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E’ giovane, bella e di successo: questo le basterebbe per riposarsi beatamente sugli allori. E invece Beyoncé Knowles è una donna in continuo movimento che, nonostante venga rapita spesso e volentieri dal cinema, non ha tradito il suo primo grande amore ovvero la musica.
Dopo i fasti con le Destiny’s Child, la nostra ha iniziato una fortunata carriera solista che la vede ora pubblicare il suo terzo album "I Am…Sasha Fierce". La particolarità di quest'ultimo lavoro è di essere un doppio-cd, diviso in una side R&B e in una più urban-style come ha raccontato lei stessa in questa lunga intervista concessa ai media…
Questo ultimo anno di lavoro ha dato decisamente dei buoni frutti…
"Faccio questo lavoro ormai da tanti anni. Ho realizzato il mio primo album con le Destiny’s Child quando avevo 15 anni, ora ne ho 27 e ho concretizzato parecchi traguardi nel frattempo. Ora il mio obiettivo è realizzare qualcosa di classico, leggendario e intramontabile. Non qualcosa di scenografico, sensuale o che faccia tendenza per una sola stagione. Sogno un progetto che possa durare per sempre. Sentivo che era giunto il momento di ricaricarmi artisticamente, così mi sono detta: mettiamoci in disparte per un anno intero. Non sapevo se sarebbe stato per sei mesi o due anni. Non volevo avere fretta. E in quel periodo ho anche fatto due film, visto che non sono proprio capace di starmene tranquilla a far niente. Ogni volta che qualcosa mi appassiona, faccio in modo di trovare il tempo per dedicarmici. La mia priorità era però in assoluto questo disco. Ricordo quello che si racconta di Michael Jackson e del suo lavoro migliore, a mio avviso, 'Off The Wall', di come abbiano registrato non so quante canzoni; ne servivano solo dieci, quindi quella che fra tutte sembrava la meno convincente veniva rimpiazzata e così via, finché sono riusciti a mettere insieme un'opera geniale. È la strategia che ho cercato di mettere in pratica in questo progetto. Ho registrato un sacco di canzoni continuando a ripetere a me stessa 'posso fare di meglio', così il lavoro ha continuato ad evolversi. Io non avevo paura di cimentarmi con cose nuove e diverse. Ed alla fine sono arrivata a questo sound per me inconsueto".
Come definiresti "I Am…Sasha Fierce"?
"Credo sia il lavoro migliore che ho realizzato ad oggi, oltre ad essere l'album al quale ho in assoluto dedicato più tempo. Ascoltandolo potrete sicuramente percepire tutto l’impegno, il tempo e la passione che ci ho messo. Sono entusiasta e molto orgogliosa di questo lavoro".
A cosa si deve la scelta di questo titolo?
"Avevo un gran numero di canzoni splendide, con sonorità molto differenti. In me ci sono davvero due persone distinte: quella che si vede nella vita reale e nelle interviste e quella che sono sul palco, un personaggio completamente diverso, in qualche modo da me create nel corso degli anni. Questo lato è qualcosa di molto speciale per i miei fan, ma volevo offrire loro sia una parte di me, del mio cuore e della mia anima, sia una parte di Sasha. Così ora anche lei ha un cognome, Sasha Fierce. Ho deciso di dividere l’album a metà. Ci sono le canzoni d'amore, che sono probabilmente le canzoni più innocenti, pure e vulnerabili che abbia mai registrato e poi ci sono i brani al culmine della sensualità, della focosità e della sfrontatezza che rappresentano Sasha Fierce. Volevo mostrare al mio pubblico entrambe le personalità, perché è così che sono".
Sbaglio o c’è anche un episodio legato a questo nome?
