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Siamo quasi a fine anno. Per tutti, anche per l'assessore Giulio Boscagli, è ora di bilanci.
Se apriamo la pagina del sito della Regione dedicata al suo Assessorato leggiamo che gli obiettivi che la Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale si era prefissata per il 2009 erano sostanzialmente 2. In primo luogo, potenziare la domiciliarità per garantire ad anziani e disabili di poter essere assistiti a casa propria e dai familiari; in seconda istanza, spingere sull’acceleratore del vostro 'ruolo' di governance del territorio.
Assessore Boscagli, qual è il 'suo' bilancio in merito a questi 2 grandi ambiti di intervento?
L’anno trascorso, il 2009, è stato caratterizzato dalla grave crisi economico-finanziaria che si è abbattuta sul nostro Paese e specialmente sulla nostra Regione. Per questo motivo l’impegno di Regione Lombardia e dell’Assessorato alla Famiglia e Solidarietà Sociale, quest’anno, è stato quello di rispondere con interventi mirati alle necessità delle famiglie e dei lavoratori duramente colpiti e, allo stesso tempo, rispettare gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Per un’amministrazione pubblica, infatti, il primo punto deve essere avere uno sguardo attento alla realtà contingente, visto che le domande e le necessità dei cittadini possono cambiare anche all’improvviso. Sul tema della domiciliarità abbiamo realizzato un importante passo in avanti, potenziando il servizio di voucher e realizzando interventi mirati su patologie gravi. Penso, ad esempio, ai 500 euro mensili per le famiglie che si occupano dell’assistenza ai malati di SLA e Stati Vegetativi.
Questa azione di “indirizzo”, realizzata in coerenza con il disegno complessivo di riforma del welfare condotto in questi anni, esprime concretamente un’intuizione di tipo culturale e metodologico che pone al centro della riflessione la persona con i suoi bisogni e riconosce la necessità di ridare “centralità progettuale” alla famiglia. Il nucleo famigliare, infatti, essendo il primo ambito di vita della persona, deve trovarsi sempre di più nelle condizioni di poter scegliere le soluzioni migliori per le proprie esigenze, indirizzando una quota di risorse di welfare là dove ritiene che il bisogno trovi la risposta più conveniente.
Sul fronte della governance del territorio, invece, centrale resta lo strumento dei 'Piani di Zona', attivati dal 2002, che hanno consentito di avviare un processo culturale ed un effettivo cambiamento nell'organizzazione dei servizi alla persona e alla famiglia.
Da quest’anno, inoltre, vi è un quadro normativo profondamente rinnovato dalla legge regionale “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario”. Grazie a questa legge e ai 'Piani di Zona' vengono aumentati gli spazi di protagonismo per il 'Terzo Settore', pilastro del welfare lombardo chiamato a partecipare alla programmazione degli interventi in ambito sociale.
Lo scorso 2 ottobre abbiamo celebrato gli anziani con la 'Festa dei Nonni', tradizione iniziata nel 2005. Assessore, qual è il valore sociale dei nostri anziani, quale ruolo dovrebbero avere nella nostra società che troppo spesso li dimentica? In che modo la Regione Lombardia pensa a loro?
I nonni rappresentano una risorsa a tutti gli effetti se si pensa, fra l'altro, che fanno risparmiare oltre 1 miliardo e 300 milioni di euro a più di 30 mila famiglie milanesi. In Lombardia, 1 su 2 accudisce i nipoti e 3 su 4 dedicano ai bambini una media di 5 ore al giorno. Il 43,2% dei nonni vede i propri "eredi" almeno una volta al giorno e spesso se li portano anche in vacanza, al mare o in montagna.
Per questo, Regione Lombardia ha, da tempo, avviato una serie di azioni finalizzate a "valorizzare" il 'ruolo' dei nonni e degli anziani, perché si riconosca loro l’importanza che realmente ricoprono nella nostra società, in quanto custodi della memoria e della famiglia, elemento fondante di tutta la nostra comunità.
Il nonno è parte della famiglia ed è importante che la stessa famiglia non rinunci alla sua presenza. Faremo di tutto, perciò, per favorire questo modello sociale. Certo è che esistono, e sono sempre più numerose, le situazioni di bisogno. Ecco allora che Regione Lombardia può mettere in campo una rete d’assistenza che non ha eguali nel nostro Paese. Mi riferisco all’offerta di oltre 55 mila posti letto nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA), più della metà di quelli 'attivi' nell’intero Paese, con un investimento annuale di 800 milioni di euro. Senza dimenticare i 238 'Centri Diurni Integrati', destinati a quegli anziani accuditi in famiglie che non possono essere assistiti continuativamente o ad anziani soli a rischio di emarginazione.
Dai nonni ai nipoti. La Regione appoggia asili nido e micronidi pubblici e privati, tanto che sono stati stanziati dei fondi per promuovere la ristrutturazione e l'ampliamento di quelli già esistenti.....
Esattamente. Quest’anno abbiamo stanziato circa 18 milioni di euro sul versante dei nidi, un investimento che porterà alla realizzazione di altri 2.000 posti distribuiti in tutta la Regione. In Lombardia, attualmente, abbiamo 52.560 posti: 47.750 negli asilo nido; 2.441 nei micronidi; 1.134 nei centri per prima infanzia e 1.235 nei nidi famiglia.
