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MilanoWeb, durante le vacanze natalizie, ha avuto occasione di scambiare quattro chiacchiere con Marco Fabbri, batterista (e dunque "Phil Collins della situazione"...) dei milanesi The Watch, progressive-band deliziosa (esistono dal 2001 e se volete ripassare il loro repertorio procuratevi subito l'album dal vivo 'The Watch Live') in grado di spaziare tra materiale proprio e serissimi tributi alla "sacra arte" dei Genesis anni '70.
Conosciamoli meglio in attesa che arrivi il loro nuovo disco previsto in uscita tra brevissimo...
Snoccioliamo la formazione, Marco...
"Dunque i The Watch sono Simone Rossetti alla voce più altri strumenti, Giorgio Gabriel alle chitarre, Guglielmo Mariotti al basso, Valerio Di Vittorio al piano e tastiere oltre a me, Marco Fabbri, alla batteria, percussioni e voci aggiuntive."
Specifichiamo subito una cosa: i 'The Watch' non sono solamente una cover-band dei Genesis, vero?
"Esatto, i The Watch propongono anche composizioni originali, con quattro album di studio all'attivo (i primi tre si chiamano 'Ghost' del 2001, 'Vacuum' del 2004 e 'Primitive' del 2007, Nda) e due live. Per gennaio/febbraio, inoltre, dovrebbe essere disponibile anche il nostro nuovo lavoro, il primo in cui è coinvolta l'attuale line-up (sembra che il nuovo cd si chiamerà 'Planet Earth' ma non è ancora detta l'ultima parola, Nda)… Ci tengo a dire che anche nello spettacolo di tributo ai Genesis apriamo con un nostro brano originale, ne inseriamo altri in scaletta e vendiamo allo stand solo materiale originale."
Certo che con una voce "gabrieliana" (nel senso di Peter...) come quella del vostro singer Simone Rossetti è dura non farsi prendere dalla voglia di suonare un po' di materiale targato Genesis...
"E in effetti lo stiamo facendo da un po'... E anche con apprezzabili risultati visto il successo del tour 2009 (ride, Ndr) !"
Una peculiarità dei 'The Watch' è che suonate tantissimo all'estero mentre in Italia e in quel di Milano siete praticamente degli illustri "sconosciuti".
Nemo propheta in patria?
"E' vero, attualmente siamo piu apprezzati fuori dal Belpaese, ma questa non è solo una prerogativa del nostro gruppo (piccola curiosità per chiarire meglio il concetto: il sito ufficiale dei 'The Watch' è completamente in inglese... Nda) . Molte band progressive italiane hanno un discreto seguito fuori dai confini nazionali, dove siam ancora rispettati come dei maestri del genere, mentre in Italia vivacchiano e basta. E' una questione di spazi e di cultura e, al momento, nel nostro Paese tirano altri soggetti..."
Dimmi la verità: ma la voce dello speaker francese che apre il vostro album dal vivo 'The Watch Live' l'avete lasciata così perché fa molto Claude Nobs in 'Bursting Out' dei Jethro Tull?
"Hey, non ci avevo mica pensato! Cavolo che grande citazione involontaria abbiamo fatto (ride, Ndr) ! A tal proposito ringrazio Jean Marc Negre per la presentazione: lui è un grande amico e fa parte della leggendaria famiglia del Prog Sud."
Mi racconti come è avvenuto il vostro incontro con Steve Hackett, storico chitarrista dei Genesis, ad un concerto in Olanda?
"Siamo stati semplicemente invitati dall'organizzazione dello Steve Hackett Event. L'incontro con Steve è stato molto naturale e piacevole; tra l'altro lui è pure una persona squisita e disponibile. E non è sempre detto che vada così quando approcci rockstar del genere..."
A breve, invece, farete dei concerti con un altro membro della famiglia Hackett...
