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'Calibro 35', piombo caldo, belle pupe e note incandescenti

Intervista a Tommaso Colliva, deus ex machina dietro la band milanese innamorata dei '70

23/03/2010 - 14:35

Come si può non amare un gruppo che ha nel proprio repertorio, tra le altre, tracce strumentali come "Notte in Bovisa", "Milano odia: La polizia non può sparare" (cover del grande Ennio Morricone) e "Convergere in Giambellino"?

E se questi titoli chiaramente evocativi hanno scatenato la vostra insaziabile fame di cinematografia "poliziottesca" anni '70 (ma anche con qualche escursione colta nel filone politico della coppia Petri-Volontè...), sappiate che i milanesi 'Calibro 35' sono il gruppo che fanno per voi visto che, nei loro 2 album fin qui pubblicati - 'Calibro 35' del 2008 e il nuovissimo "Ritornano Quelli Di... Calibro 35" - suonano proprio quel genere lì. Ovvero un frenetico mix tra brani propri (intrisi nel funk, nel jazz e nel progressive della miglior scuola italiana) e cover appartenenti a quella Milano nera anni '70 ben immortalata, per esempio, nei film di Fernando Di Leo e nella sua superba "Trilogia del Milieu".

Conosciamoli meglio (loro che sono formati da Enrico Gabrielli, Massimo Martellotta, Fabio Rondanini e Luca Cavina) usufruendo della disponibilità di Tommaso Colliva, produttore e deus ex machina dietro l'intero progetto targato 'Calibro 35'...

Dopo l'ottimo successo di 'Calibro 35' un secondo capitolo era quasi inevitabile per voi... Mi spieghi allora quali sono stati gli obbiettivi e le sfide principali di "Ritornano Quelli Di... Calibro 35", oltre ovviamente al desiderio di scrivere brani originali?

"In realtà piu' che 'desiderio' il fatto di scrivere brani originali è stata dapprima una vera e propria necessità: ci hanno chiesto di scrivere la colonna sonora per un documentario sui polizieschi, questo ci ha forzato a confrontarci con la scrittura originale e tre brani alla fine sono stati inseriti nel nostro disco. Visti i risultati abbiamo poi deciso di lavorare anche su altri pezzi nostri perchè la cosa ci divertiva e perchè pensavamo semplicemente che venisse bene. In generale ci siamo concentrati su una musica un po' più complessa di quella contenuta nel primo disco, una strada che avevamo in parte già intrapreso con 'L'Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio' contenuta nella compilation 'Il Paese e' Reale', il progetto promosso dagli Afterhours l'anno scorso."

Cosa distingue principalmente una traccia scritta dai 'Calibro 35' da una vostra cover anni '60 e '70?

"Ti rispondo a mia volta con una domanda insidiosa: reinterpretare dei brani degli anni '60 e '70, in gran parte sconosciuti al pubblico che ci segue, è definibile propriamente come cover? Noi cerchiamo di essere molto rispettosi del materiale che andiamo ad eseguire ma non cambiamo troppo a seconda del brano, 'Calibro' rimane 'Calibro'. Nella maggior parte dei casi è necessario uno snellimento dell'arrangiamento essendo noi in quattro mentre i brani sono scritti quasi tutti per orchestra. Nei pezzi nostri, invece, scrittura e arrangiamento vanno di pari passo ma gli elementi fondamentali e i meccanismi musicali rimangono i medesimi. Ci piacerebbe in definitiva che l'ascoltatore non si accorgesse di alcun 'salto' tra le composizioni ma che sia costretto ad aprire il booklet per capire cosa è nostro e cosa no."

Sbaglio o una differenza sostanziale tra il vostro primo album e questo nuovo è nella scelta delle stesse cover: più "famose" magari quelle di 'Calibro 35' e più di culto queste ultime reinterpretazioni?

"Sicuramente i brani di 'Calibro 35' erano più famosi, anche se non mancavano episodi più oscuri, penso ad esempio a 'Spyralis', 'La Mala Ordina' o 'Bouchet Funk'. La scelta non è però stata pianificata a tavolino. Nel primo disco ci confrontavamo con un genere musical-cinematografico per la prima volta e partire quindi dai capisaldi di un certo repertorio era stata una scelta che è venuta molto naturale. In questo disco invece è stato altrettanto lineare affrontare compositori che avevamo lasciato un pò indietro e dedicarci a brani anche musicalmente più complessi come 'La Morte Accarezza a Mezzanotte' e 'Il Consigliori'... "

Non trovi che i 'Calibro 35' siano anche un po' l'uovo di Colombo? Voglio dire: saranno ormai 10 anni che il fenomeno delle ristampe delle colonne sonore anni '70 (per non dire dei DVD incentrati sulla riscoperta dei film di quell'epoca...) è in voga presso gli appassionati; però, al tirare delle somme, gli unici che hanno voluto dare una dimensione "live", e non solo "da studio" a queste musiche, siete stati proprio voi e non altri...

