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Luca Lucini è nato a Milano 43 anni fa ed è sempre rimasto legato alla sua città, anche se il suo lavoro l'ha portato più volte lontano da casa.
Dopo l'esordio nel mondo del videoclip, firma il suo primo lungometraggio nel 2004. Si tratta, come molti di voi ricordano, del famoso "Tre metri sopra il cielo"(tratto dall'omonimo best-seller di Federico Moccia) che ha avuto il merito di lanciare nel firmamento del cinema Riccardo Scamarcio.
Da allora, Lucini ha realizzato quasi 1 film all'anno, riscuotendo un grande successo di pubblico. A novembre sono iniziate le riprese de "La donna della mia vita”, la cui sceneggiatura è stata firmata da Cristina Comencini, che vede nel cast Stefania Sandrelli, Luca Argentero, Valentina Lodovini e Alessandro Gassman.
In attesa che arrivi nelle sale, il regista ha incontrato il pubblico milanese (accorso numeroso) alla Terrazza Martini.
Naturalmente noi di Milanoweb non potevamo mancare...
Cosa rappresenta per te la commedia?
"Io l'ho sempre vissuta come una sfida: è per questo che i miei film sono molto diversi tra di loro. 'L'uomo perfetto' è una commedia all'americana; 'Amore, bugie e calcetto' è più legata alla vita vera; 'Solo un padre' è una commedia drammatica per la quale ho lavorato su un equilibrio delicato, perchè era facile cadere nei toni cupi; 'Oggi sposi' nasce invece dalla mia volontà di affrontare il cinema comico presentando dei personaggi sopra le righe."
Ma come ti relazioni con la tradizione della commedia all'italiana?
"Noi abbiamo decisamente una tradizione di un certo peso per quanto riguarda questo genere e quindi non sempre lo si affronta serenamente. La commedia è nel nostro D.N.A., noi autori l'abbiamo nelle nostre corde ed è un vero peccato che spesso la si tratti con superficialità."
Quali sono i tuoi punti di riferimento?
"Amo registi come Mario Monicelli e Luigi Comencini, ma comunque credo che ogni regista debba poi prendere la sua strada ed essere sé stesso."
Che rapporto hai con Milano?
"Devo dire che ho iniziato a guardarla con occhio oggettivo dopo aver passato un po' di tempo a Roma. Il distacco mi ha permesso di amarla di più. Io credo che sia molto cinematografica, non tanto a livello estetico, ma per i suoi contenuti umani e la sua vocazione internazionale."
Tra l'altro tu hai scelto Milano come set per il tuo nuovo film “La donna della mia vita”...
"Si, perchè credo che la nostra città offra l'ambientazione giusta per storie interessanti, che non siano le solite macchiette sugli yuppies o i drammi legati ai quartieri periferici. Nell'ultimo anno siamo in tanti ad aver scelto Milano e penso che questa volontà di riportare qui il cinema sia più che positiva."
Cosa ti piace della città?
"Amo Milano in inverno con la sua luce fredda."
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