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Il primo a "protestare" è stato il 'popolo dei viola', con un sit-in proprio sotto il Quirinale. Un centinaio di persone hanno occupato la piazza davanti alla residenza di Napolitano, con lumini e candele accese, celebrando un "funerale della democrazia".
Il segretario del PD, Bersani, ha dichiarato: "Usano il decreto interpretativo per arrivare comunque al risultato che gli serve per aggiustare il loro pasticcio; ma il trucco c'è e si vede, in alcuni casi fino al ridicolo. Chi fa un concorso se non arriva alle 12 viene buttato fuori, chi non oblitera il biglietto del treno paga la multa. Le regole sono un presidio della democrazia e il centrodestra non si azzardi a parlare di complotto".
Ha rincarato la 'dose' il segretario PD del Lazio, Alessandro Mazzoli: "E' del tutto evidente che si tratta di una decisione e di una scelta che serve ad aggirare le regole, e questo per noi è un fatto inaccettabile. Sono in contatto con i nostri alleati per concordare modalità e tempi della mobilitazione che faremo nelle città, perché siamo di fronte a un atto di arroganza, protervia e di superamento delle regole fondamentali".
Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, ha lamentato: "In questo Paese le regole valgono per i deboli e per i forti non valgono mai e questo è intollerabile. Voglio sapere con quale credibilità e con quale idea di moralità domani noi potremo andare ad escludere da un concorso pubblico un ragazzo che si sia dimenticato il certificato di nascita. Certo è falsato fare una competizione elettorale in Lombardia senza Formigoni. Ma mi chiedo anche con quale credibilità noi possiamo essere lo Stato".
Il segretario dei 'Comunisti italiani', Oliviero Diliberto, ha detto: "E' la notte della Repubblica. La fine dello Stato di diritto, la morte della democrazia. Ora più che mai è necessario che il popolo dei sinceri democratici scenda in piazza e si mobiliti".
Emma Bonino, candidata del Centro-Sinistra alla presidenza della Regione Lazio, ha affermato: "Non so cosa sia un decreto interpretativo. È una nuova formulazione giuridica. Però lo vedremo".
Antonio Di Pietro, leader dell'IdV, ha denunciato: "Non si tratta di interpretazione, ma di un palese abuso di potere che in uno Stato di diritto andrebbe bloccato con l'intervento delle forze armate al fine di fermare il dittatore. Noi ci appelleremo alla società civile e scenderemo in piazza con una grande manifestazione di protesta civile e democratica".
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