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Dalla tragedia alla bagarre politica il passo è stato breve. Dopo la morte di Aziz El Saied, 19enne egiziano, lo scorso sabato 13 febbraio, in via Padova, si sollevano ora le voci dei politici.
Sabato scorso un giovane egiziano è stato accoltellato a morte da alcuni sudamericani, dopo un piede pestato su un autobus di linea e uno sguardo di sfida. La vittima, che intorno alle 17.15 si trovava insieme a un connazionale e a un ivoriano, è stata inseguita da 5 “latinos”, membri di una delle bande che si sfidano per il controllo del territorio, quindi aggredito. L'ivoriano, coetaneo della vittima, è stato ferito da un fendente al braccio.
Dopo il dramma, è montata ulteriormente la tensione. Mentre una ventina di egiziani cercavano di proteggere il corpo della vittima per portarlo via, lavarlo e purificarlo presso la moschea come previsto dal Corano, le forze dell'ordine, nel frattempo sopraggiunte, hanno impedito la rimozione del cadavere, come previsto dalla legge italiana che prevede invece un'autorizzazione della magistratura.
Così si scatenano minacce e insulti agli agenti, che hanno dovuto chiamare rinforzi, e presto saccheggi e devastazioni ad auto e motorini parcheggiati, locali e ristoranti frequentati da sudamericani.
Intorno alle 20.30, poi, è riesplosa la rabbia: decine di egiziani (tra i 70 e i 200), si sono sparpagliate tra le strade adiacenti a via Padova provocando tafferugli e proteste. Altri, intanto, chiedevano al consolato egiziano di via Porpora come attivare le pratiche per riavere immediatamente il cadavere della vittima.
L'accaduto ha subito sollevato le accuse reciproche delle parti politiche. E mentre il sindaco Letizia Moratti, che rifiuta il paragone con i fatti che spesso infiammano le banlieues parigine, ha annunciato un incremento delle forze dell'ordine in un quartiere che rappresenta un vero e proprio melting pot, la Lega minaccia rastrellamenti contro gi irregolari.
Il capodelegazione in giunta regionale, Davide Boni, ha appena dichiarato l'importanza di porre un "tetto massimo alla presenza di stranieri nelle nostre città, iniziando proprio a smantellare quei quartieri dove la concentrazione di extracomunitari mette a rischio la convivenza”.
L'azione del "rastrellamento" è respinta con decisione dal Ministro degli interni Roberto Maroni il quale afferma che non ci sarà nulla di tutto questo: “In via Padova bisogna abbassare la febbre e non scatenare una guerra civile”.
E mentre il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, accusa la destra di aver fallito nella politica di integrazione e di sicurezza, il Pdl organizzerà una fiaccolata in via Padova per esprimere solidarietà ai cittadini “esasperati e terrorizzati”.
Il tema 'immigrati', intanto, continua a essere una scottante “patata bollente” usata come facile strumento di propaganda.
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