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Fastweb e Telecom (tramite la controllata Telecom Italia Sparkle) nella bufera ma non si tratta di una notizia di cronaca economica, non stiamo parlando di rendiconti finanziari o di risultati economici infrannuali; le 2 società, primari operatori telefonici del mercato italiano, sono indagate (tramite i loro rappresentanti legali) per associazione per delinquere trasnazionale pluriaggravata "per avere, in numero superiore a 10, nelle rispettive qualità, organizzato, promosso e comunque fatto parte di un'associazione per delinquere finalizzata alla commissione di un numero indeterminato di delitti".
Si indaga per evasione fiscale, corruzione di pubblici ufficiali, favoreggiamento, rivelazione di segreto d'ufficio, falsi in atti pubblici, riciclaggio, intestazione fittizia di beni e reinvestimento di proventi illeciti, associazione transnazionale per cooperanti in più paesi sia nell'Ue che al di fuori dell'Ue.
Sotto la lente degli inquirenti la realizzazione di uno dei "classici" delle frodi fiscali: il carosello.
Sinteticamente:
- una serie di società Ue vende a società italiane un servizio (in questo caso telefonico) in regime di sospensione Iva (cessione intracomunitaria).
- Le società italiane rivendono il servizio ad altre società italiane, in regime di applicazione dell’Iva (aliquota 20%).
- Così, l’ultimo acquirente acquisisce un credito Iva nei confronti dell’Erario, del quale chiede (ed ottiene) il rimborso.
- Per chiudere il cerchio, l’ultimo acquirente rivende il servizio ad una società comunitaria (senza applicazione di Iva) in modo da "neutralizzare" economicamente l’operazione.
Contemporaneamente, le società estere, dalle quali origina l'operazione, organizzate in catene societarie appositamente lunghe e tortuose, fanno letteralmente girare i capitali ricevuti dalla prima 'compravendita intra', le cui tracce finiscono tra i paradisi fiscali di mezzo mondo a rimpinzare 'fondi neri' buoni a qualunque scopo… non ultimo il riciclaggio.
Le cifre contestate a Fastweb e Telecom Sparkle raggiungono i 2,2 miliardi di Euro, per un danno all’erario di circa 370 milioni di Euro, e facendo rischiare ai 2 operatori telefonici addirittura il commissariamento.
Il Gip di Roma, titolare dell'indagine, ha emesso l'ordinanza dalla quale risultano coinvolti Stefano Mazzitelli e Carlo Baldizzone, rispettivamente ex amministratore delegato ed ex Cfo di Telecom Italia Sparkle e, in qualità di indagati, tra gli altri, Silvio Scaglia e Stefano Parisi, rispettivamente ex-presidente e attuale amministratore delegato di Fastweb.
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