"Si. Il nome Sasha Fierce è nato dopo una performance. Ero totalmente presa dal fervore della performance, quando mi è caduto un orecchino - un orecchino di diamanti, preso in prestito, del valore probabilmente di oltre 100mila dollari. E io l'ho lanciato in mezzo al pubblico! Un gesto molto Sasha Fierce, quella che 'se ne frega' e si lascia travolgere dalla foga del momento. Ma al termine della performance sono tornata coi piedi per terra e ho urlato: dov'è il mio orecchino?! Dobbiamo andare in mezzo al pubblico a cercarlo! E ho davvero mandato mia cugina tra il pubblico. Lei vagava chiedendo 'dov'è l’orecchino di mio cugina?'. Tutti pensavano che fosse matta, ma alla fine è riuscita davvero a ritrovarlo. Avrei dovuto rimborsare qualcosa come duecentomila dollari... E poi, non ricordo come, se ne esce fuori con quel nome Sasha. 'Sei Sasha, sei un’altra persona! Ti chiameremo Sasha'. Da allora non me lo sono più tolto di dosso. Ne ho parlato una volta in un'intervista e in uno dei miei tour ho visto alcuni tra il pubblico che reggevano poster con la scritta 'Sasha'. Così quel nome è rimasto con me".
Per questo album hai scritto 70 pezzi, come hai fatto poi a selezionarli?
"Il criterio è stato probabilmente selezionare le canzoni più comunicative dal punto di vista delle emozioni. Se la canzone non mi suscitava un’emozione particolare non la volevo nell'album. In questo disco ci sono i due estremi: sapevo quali fossero gli obiettivi per 'I Am...' , cioè fondamentalmente rivelare chi sono davvero; e sapevo quali criteri utilizzare per 'Sasha Fierce', che rappresenta la persona sicura di sé, aggressiva, sexy, decisa. 'I Am...' è altrettanto forte, semplicemente in maniera diversa. È difficile rivelare quella forza e quella sensualità per Sasha Fierce, ed è altrettanto difficile proporsi senza trucco, senza glamour, senza il fragore delle batterie, con la sola chitarra acustica che ti permette di sentire le sfumature della mia voce".
Cosa ci dici del primo singolo "If I Were A Boy"?
"Beh, 'If I Were a Boy' è la canzone dell’album che in questo momento preferisco: l'ho amata fin dal primo istante. Ho lavorato nel film 'Cadillac Records' dove ho interpretato questa incredibile eroina che si chiama Etta James. Lei era molto passionale, istintiva, fiera ed impavida. Mi ha trasmesso una prospettiva diversa della vita e della mia carriera artistica. Alcune delle cose dalle quali mi sentivo attratta dopo aver girato quel film erano cose che prima di allora non mi avrebbero normalmente entusiasmata. Lei ha sempre fatto tutto quello cha voluto, senza preoccuparsi di essere in qualche modo etichettata. Ha fatto soul, rhytm 'n' blues, rock 'n' roll, praticamente qualsiasi cosa. Anch'io amo la musica popolare, la musica alternativa e il soul. E solo perché sono un artista pop o R&B o come volete chiamarmi, non significa che non posso cimentarmi in qualcosa di diverso da quelle che sono le aspettative della gente. Così quando ho sentito 'If I Were a Boy', Toby Gad, il produttore, in realtà mi aveva detto, 'Ok te la faccio ascoltare perché è carina anche se non credo che sia il tuo genere...'. Poi ho ascoltato tutte le canzoni che lui pensava mi sarebbero piaciute ma in realtà mi hanno colpito quelle che lui avrebbe scartato! Ed ho messo in atto una sorta di ribellione, scatenata dall'interpretazione di quel personaggio, Etta James. E’ stata la prima canzone da me registrata che avesse un sound alternativo, folk e ha fissato in un certo senso le atmosfere del disco 'I Am...'. Adoro quel brano perché è estremamente sincero, senza tempo. E’ un pezzo che puoi ascoltare all’infinito, è contagioso e non ti stanchi mai di sentirlo perché racconta di situazioni vere. Non parla esattamente di infedeltà, ma piuttosto delle piccole cose che accadono all'interno di una coppia quando l'altro si approfitta di te".
Una curiosità: ti piacerebbe essere uomo per qualche giorno?
"Sapete, credo che sia più divertente essere donna, ma mi piacerebbe essere un maschio per un paio di giorni: credo sarei un ottimo fidanzato. Sì, probabilmente sarebbe divertente essere un ragazzo solo per un paio di giorni, ma non di più. Amo troppo i miei tacchi a spillo!".
Il sito ufficiale di Beyoncé.
Il sito italiano dedicato alla ex-Destiny's Child.
Guarda il video di "If I Were A Boy".
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