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Ci sono storie che non si limitano a lasciarti l’amaro in bocca, ma riescono a trasmetterti anche forti emozioni (spesso anche contrastanti), con quel "retrogusto" che ricorda il caffè o il rabarbaro.
Questo è il caso di "Pietro", unico film italiano in gara nel "Concorso Internazionale" del 63° Festival del film Locarno, che molti già vedono "certo" nella rosa dei possibili vincitori.
Al centro la vicenda di Pietro (interpretato da Pietro Casella), un ragazzo che vive ai margini tra un lavoro precario e un privato condizionato dal bullismo, che un giorno decide di ribellarsi.
Questo è il 3° lungometraggio di fiction per Daniele Gaglianone (regista noto anche per i suoi documentari), che si presenta visibilmente emozionato, oltre che orgoglioso della sua opera.
Ecco cosa ha raccontato a noi di MilanoWeb…
Come nasce "Pietro"?
"Da uno stato d’animo. Tre anni fa mi trovavo in un momento piuttosto difficile della mia vita e nulla sembrava andare per il verso giusto. Mi sentivo tagliato fuori e ho iniziato a vedere la realtà intorno a me con occhi diversi: mi sono reso conto che c’erano tante persone come Pietro e quindi è nata l’idea (o forse sarebbe meglio dire l’esigenza) di raccontare questa storia dai tratti duri."
Si può dire che il suo film rappresenta l’Italia degradata?
"A dire la verità non volevo fare un film sui quartieri di Torino o dell’Italia in generale, ma raccontare una storia di esseri umani che sono costretti a subire una determinata condizione. Pietro è fragile, gentile e nel mondo c’è sempre meno spazio per le persone come lui. Il mio film si ispira anche alle notizie che purtroppo durano solo mezza giornata sui giornali e sui siti internet. Stiamo vivendo un momento storico particolarmente complesso, dove la semplificazione è a tutti i livelli e le relazioni sono scadute a favore di una violenza diffusa."
E’ stata difficile la realizzazione?
"Diciamo che Pietro esiste grazie ad un gruppo di persone coraggiose che mi ha supportato fin dall’inizio. Questo è un progetto prodotto con le nostre forze e siamo felici non solo di essere riusciti a portarlo qui a Locarno, ma anche di avere trovato un distributore. Il film infatti uscirà il 20 Agosto nelle sale, grazie alla Lucky Red."
E’ vero che avete girato in pochissimo tempo?
"Si, in 12 giorni e non lavorando nemmeno 24 ore su 24. Sapendo di avere poco tempo a disposizione, infatti, ho curato tutto nei minimi particolari."
E ora che "Pietro" è arrivato sul grande schermo?
"La vita continua proprio grazie a questo lavoro. Ora posso dire di essere in grado di confrontarmi con serenità con questo tipo di materiale: è un modo per fare i conti con qualcosa di duro dentro e fuori di noi."
Vi ricordiamo che sulla testata specializzata MilanoFestival, troverete tutti gli approfondimenti sulla 63° edizione del Festival del film di Locarno.
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