasmus di varie nazionalità che raccontano del loro paese anche mediante la stessa musica. E' stata, dai più, ritenuta un'idea molto valida: Dj Linus ha persino sostenuto di volervela copiare! Com'è nata questa idea?

C.
Uno dei miei migliori amici fa parte di 'ESN' (Erasmus Student Network). Da questo contatto è nata l’idea del programma radiofonico dedicato agli studenti ospiti nella nostra università. Poi, si è esteso agli studenti Erasmus di tutti gli atenei invitati in gruppi di almeno tre persone per rendere la trasmissione più coinvolgente. Devo ammettere che ci siamo trovati ad ascoltare due ore di musica araba o metal pesante dei paesi del nord, che abbiamo di tanto in tanto interrotto per non allontanarci troppo dalle nostre abitudini musicali…

La passione per la radio di sicuro non vi manca. Intendete diventare speaker professionisti in radio (se sì, in quale)? Oppure sognate una carriera “tradizionale” da ingegnere?

J.
Mi occupo della parte tecnica, e devo ammettere che se mi offrissero un posto in regia a Radio Deejay o Radio24, probabilmente non terminerei gli studi!! Si vedrà… inizierò a laurearmi e poi capirò meglio.
C. Penso che con una laurea in 'ingegneria del suono' conseguita al Politecnico di Milano sia limitativo dedicarsi ad una carriera di speaker… l’idea, magari, è quella di entrare nel mondo radiofonico, nel settore più tecnico/informatico e, perché no, di tanto in tanto scambiare due parole in trasmissione per non perdere il contatto con la gente.

Cosa ne pensate delle webradio e del loro sviluppo? Un giorno potremmo ascoltarle 'poli.radio' in auto o sul cellulare?

J. Si spera… non soltanto per le webradio ma anche per tutte le altre informazioni utili che porta la grande rete. Vedremo come verrà implementata la tecnologia WiMax in Italia. Nel frattempo siamo limitati agli ascoltatori da casa.

Quando ricercate nuove risorse per il vostro staff ... mettete le inserzioni? Dove? Poi fate dei colloqui agli aspiranti dj? Quali sono le "qualità" che cercate? Ricevete molte richieste?

C. In principio utilizzavamo la mail istituzionale del Poli inviando una richiesta a tutti gli studenti. Abbiamo ricevuto 150 feedback e colloquiato con 80 studenti. In seguito a cambiamenti organizzativi del Poli ora utilizziamo solo il nostro sito (www.poliradio.it) che ha comunque un buon riscontro. La selezione si basa in primis sulla disponibilità oraria. Per noi è importante creare un palinsesto ricco che copra gran parte della giornata: se un aspirante dj è disponibile in un’ora della giornata, sappiamo di poter contare su di lui. A malincuore abbiamo scartato bravi personaggi perché non disponibili in orari importanti.

Avete preso una "posizione" sulla legge 133 e sulla carenza di fondi universitari? Come? Siete stati semplici "cronisti" oppure avete espresso delle Vs opinioni strettamente "personali"?

J. La nostra radio, come specificato nello statuto, è apolitica. Riguardo la legge 133 ed al caos generale siamo stati ottimi cronisti. Abbiamo riportato la notizia in lungo e largo, e a riguardo siamo riusciti a intervistare il 'Magnifico Rettore' prof. Giulio Ballio dedicandogli un’intera puntata. È stato un dibattito “attivo”, molti studenti hanno inviato delle domande via mail che abbiamo anticipatamente selezionato e poi posto al Rettore.

Il rapporto poli.Radio studenti: come si è evoluto nel tempo dalla nascita della webradio ad oggi?

C.
Alla nascita del progetto ricevevamo sulla chat della radio (in diretta - ndr) tantissimi insulti sul Poli ma anche sulla radio. Pensandoci, però, se erano lì a insultarci ci stavano ascoltando, cosa per noi comunque positiva… Abbiamo preso la palla al balzo invitandoli in trasmissione. Ovviamente molti hanno rifiutato e quei pochi che si sono presentati erano fortunatamente persone interessanti. Oggi siamo diventati un punto d’incontro. Molti studenti vedono il Poli come un luogo esclusivamente dedicato allo studio, non esiste un punto di ritrovo; siamo riusciti, anche se in piccolo, a far vedere la nostra università anche come luogo di socializzazione creando dei punti d’ascolto sia nella sede Leonardo sia in Bovisa.

La radio porta impegni ma è anche un modo per svagare e divertirsi informando. Vi siete divertiti ad intervistare il “Trio Medusa”? Altri personaggi famosi previsti/prenotati per le prossime interviste?

C.
Trio Medusa? Esperienza divertentissima! Abbiamo lasciato a loro i microfoni ed eravamo preparati agli insulti… Le prossime interviste sono orientate su gruppi musicali noti del panorama metal come gli Opeth o Satyricon. Questo grazie a vari rapporti che abbiamo stretto con alcune case discografiche, che oltre ad assicurarci musica promozionale ci preparano degli incontri con vari artisti.

Poli.radio ha un Myspace ed è "iscritta" anche su Facebook e Youtube; che ne pensate personalmente dei tanto di moda social network?

J.
Grazie ai social network sono riuscito a ritrovare amici dell’asilo, elementari, superiori ed università. Bisogna però stare attenti, perché in molti casi diventa una vera droga
C. Io personalmente non lo utilizzo per quelle comunicazioni che posso tranquillamente fare tramite il telefono. Lo ritengo molto utile a livello di marketing pubblicitario: se sei un’organizzazione, o come nel nostro caso una webradio, diventa importante comunicare a tutti ciò che stiamo realizzando.
 
Milano, si sa, è una delle capitali europee della comunicazione; vi collocate, dunque, all'interno di un settore molto "saturo". Quali pensate siano i maggiori segni di distinzione del vostro progetto?

C. L’idea iniziale era creare un format, a livello musicale, diverso dagli altri conferendo alla radio un’anima rock. Poi abbiamo trattato anche altra musica, ma esclusivamente in trasmissioni dedicate come “Charts” che raccoglieva tutte le hits musicali del momento. A parte questi programmi, tutto si basa su musica alternativa. Adesso, avendo superato gli scogli iniziali sulla gestione vera e propria della radio, e presa più dimestichezza col mezzo, vorremmo creare servizi per gli studenti del Poli: programmi altamente consigliati che dispensino consigli su come prepararsi adeguatamente a un esame o spieghino meglio alcuni temi ostici. In questo modo gli studenti del Poli sono “obbligati” ad ascoltarci.

Dopo più di un anno di trasmissioni ora si possono tirare le prime somme: è andata come speravi, oppure ti aspettavi più successo? Ritornando indietro cosa cambiereste al progetto?

J. Siamo molto contenti di com’è andata. Il progetto è partito e avrà un seguito, già questo ci rende soddisfatti. Riceviamo molti complimenti da parte degli ascoltatori e anche questo è lodevole. È stato difficile, e ne eravamo consapevoli, attrarre ascoltatori dal Poli.
C. Sembrerà strano, ma buona parte del nostro pubblico è di altre città, da Genova, Napoli, Firenze, Roma… questo soprattutto perché la nostra università, come accennavamo prima, è vista soprattutto come un luogo dedicato allo studio. Se dobbiamo pensare agli sbagli, uno è stato dedicarci poco alla comunicazione: abbiamo tralasciato quest’aspetto ma ora ci rifaremo, proprio ricominciando dall’intervista con 'Milanoweb'…

Photos by Dario Raimondi, B.F.

Autore: Daniele Losasso

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