Questo intervento è un ulteriore significativo impegno a sostegno delle famiglie per agevolare la conciliazione tra maternità e lavoro, tanto più importante in un momento di difficoltà economica. Su questo versante stiamo operando su diversi fronti per migliorare sia la qualità che la quantità dei servizi socio-educativi per la prima infanzia. Oltre all'esigenza di aumentare il numero dei nidi per ridurre le liste d'attesa, avvertiamo anche la necessità di differenziare e qualificare al meglio l'offerta, adeguandola alle esigenze delle famiglie. La famiglia, in una società complessa, ha bisogno di servizi sempre più personalizzati e facilmente accessibili.
Dopo l'asilo i bambini crescono. Vanno ancora all'oratorio? Queste strutture mantengono ancora le funzioni sociali ed educative di una volta nella nostra Regione?
Ancor oggi le Parrocchie svolgono una funzione educativa e sociale unica attraverso gli oratori che, in stretto rapporto con le famiglie, costituiscono uno dei soggetti sociali ed educativi della comunità locale per l’accompagnamento ed il supporto alla crescita dei minori, degli adolescenti e dei giovani che vi accedono in grande numero.
Per questo motivo, anche quest’anno, Regione Lombardia ha dedicato 8 milioni di euro per interventi strutturali negli oratori lombardi. L’obiettivo è quello di realizzare nuove strutture, migliorare l’accessibilità e la fruibilità delle strutture esistenti attraverso la ristrutturazione, il recupero conservativo, l’abbattimento delle barriere architettoniche e la messa a norma degli impianti nelle strutture esistenti negli oratori, compresi gli impianti tecnologici. È dal 2002 che sosteniamo questo importante ruolo per le "ricadute" estremamente positive su tutta le nostre famiglie.
Il 'Buono Famiglia' 2009, volto a sostenere le famiglie numerose con entrate basse, è stato accusato di essere discriminatorio perché esclude il beneficio economico per gli stranieri regolari senza carta di soggiorno. Come reagisce a questa critica? Quali aiuti offre la nostra Regione agli extracomunitari?
La Regione Lombardia ha scelto di inserire, tra i requisiti d'accesso, il permesso di soggiorno di lungo periodo per premiare la stabilità di permanenza sul nostro territorio. Non esiste alcuna spinta xenofoba, come dimostra l'elenco dei beneficiari del buono. Spesso ci si dimentica che l’intervento ha raggiunto oltre 15 mila famiglie a basso reddito, di cui circa il 50% straniere. Come si può affermare che sia uno strumento discriminante?
Un’ulteriore prova è l’impegno che Regione Lombardia, ormai da anni, sta portando avanti per realizzare una reale integrazione degli immigrati stranieri, a partire dalla conoscenza del fenomeno. Proprio l’anno prossimo ci apprestiamo a festeggiare i 10 anni dell’Osservatorio Regionale per l’Integrazione e la Multietnicità, che ci consente il monitoraggio costante dell’evoluzione del fenomeno migratorio, in grado di evidenziarne le criticità, di elaborare proposte e di individuare buone pratiche.
Abbiamo così deciso di investire sulla formazione linguistica dei cittadini stranieri, con progetti come Certifica il tuo italiano, la lingua per conoscere e farsi conoscere e il programma televisivo l’Italiano in famiglia. L’obiettivo è chiaro, quello di promuovere e diffondere la conoscenza della lingua ma anche della cultura italiana.
Un ulteriore ambito d’intervento è sicuramente l’inserimento dei 'minori' nella scuola e in particolare delle fasce più svantaggiate. Sempre in collaborazione con gli uffici scolastici provinciali abbiamo realizzato una guida Tutti a scuola per le famiglie rom e sinti.
Questo opuscolo rappresenta l’esito e la sintesi di anni di sperimentazione della mediazione linguistico-culturale con le famiglie rom e sinti, un aiuto concreto a queste persone per avvicinarle al mondo della scuola e al tempo stesso avvicinare la scuola a questa gente.
Il 2009 rimarrà tristemente famoso come l'annus horribilis per le nostre tasche. Il fenomeno della povertà ha raggiunto anche la Lombardia dove appare particolarmente percepito perché i costi e i livelli di consumo sono più elevati rispetto ai valori nazionali. La Regione come pensa di affrontare il fenomeno della “nuova povertà”?
Nessuno poteva aspettarsi che la Lombardia non fosse colpita da questa crisi economico-finanziaria che ha interessato tutto il mondo. Dobbiamo però ammettere che il nostro Paese e, in particolare, la nostra Regione hanno saputo rispondere in modo immediato e mirato per reggere l’urto, aiutati da un’economia ben differente da quella dei paesi anglosassoni e da istituti bancari "solidi".
Ciononostante la crisi si sta facendo sentire sull’economia della nostra regione e nelle tasche dei cittadini, specialmente di quelli che si trovano in cassa integrazione. Proprio per questo il presidente Formigoni ha voluto assumere un impegno: nessuno sarà lasciato solo. Una promessa che stiamo mantenendo.
Tra i numerosi interventi, vorrei ricordare il “Piano per una Lombardia sostenibile”, presentato da poco, che potrà contare su 900 milioni di risorse pubbliche cui si andranno ad affiancare gli investimenti dei privati (fino ad arrivare alla cifra di 2,2 miliardi) per creare nei prossimi mesi 40.000 nuovi posti di lavoro.
La nostra prima preoccupazione resta però la famiglia e specialmente le più numerose duramente colpite da questa crisi e poco tutelate per quando riguarda l’aspetto fiscale. Su questo tema però attendiamo una presa di posizione da parte del Governo. Il 'Libro Bianco' del ministro Sacconi sottolinea questa urgenza e siamo convinti che al più presto saranno studiate politiche volte a realizzare un fisco famigliare.
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