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Assessore, partiamo da una domanda che nasce da un curioso gioco di parole. Cosa vuol dire vivere in un “ambiente di qualità”? E’ ancora possibile nel 2009 trovare un ambiente dove le nostre moderne comodità si coniugano con le esigenze della natura?
"Certo che è possibile. Soprattutto in territori dove si sviluppano politiche lungimiranti e rispettose del bene più prezioso che abbiamo: l’ambiente. La Lombardia, guidata dal presidente Roberto Formigoni, sta dando prova, da anni, di scelte coraggiose che oggi fanno da modello per il resto del Paese. Mi riferisco non solo alle misure adottate per migliorare l’aria che respiriamo, ma a tutte le azioni coordinate per rendere la qualità del nostro habitat la migliore possibile."
Nel 2000 Lei è diventato il più giovane Consigliere Regionale della Lombardia. Qual è il rapporto tra i giovani e l’ambiente? Cosa vuol dire fare “educazione ambientale”? Quali sono i progetti della Regione Lombardia in merito?
"Credo che siano stati compiuti nel tempo grandi passi in questo campo. Prima c’era poca attenzione verso un tema considerato, a torto, appannaggio di alcune parti politiche. Oggi è chiaro a tutti che l’ambiente non è né di destra né di sinistra, ma è l’acqua che beviamo – e la beviamo tutti – è l’aria – e serve a tutti per vivere – è l’energia.
Anche per i giovani, sempre più sensibili a questi temi, è fondamentale avere un rapporto di rispetto e di tutela, dove tutela non sta per conservazione sic et simpliciter, ma per uno sviluppo, un progresso di un’umanità educata, appunto, all’amore per ciò che ci circonda. Proprio in questi giorni cade la settimana dell’Unesco sull’educazione ambientale e Regione Lombardia vi partecipa a pieno titolo con progetti che da anni portiamo avanti con le scuole. Il primo passo, infatti, per l’educazione non può che compiersi all’interno del sistema formativo dei nostri ragazzi."
La linea della Regione Lombardia è quella di sostenere e favorire comportamenti "virtuosi" per la "tutela" dell’ambiente. In che modo? Quali sono questi atteggiamenti?
"Vi faccio subito un esempio. Noi siamo la 'prima' Regione ad aver varato una legge 'ad hoc' per la qualità dell’aria. Mi spiego meglio. Applichiamo misure, insieme agli enti locali, insieme alle associazioni, per seguire due binari. Da un lato diciamo ai cittadini che non si circola con veicoli inquinanti per un periodo dell’anno, in certi giorni e in certe ore, dall’altro stanziamo risorse per aiutare famiglie e imprese a rottamare i vecchi veicoli per comprarne nuovi a minor impatto ambientale. Visto il successo delle nostre proposte credo che i lombardi non solo esprimano apprezzamento per queste politiche, ma ormai siano cittadini pienamente responsabili."
La Regione Lombardia ha istituito anche un "sistema" Parchi e Aree protette.
Ci racconta in cosa consiste?
"I parchi e le aree protette sono non solo utili, ma preziosi e a queste aree vanno date opportunità. In Lombardia siamo già sulla buona strada. Qui, fra parchi, riserve, monumenti naturali, siti di importanza comunitaria, etc., si crea una rete che copre il 25% circa del territorio regionale. Una rete che valorizziamo con iniziative volte a far conoscere la potenzialità che hanno queste aree in quanto fattori essenziali di promozione e sviluppo del nostro territorio."
Nel 2005 ha ricevuto un incarico di responsabilità dal Presidente Formigoni per la "costruzione" della nuova provincia di Monza e Brianza. Quali sono le problematiche di quella zona, anche in relazione ai suoi progetti di sviluppo?
"Ho avuto un incarico importante ed entusiasmante allo stesso tempo e non perdo mai l’occasione per ringraziare il presidente Formigoni per quest’opportunità. La nuova provincia di Monza e Brianza rappresenta un tassello di fondamentale peso per tutta l’Italia. È lì che si produce ricchezza e benessere, quello che in gergo si chiama Pil. Questo perché la gente è laboriosa, intraprendente ed instancabile. Detto questo, di strada da fare ce n’è tanta, soprattutto per aiutare le imprese ad essere sempre più competitive. Credo che paghiamo anni di ritardo sotto il profilo delle infrastrutture, ma come tutti sanno la Regione è in prima fila perché questo gap sia superato presto e i lavori sono già in corso grazie anche ad un governo nazionale che sostiene chi produce e lavora.
A suo avviso, quale sarà l’impatto ambientale dell’ “Expo 2015” sul nostro territorio?
"L’impatto sarà positivo, perché una cosa è certa: oggi è impossibile che si deturpi l’ambiente, perché per tutti ormai è chiaro che l’ambiente è vita."
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