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Al Festival del film Locarno non manca, come da tradizione, anche un po’ di cinema 'Made in Usa'. Lo scorso anno ci aveva presentato - in anteprima - il film-rivelazione "500 giorni insieme" , mentre quest’anno è la volta di "Cyrus" dei fratelli Mark e Jay Duplass, che vede nel cast anche Marisa Tomei e John C. Reilly.
Al centro la storia di un uomo con un divorzio alle spalle, che un giorno conosce quella che potrebbe essere la donna "giusta" per lui, se non fosse per un piccolo "particolare": lei ha un figlio di nome Cyrus molto protettivo nei suoi confronti, a cui non piace per nulla l’idea di dividerla con qualcun altro...
Noi di Milanoweb abbiamo incontrato (per voi) Jay Duplass e John C. Reilly.
Cosa ci dite del particolare "triangolo" che raccontate in "Cyrus"?
Jay Duplass: "Abbiamo scelto di raccontare di questa relazione speciale, perché ci permetteva sia di svilupparla sia nella chiave del conflitto che in quella dello humour."
John C. Reilly: "Sul set Jay e Mark ci hanno incoraggiato a rendere il rapporto vivo, dicendoci di seguire l’intuito e l’istinto. Ci è stato chiesto di essere onesti e di non avere problemi anche ad essere scomodi. Questo ha dato al film freschezza, onestà e originalità. Sono stati coraggiosi, perché hanno avuto fiducia in noi."
Come vi siete trovati a lavorare insieme?
Jay Duplass: "Il rapporto con Reilly si è basato essenzialmente su delle pizze (c’era una pizzeria vicino al set, dove andavamo sempre)! Scherzi a parte, bisogna dire che io e lui vediamo il mondo in maniera molto simile e questo ci ha sorpreso. E’ una persona molto riflessiva e coscienziosa, ci piace far risaltare questo suo aspetto."
Per questo film avete dei produttori eccellenti vero?
Jay Duplass: "Direi proprio di si. Siamo entrati in contatto con Ridley e Tony Scott attraverso un produttore indipendente che conoscevamo (quello di Brokeback Mountain) e gli abbiamo dato in mano il film."
John C. Reilly: "Infatti inizialmente doveva essere ambientato nello spazio!"
John, cosa ci dice invece dell’incontro con i fratelli Duplass?
John C. Reilly: "Io ho conosciuto Jay e Mark grazie a mia moglie, che fa la produttrice (indipendente) e aveva avuto modo di incontrarli tempo fa rimanendone particolarmente colpita. Non appena ho visto i film che hanno realizzato ho detto subito che volevo assolutamente lavorare con loro, anche perché è veramente difficile trovare dei registi che lasciano così tanto spazio all’improvvisazione."
Com’è stato girare, per una volta tanto, le scene in ordine temporale?
John C. Reilly: "Girare seguendo l’ordine cronologico (cosa che non si fa mai solitamente) è stato naturalmente più facile per noi attori. A loro piaceva l’idea di adattare la storia alla realtà, in base a quello che diventava."
Sono molte le scene tagliate?
Jay Duplass: "Siamo stati molto rigidi in fase di montaggio, quindi abbiamo usato quasi tutto e le poche scene escluse sono state inserite nel dvd. Siamo riusciti ad essere onesti, perché per noi conta mostrare le emozioni."
John, un giorno Lei diventerà nonno e a quel punto quale Suo film farebbe vedere ai nipoti?
John C. Reilly: "Ad essere sincero non saprei scegliere. Però una cosa è certa: 'Cyrus' non lo farei mai vedere ad un mio eventuale nipote se non dopo i 20 anni (per una scena in particolare, che naturalmente non voglio e non posso svelare)."
Come si lavora in famiglia?
Jay Duplass: "Lavorare tra fratelli risulta il più delle volte un vantaggio, perché l’interazione è naturale ed è più facile essere sulla stessa lunghezza d’onda. Noi, per esempio, condividiamo un certo sense of humour che mettiamo nel nostro cinema. Poi questo ci permette di liberarci dal nostro ego e per il film è solo un bene."
John C. Reilly: "Devo dire che lavorare con due registi che sono anche fratelli è fantastico, soprattutto quando riesci a inserirti nelle loro conversazioni."
"Cyrus" sta avendo un buon successo al botteghino vero?
Jay Duplass: "Siamo contenti di come sta andando il film nei paesi in cui è uscito: in qualche modo ci ripaga del rischio di aver fatto un film come questo."
Vi ricordiamo che sulla testata specializzata MilanoFestival, troverete tutti gli approfondimenti sulla 63° edizione del Festival di Locarno.
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