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Prima Lettera
Leggo sul Vostro sito il raccapricciante articolo che plaude al tentativo di mandare in pensione il tram a Milano.
Che dire, arriviamo in ritardo quanto praticamente tutte le città del mondo hanno cambiato idea e stanno ovunque reintroducendo il tram proprio per le sue caratteristiche. Si veda per esempio il numero di inaugurazioni di nuove linee che senza sosta si susseguono nelle città francesi, dalle medio-piccole alle più grandi, Parigi compresa.
Ma anche in territorio italiano le ultime due realizzazioni, il tram delle Valli Bergamasche e il tram di Firenze funzionano benissimo, con piena soddisfazione degli utenti e delle aziende di trasporto che realizzano economie di scala impossibili con gli autobus.
Se a Milano, in controtendenza, si propone il contrario forse è anche dovuto al fatto che da decenni ormai ATM ci impone una ridicola caricatura del tram.
Allora facciamo una proposta, a Milano invece di pensionare i tram pensioniamo questa ATM e i tram lasciamoli gestire da chi è capace di farlo.
Distinti saluti
Marco Longoni
Seconda Lettera
Salve, son un abitante di Roma ma con padre milanese (zona p.le Corvetto).
Ho letto l'articolo sulla prossima soppressione dei tram a Milano, che mi ha fatto trasecolare!
Non capisco dal testo se si vogliono eliminare (forse giustamente) solo le vecchi motrici a carrelli del 1928 o l'intero parco tranviario costituito anche da un bel numero di vetture articolate moderne a pianale ribassato, molto più capienti di un normale autobus ribassato (gli Eurotram ed i Sirio).
Va da sè che buttare anche vetture moderne con pochi anni o addirittura mesi di vita significa buttare al vento milioni di euro dei contribuenti, così come milioni di euro saranno spesi per acquistare autobus "elettrici" 12 metri, di cui al momento sul mercato c'è poco o niente e comunqe ancora a livello di prototipo.
Un moderno autobus 12 metri a gasolio porta si è no 100/110 passeggeri, uno elettrico molti di meno causa lo spazio occupato anche dall'impianto del motore e delle batterie: a Roma l'ATAC aveva comprato nel 1999 12 autobus diesel-elettrici da 12 metri prodotti dal consorzio Iveco-Altra, che hanno dato molti problemi e sono stati eliminati un paio di anni fa: portavano 87 passeggeri, mentre un vecchio Fiat 418 degli anni 70 di 11 metri ne portava 100.
Al di fuori dell'Italia il tram sta vivendo una seconda giovinezza: Parigi, Madrid, Barcellona si stanno dotando di linee di tram moderne, dopo averle soppresse tra gli anni 30 e 70, mentre in Europa sono decine le città anche medie che hanno linee tranviarie che rappresentano l'asse portante della rete di trasporto pubblico, spesso circolanti su strade pedonalizzate e dove transitano ESCLUSIVAMENTE i mezzi pubblici, ed in particolar modo proprio i tram (per citare un es., Bahnofstrasse a Zurigo).
Devo essere sincero, il tono dell'articolo non mi è piaciuto, come al solito in questo paese bisogna dar priorità al traffico privato a discapito di quello pubblico, per favorire la lobby dei commercianti che così possono avere i propri clienti ammassati sulle proprie macchine davanti ai loro negozi.
Reputava Milano una città europea e civile, la giunta attuale mi fa pensare il contrario, a differenza di quella romana, stesso colore politico ma che almeno tenta di rilanciare il sistema tranviario capitolino a discapito di quello privato.
Giovanni Kaiblinger
Terza Lettera
I tram inquinano, perché producono rumore, polvere di ferro e energia elettrica (petrolio) almeno il doppio di un autobus per il loro peso.
Quindi sono anacronistici come mezzo di trasporto
Alfonso Bergamasco
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