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Il 14 Maggio esce, dopo una lunga attesa e preceduto dal plauso della critica mondiale, "Shadow", la seconda pellicola firmata da Federico Zampaglione (ancora in vacanza forzata dai suoi Tiromancino) dopo il primo esperimento di tre anni fa culminato nel contradittorio "Nero Bifamiliare" interpretato dalla sua compagna Claudia Gerini.
Stavolta l'obbiettivo di Zampaglione si è spostato bruscamente su di un horror dai contorni onirici -fulciani (nel senso di Lucio Fulci) che non manca di citare qua e là film morbosi e sanguinolenti come "Hostel", "The Blair Witch Project" e addirittura "Predator" (gustatevi le scene ambientate nel bosco quando i protagonisti hanno a che fare con un nemico invisibile...) ma che porta comunque a casa la fama (giustificata) di pellicola intelligente, arricchita da un colpo di scena dai contorni quasi kafkiani e mai fine a sè stessa.
MilanoWeb ne ha discusso con il diretto interessato, intercettato in quel di Milano all'anteprima dello stesso "Shadow". Vediamo come è andata...
Dai Tiromancino romantici di "Due Destini" e "La Descrizione di un Attimo" a "Shadow" passando, comunque, per un noir grottesco come la tua prima pellicola "Nero Bifamiliare" del 2007: ce lo vuoi spiegare questo mutamento?
"Beh, ho sempre nutrito una passione atavica verso generi cinematografici come l'horror, il poliziesco, il cinema di genere anni '70, ecc. Da ragazzino sono praticamente cresciuto con le pellicole di Dario Argento, Lucio Fulci e Mario Bava e quindi mi sentivo pronto, nonostante i miei trascorsi da cantante pop 'leggero' (fa una piccola smorfia... Ndr), a gettarmi in un'impresa di questo tipo."
Una volta, in una vecchia intervista, arrivasti addirittura ad affermare che senza l'horror forse non ci sarebbero stati neppure i Tiromancino...
"Stravagante come risposta, vero? Eppure, dentro di me, so che le cose stanno proprio così: se ascolti con attenzione certi giri di basso dei Tiromancino dentro ci senti un pizzico di quell'angoscia e di quelle atmosfere dark che hanno sempre abbondato nelle soundtrack dei film d'orrore, soprattutto quelli fatti in Italia."
Solo che alla prima occasione ti sei dato al noir...
"Sì, e mentre stavo girando "Nero Bifamiliare" mi sono accorto che i ciak che mi venivano meglio erano proprio quelli dove c'era abbondanza di umori dark e quindi, dato che il poliziesco anni '70 si è tramutato in quelle fiction annacquate tipo "Distretto di Polizia" che girano adesso in televisione, mi sono detto: beh, a questo punto non mi resta che l'horror (sorride, Ndr)..."
Immagino che ci sarà stata la fila per quanto riguarda i produttori. Sai, sto parlando di quei produttori nostrani sempre a caccia di nuove "muccinate" o commedie leggere...
"Guarda, una fila lunga chilometri e chilometri, eh eh! Chissà perché in Italia quando arriva un regista con il suo bel copione horror, i telefoni squillano a vuoto e i produttori c'hanno sempre da fare... Fortuna che è arrivato in mio aiuto il grande Massimo Ferrero altrimenti dubito che "Shadow" avrebbe mai visto, ehm, la luce."
Senti, forse il più bel complimento rivolto finora a "Shadow" è che ricorda le atmosfere di vecchi capolavori di Lucio Fulci tipo "Quella Villa Accanto al Cimitero"...
"Quello, più che un complimento, vale già come un Oscar! Fulci non è stato solo un regista horror o un cineasta di genere ma un vero e proprio poeta del dolore e della sofferenza. E mentre ti dico ciò penso sia ad un'opera maledetta come "L'Aldilà" (vero titolo: '...E Tu Vivrai nel Terrore! L'Aldilà', Ndr) ma anche a quelle lontane estati trascorse ad Anzio a vedere i suoi film in qualche arena estiva (sospira, Ndr)... La grandezza di Fulci sta nel suo riportarti ad essere bambino, a rivivere quelle paure lontane, il buio, il silenzio, le ombre, ecc. Forse l'horror stesso è un genere ancestrale proprio per questo motivo: perché ti ringiovanisce di colpo!"
Tu, per la cronaca, come hai scoperto la paura e l'horror in generale?
"Intrufolandomi nei cinema della Capitale per vedere i film che ti citavo prima... Ma forse il mio primo incontro in assoluto con la paura scenica è stato nel tunnel dell'orrore, assieme a mio papà, al Luna Park di Roma. Ero solo un ragazzino allora ma quel luogo mi sembrò già terribilmente splatter e... gore (truculento, Ndr) !"
'Shadow' inoltre, esattamente come accade nei lavori di John Carpenter o Tobe Hooper, porta l'horror ad un livello superiore: non è un film "sensazionalista" ed estremo fine a sè stesso ma si permette di approfondire, a suo modo, la realtà. Penso, ad esempio, ai rimandi della guerra in Iraq o alle atrocità del bracconaggio...
"Sì, il miglior horror è sempre stato molto metaforico e legato ai simboli. Anche George Romero ha adoperato l'orrore su pellicola per raccontarne uno ben peggiore, ovvero quello della realtà circostante... Sai, a volte leggo il giornale e vedo i TG nostrani e scopro che non potrei mai girare scene nude e crude come quelle descritte da quei media. E la censura, in questi casi, non c'entra. D'accordo, "Shadow" farà anche paura ma vogliamo mettere questo mio film con le immagini reali di YouTube sui soldati reduci dall'Iraq?"
Nella tua pellicola - popolata da bravi attori/caratteristi come Jake Muxworthy, Karina Testa, Ottaviano Blitch e Chris Coppola - la parte del leone, ovviamente, la fa il "super-cattivo" di turno. Ovvero il sadico Morthis interpretato dal fenomenale Nuot Arquint... Come lo hai scovato?
"Semplicemente sfogliando un catalogo di un'agenzia di casting. Mi ha subito ispirato il suo viso ma, prima di dargli la parte e cominciare a girare, l'ho voluto conoscere meglio e così l'ho invitato a casa mia. E da lì sono partiti sette/otto lunghi mesi di preparazione dedicati al suo personaggio."
Cosa ricordi di quel primo provino?
"Che misi su un disco dei Tool e che chiesi a Nuot di muoversi come un serpente di fronte alla telecamera. Lui dice che l'ha ispirato anche la pittura di Bosch o la lettura di certi libri proibiti ma, in realtà, il personaggio di Morthis è nato così. Danzando su di una musica inquietante come quella del gruppo di 'Aenima' e 'Lateralus'..."
A proposito di musica, che ne è stato dei Tiromancino?
"Sono sempre lì, pronti per tornare. Magari il nostro nuovo disco potrebbe già essere disponibile l'autunno prossimo..."
Anche perché non si sente un nuovo album intero della tua band dai tempi di "Illusioni Parallele" del 2004...
"Sì, ma stavolta potrebbe davvero essere la volta buona. Ho dieci canzoni da parte in cui credo molto. L'unica cosa è che vorrei lavorarci in studio con calma, molta calma, per evitare di sprecarle dietro ad una produzione frettolosa. Mettiamola così: mese dopo mese vedremo cosa accadrà..."
Il sito ufficiale di "Shadow".
Guarda il trailer in italiano di "Shadow".
La grandezza di Lucio Fulci.
Il sito dei Tiromancino e di Federico Zampaglione.
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