|
|
|

Se il vostro cuore, fin dalla nascita, ha assunto le fattezze di una palla ovale non lasciatevi assolutamente sfuggire il libro fotografico "Rugby Love" di Marco Turchetto che la A.CAR Edizioni di Lainate ha già mandato rapidamente in ristampa causa vendite record della prima tiratura.
In oltre 100 scatti d'autore realizzati agli scorsi Mondiali di Francia (quelli vinti dal Sudafrica sull'Inghilterra), l'espertissimo Turchetto (uno che in passato è stato seconda linea per Benetton Treviso, Tarvisium, Mogliano, Fiamme Oro, CUS Perugia, CUS Roma, ASR Milano e Rugby Rho) ci porta dentro il pitch ad osservare da vicino quanta lealtà, emozione e voglia di vincere sportivamente ci sia all'interno di una mischia.
MilanoWeb ne ha discusso con lo stesso Marco divagando spesso e volentieri su situazione del rugby meneghino, stato di salute della Nazionale italiana e qualche pronostico (audace) sull'attuale 'Sei Nazioni'.
L'idea di "Rugby Love" è nata prima della tua partecipazione ai Mondiali del 2007 oppure, rivedendo i rullini, ti sei reso conto che era materiale degno di una pubblicazione con tutti i crismi?
"Il libro nacque ad ottobre 2007 al rientro dalla Francia, quando sfogliando gli appunti annotati sulla mia Moleskine, mi resi conto che avrei potuto fissare adeguatamente nella memoria l'esperienza fatta se avessi dato forma a quelle note di viaggio con un valido supporto fotografico. Poi, la fortuna di parlarne a tavola e veder uscire dal cilindro un editore innamorato del progetto ha fatto tutto il resto..."
Il rugby è uno sport molto fisico e assolutamente "di squadra": è anche più difficile da fotografare rispetto ad altre discipline?
"Devo essere sincero: sono davvero pochi gli altri sport che seguo con la mia macchina fotografica. Probabilmente, avendo giocato a rugby per anni, mi sento molto più a mio agio seguendo la palla ovale rispetto ad altre manifestazioni sportive dove, oltretutto, devo anche capire cosa sta accadendo e perché..."
C'è 1 foto, tra tutte le 101 del libro, che ti ha dato più soddisfazione di altre? Uno scatto che, riguardandolo, ti ha fatto notare delle cose che magari - mentre lo eseguivi - ti erano sfuggite?
"Non parlerei di soddisfazione maggiore data da un'immagine rispetto ad un'altra, ma di foto cui sono affezionato: Rauluni, il mediano di mischia figiano che si vede in copertina, anche se ha perso 55 a 12, è felice per aver dato il massimo; oppure l'australiano Huxley (pag. 73, nda) che corre quasi perdendo il pallone per evitare il placcaggio. La foto, invece, che m'ha fatto vedere cosa non avevo notato ad occhio nudo è quella dove ben 7 giocatori francesi (pag. 105, nda) attendono un pallone che cade davanti ad 1 solo avversario della Georgia."
So che sei anche un giornalista nella vita: a quando allora un libro di solo testo?
"Lavoro in un Ufficio Stampa e, al momento, non ci penso proprio (ride, nda)! Mai dire mai, per carità, ma mi sto godendo le emozioni di questa prima avventura che, con una ristampa dopo solo tre giorni di vendita, mi sta anche portando a zonzo per l’Italia."
Vuoi svelarmi la prima partita, in assoluto, che hai visto da spettatore e poi da giocatore? E quella che ti è rimasta di più nel cuore in tutti questi anni?
"La prima partita vista? Beh, sono nato in una famiglia di rugbysti e credo di essere stato a Monigo, il campo di Treviso, già entro i primi 12 mesi di vita! Quella che ricordo, in ogni caso come prima grande trasferta fu in treno con tutta la mia famiglia per andare nella Capitale a vedere la Metalcrom TV contro Algida Roma. La prima partita realmente emozionante, invece, fu nella serie cadetta Benetton-Rovigo, titolare dopo essere arrivato dalla pallacanestro. Una situazione fantastica. Solo che perdemmo. E quello, credimi, fu un po' meno fantastico..."
Domanda importantissima: come sta la Nazionale italiana, Marco? Ed il rugby milanese?
"La nazionale italiana non sta male ma non è neppure in formissima: è come l'amico che non ha un fisico eccezionale ma che non soffre nemmeno di raffreddore. Gli atleti ci sono e sono pure richiesti all'estero. Ora abbiamo bisogno di manager per il movimento nazionale. Il rugby milanese è vivo: dalle squadre del capoluogo alla provincia, c'è grande passione ed attività giovanile. Speriamo che il tutto possa svilupparsi sempre più attorno alla squadra leader che al momento sembra proprio essere l'Amatori Milano, condotta da due ragazzacci, Marcello Cuttitta e Massimo Giovannelli. Sperèm!"