"Concettualmente 'Calibro' e' un uovo di Colombo al 100%. Non vedo solo nella dimensione live però le differenze con ciò' che c'era prima. Più che altro credo che cio' che rende Calibro particolare e nuovo sia l'attenzione, non solo all'estetica, ma anche alla sostanza. A noi, molto più che la copertina optical, i pantaloni a zampa e l'oliva nel Martini, interessano l'attitudine musicale, il sudore dei musicisti in studio di registrazione, l'urgenza di dover finire 8 brani in 1 giorno (come succedeva davvero nelle colonne sonore di quei tempi). Inoltre una particolarità da non trascurare è l'estrazione di tutti noi: arriviamo ad affrontare questo repertorio da percorsi individuali molto diversi che ci forniscono una capacità multiprospettica diversa da gruppi composti tutti da 'appassionati del genere'..."

Quand'è che siete venuti a contatto per la prima volta con la cinematografia "poliziottesca"?

"Credo che per tutti noi siano state le tv private e in particolare i notturni di Rete 4... A metà anni '90 si era davvero bombardati, prima che uscissero tutte le ristampe in DVD di cui parlavi prima. Personalmente poi il periodo storico è stato lo stesso della scoperta di internet e della rivelazione della Rete come mezzo per mettere in contatto appassionati di una certa nicchia."

Mi raccontate dell'esperienza de 'La Banda del Brasiliano' a cui avete partecipato con dei vostri brani inseriti nella colonna sonora? Cos'è, un tentativo di tornare a fare cinema "di genere" contro l'indifferenza dei produttori nostrani?

"John Snellinberg e la sua banda, i creatori del film, sono dei fuori di testa. Ma sono anche persone squisite che hanno saputo dimostrare come con l'entusiasmo si riesca a mettere insieme un progetto ambizioso e molto riuscito. Il film, che vede la partecipazione di Carlo Monni, è un poliziesco moderno che riprende molti degli aspetti del genere ma che non si racchiude solo nell'amarcord. La colonna sonora è davvero notevole, oltre a noi ci sono Enri e Sam Paglia,
Capiozzo e Mecco, Appallossa e Gallara."

Qual è il tuo rapporto con la nostalgia, Tommaso?

"Ora che mi ci fai pensare non vado a casa dei miei genitori da troppi mesi e il mare mi manca (sorride, ndr)..."

Cambiamo argomento. Il fatto che i primi riconoscimenti ai 'Calibro 35' siano arrivati dall'estero ci fa capire che, dagli anni '70 ad oggi, poco o nulla è cambiato in Italia? La nostra appurata bravura ci deve, sempre e comunque, essere confermata da fruitori stranieri?

"E' un meccanismo abbastanza noto, si stima di più cio che 'gli altri' ci dicono essere di valore. In realtà proprio con 'Calibro' la risposta del pubblico italiano è stata ottima e in parte inaspettata. Questo vuol dire che finalmente sta cambiando qualcosa? Forse sì."

Vi immaginate, in un futuro prossimo, un successo dal contorno quasi "nazional-popolare" tipo quello ottenuto negli anni scorsi da Giuliano Palma and the Bluebeaters oppure pensate che i 'Calibro 35' siano comunque destinati ad altri tipi di audience più selezionati?

"Non credo che le 2 cose siano opposte. Certo, conta molto il modo in cui si affrontano i brani ma, se c'e' un'onestà di base che ci deve essere, è molto divertente cimentarsi anche con un repertorio più leggero e fruibile come in parte si è già fatto con 'Tutta Donna' e 'L'Appuntamento'..."

Prossimi concerti previsti nella vostra Milano?

"Il 9 aprile a Radio Popolare. Poi ci si rivede in estate."

Prossimi progetti discografici? EP? Collaborazioni varie?

"Si lavora sempre e costantemente ma ora, credimi, è davvero troppo presto per darci scadenze."

Ok Tommaso, se stasera dovessimo goderci un bel film, dopo essere tornati da uno show dei 'Calibro 35', cosa ci consiglieresti in primis?

"Un titolo su tutti: 'Si puo' essere piu' bastardi dell'Ispettore Cliff?' del regista Massimiliano Dallamano. Un vero capolavoro!".

Il sito ufficiale e il MySpace dei Calibro 35.

Guarda "Notte in Bovisa" e "Bouchet Funk" dal vivo al Maps.

I 'Calibro 35' eseguono "L'appuntamento" con Roberto Dell'Era alla voce.

Scopri tutto su 'La Banda del Brasiliano'.

Autore: Simone Sacco

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