"Si, con John Hackett, il fratello di Steve. Anche in questo caso il contatto decisivo si è sviluppato sempre a quel nostro show in Olanda del marzo scorso ed ora avremo il piacere di ospitarlo sul nostro palco nelle serate in Scozia e Inghilterra, nonché a Milano, Vicenza e Roma. Inoltre parteciperà al nostro nuovo album suonando un pezzo… Insomma, non vediamo davvero l'ora che accada!"
Hai dei ricordi legati a vecchi concerti milanesi dei Genesis?
"Io, personalmente, no (sospira, Nda). Sai, ho scoperto il magico mondo dei Genesis molto piu tardi... Che ti devo dire? Sono gggiovane, ah ah ah!"
Sinceramente, cosa ne pensi dei 'The Musical Box', ovvero la cover-band per antonomasia degli stessi Genesis?
"Discorso complicato. Musicalmente sono mostruosi, lo show che mettono in piedi è spettacolare e loro riescono a riprodurre esattamente ogni singolo dettaglio del concerto originale. Insomma, si sono prefissi questo scopo e lo fanno davvero bene… Il mio problema, semmai, è che non sono un fan delle cosiddette 'copie carbone'. Secondo me una cover-band deve comunque metterci del proprio, pur rimanendo fedele allo spirito degli originali. Questione di punti di vista, comunque, anche se ultimamente i Musical Box mi sono un po' scaduti a livello personale…. Ma questa è tutta un’altra storia!"
Secondo te si può parlare di "prog" e "neo-prog" (Porcupine Tree, Spock's Beard, The Tangent, Transatlantic, etc.) oppure questo genere è unico ed indissolubile dagli anni '70 fino ad oggi?
"Mmh, non sono un fanatico delle etichette e dei cataloghi: secondo me servono solo a semplificare le cose… Per me il prog è piu uno spirito e uno stile di composizione che un genere vero e proprio. Sai, ai miei allievi dico sempre che c’è piu progressive in canzoni come 'Bohemiam Rapsody' dei Queen e in 'A Day In The Life' dei Beatles, che in tante delle band odierne che mi hai appena citato..."
Domanda secca: ma una reunion dei Genesis con Peter Gabriel alla voce, ora come ora, avrebbe senso?
"Mmh, la vedo davvero dura: sai, non so se sarebbero ancora in grado di suonare alla grande molte delle canzoni di quel periodo... In più mi risulta che il povero Phil Collins, al momento, abbia seri problemi a suonare la batteria... Certo, il fascino di una simile reunion sarebbe innegabile e a quei 'ragazzi' si potrebbe perdonare tutto solo per la gioia di vederli ancora una volta, tutti assieme, sul palco…"
Mi fai la tua "Top Five" di canzoni imprescindibili dei Genesis? Anche se mi rendo conto che cinque scelte sono davvero pochine...
"Son poche davvero, ah ah ah! Ok, ti do la mia 'Top Five', così di getto, con alcune sorprese: 'Supper's Ready', 'The Musical Box', 'Stagnation', 'In The Cage' e 'The Battle Of Epping Forest'. Per me le migliori restano queste."
Siamo in conclusione: cosa accadrà di bello nel 2010 per i 'The Watch'?
"A gennaio partirà il 'Blue Show', che ci porterà in giro per tutta Europa, e in cui rivisiteremo tutto l'album 'Foxtrot' piu delle chicche da altri album sempre in stile The Watch… Sempre tra gennaio e febbraio, come ti dicevo prima, è prevista l'uscita del nuovo lavoro in studio. A maggio, inoltre, saremo ancora invitati allo Steve Hackett Event e per la prima volta al festival Prog Sud, a cui tengo particolarmente perché è come una seconda casa per me. Insomma, ci si vede in tour!"
Le foto dei The Watch presenti nella gallery sono tratte dal loro sito ufficiale.
Tutte le date confermate del tour 2010 dei 'The Watch'.
Una breve storia del Progressive.
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