Volevo sapere un tuo commento sulle due sconfitte, per così dire, "onorevoli" (Irlanda fuori e Inghilterra in casa) subite dall'Italia in questo 'Sei Nazioni' 2010...
"Sconfitte onorevoli? Non credo. Di sicuro non quella contro l'Irlanda, un incontro che ha rappresentato, da parte di entrambe le formazioni, il top dell'anti-rugby. Contro l’Inghilterra? Bello vedere l'azzurro che attacca e che non difende solamente. Ritrovare "Gonzo" Canale, le terze linee, ecc. Ed il tutto senza capitan Parisse. Non mi lamento per quello che i ragazzi hanno dato in campo, anzi, ma discutere ancora sull'erede di Dominguez in un ruolo 'chiave' come l'apertura ed il calciatore…"
Come vedi i prossimi incontri della Nazionale con Scozia in casa e Francia e Galles in trasferta?
"Scozia non così facile, quella è gente che non molla mai. Chissà cosa ci combina la mischia allenata dall'altro super Cuttitta, Massimo. Francia, forte fisicamente anche se non ha un gioco perfetto. Galles? Eh, in Galles l'è dura!"
Chi rischia di vincere il 'Sei Nazioni'?
"Probabilmente, alla fine, vincerà la Francia. Con Mathieu Bastareaud che segnerà pure il maggior numero di mete nel torneo..."
Andrai a vedere "Invictus", il nuovo film di Clint Eastwood dedicata alla vittoria del Sud Africa nel mondiale del '95? Cosa ti aspetti sinceramente da quella pellicola?
"Sicuramente! Anzi andrò addirittura all'anteprima, qui a Milano, e mi aspetto di conoscere qualcosa di più sulla situazione dell'apartheid dal punto di vista dell'estabilishment rugbystico del Sudafrica dell'epoca..."
Sei tifoso anche di altri sport oppure il rugby assorbe tutte le tue energie ed il tuo tempo libero?
"Mi piace anche la pallacanestro, primo amore sportivo. Ma non sempre riesco a seguire l'AJ Milano. E poi, vogliamo mettere l'Arena? E' in centro, facilmente raggiungibile in bici, in mezzo al parco. Che cosa si può volere di più?"
Ultima domanda: credi che San Siro, dopo l'exploit di pubblico dello scorso novembre con la Nuova Zelanda, ospiterà sempre più rugby di cartello nei prossimi anni?
"A dire il vero, ho il sentore che San Siro non ospiterà più rugby! Così resterà nella memoria sia il risultato straordinario dell'evento che l'impegno profuso dagli organizzatori. Credo, in ogni caso, che il rugby milanese abbia trovato nell'Arena Civica un 'teatro' eccezionale che in futuro ci riserverà sempre più sorprese…"
Per le foto si ringrazia il prezioso ausilio dell'autore.
La storia e l'evoluzione del Rugby.
Tutto sul Sei Nazioni 2010.
Il sito dell'Amatori Milano.
Il sito di A.CAR Edizioni, la casa editrice di "Rugby Love".
15/01/2012 - Non so voi, ma in questi giorni mi sveglio con la sensazione di chi è destinato a finire in una sp [...]
24/12/2011 - Cari lettori di MilanoWeb, ci possiamo raccontare tutto quello che vogliamo, decidendo di essere "fa [...]
19/12/2011 - Quando in Italia si era previsto dell'arrivo di un possibile Governo "tecnico", noi di MilanoWeb ave [...]
09/02/2012 - Marco Pannella regalava hashish in piazza Navona, Marco Cappato biglietti on-line da Palazzo Marin [...]
07/07/2011 - Nella vita di ognuno di noi può anche avverarsi un 'sogno' e per me è accaduto quando l'editore di M [...]
26/04/2011 - Giuliano Pisapia l'avevamo già incontrato in occasione delle recenti elezioni Primarie meneghine de [...]
14/01/2012 - Ancora una volta sono le agenzie di rating a sorprendere, se non "sconvolgere", i mercati finanziari [...]
24/12/2011 - Jean-Jacques Annaud è uno di quei registi che non hanno bisogno di grandi presentazioni: basta ricor [...]
06/12/2011 - Si avvicinano le vacanze di Natale, in molti partiremo per la montagna, con la '500' o con il SUV o [...]