
Siamo a Los Angeles, nel 1962.
George Falconer (Colin Firth) è un docente universitario di origini inglesi che, dietro ad un'aria composta, nasconde un vero e proprio tormento interiore causato dalla perdita del compagno Jim. Da quando lui è morto non riesce più a vedere il suo futuro e decide quindi di negarselo.
In quello che dovrebbe essere l'ultimo giorno della sua vita, George inizia a vedere tutto con occhi diversi e soprattutto si accorge degli altri, presenza che prima non sentiva intorno a lui. L'uomo riassapora la bellezza del calore e dell'affetto umano grazie alla sua migliore amica Charley (Julianne Moore) e ad un suo giovane studente di nome Kenny.
Quale migliore modo per attendere che arrivi “Lei”?
Il talento autentico si incammina spesso su più strade: alcune volte ci si perde, mentre altre si finisce per scoprire territori così fertili da decidere di rimanerci. Questo è il caso, per esempio, di Tom Ford: stilista di fama mondiale, esordisce ora (in età matura) dietro la macchina da presa.
Un amore, quello per il cinema, coltivato da tempo e che ora ha dato i suoi ottimi frutti.
“A Single Man”, questo il titolo del film, è stata la rivelazione dell'ultima Mostra del Cinema di Venezia (dove Colin Firth ha vinto la Coppa Volpi come “migliore interpretazione maschile”) che ora uscirà nelle sale.
Opera di grande impatto motivo, sia per la storia che per la sua messa in scena, si nutre dell'estetica di Mr. Ford, il quale ha tradotto prima in parole (con la sceneggiatura da lui stesso firmata) e poi in immagini il romanzo omonimo di Christopher Isherwood.
Quello di “A Single Man” è un microcosmo fatto di sguardi, assenze, solitudini, riconquiste del rapporto con gli altri, ma soprattutto di amore...un amore libero finalmente dai finti connotati da favola e tremendamente vivo e pulsante, nella sua dolorosa e reale bellezza.
E' difficile non farsi coinvolgere: è per questo che vi consigliamo di non perdervelo.
“A Single Man” è stato presentato a Milano da Tom Ford in persona, che ha ricevuto anche una 'targa onorifica' consegnatagli da Massimiliano Finazzer Flory, Assessore alla Cultura del Comune di Milano.
Noi di Milanoweb, naturalmente, eravamo presenti...
Sig. Ford, che rapporto ha con la città di Milano?
Tom Ford: “Sono venuto qui per la prima volta nel 1990 e da allora mi sono successe delle cose meravigliose. L'Italia è diventata per me una vera e propria seconda casa. E non dimenticate che sull'etichetta Tom Ford c'è sempre scritto 'made in Italy'!”
Per la prima volta Tom Ford è qui per un motivo cinematografico...
Massimiliano Finazzer Flory: “Tom Ford è un personaggio che si è ritrovato a percorrere una strada culturale e artistica su più livelli e per Milano è decisamente stimolante averlo qui. Credo che sia arrivato il momento per la nostra città di investire in capitale intellettuale, anche in prospettiva dell'Expo.”
Avete pensato di coinvolgere il Sig. Ford nell'Expo?
Massimiliano Finazzer Flory: “Lo invitiamo fin da ora e speriamo di riuscire a fare qualcosa insieme. Ci piacerebbe coinvolgere personaggi del suo calibro muovendoci anche sul territorio del cinema: a questo proposito inizio ad anticiparvi che nei prossimi mesi sarà qui con noi Al Pacino e che stiamo organizzando una mostra fotografica di Stanley Kubrick.”
E a cosa si deve l'idea della targa?
Massimiliano Finazzer Flory: “E' per sentire Tom Ford più milanese.”
Come si è trovato a passare dalla moda al cinema?
Tom Ford: “Non è stato poi così difficile, anche perchè ci sono analogie nel modo di operare: in entrambi i casi si tratta infatti di lavorare con dei team, a cui si devono trasmettere non solo le idee del progetto ma anche la passione legata ad esso. Devo comunque dire che, nonostate questa fosse per me la prima volta dietro la macchina da presa, mi sono trovato a mio agio.”
E com'è andata con Colin Firth e Julianne Moore?
Tom Ford: “Li conoscevo già e quindi ho avuto con loro un contatto diretto. La prima persona che ha letto la sceneggiatura, una volta terminata, è stata Julianne Moore che è rimasta subito colpita dalla storia. Colin poi è riuscito ad entrare nella parte, incarnando perfettamente la complessa anima di George.”
Venendo Lei dal mondo della moda, si è “scontrato” con lo scetticismo di Hollywood?
Tom Ford: “C'è il detto 'A Hollywood possono essere gentili con te fino alla morte' e infatti è così: sono cordiali, ma non nascondono certi sorrisini maliziosi. Ora che sono riuscito a realizzare il mio film credo, anzi spero, che non ridano tanto.”
Foto di Dario Raimondi - B.F.
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