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Ammettiamolo: non sono libri facili quelli scritti dai Wu Ming, collettivo pseudo-anonimo di autori italiani attivi fin dalla fine dello scorso millennio nel fertile humus culturale di Bologna.
Non sono libri facili, si diceva, ma una volta entrati nel vivo della trama (un po' come succede dopo le prime cento pagine dell'epocale 'Il Pendolo di Focault' di Umberto Eco...) è praticamente impossibile interromperne la lettura. Perché, maestri incontrastati del cosiddetto 'New Italian Epic' (sorta di romanzo avventuroso all'ennesima potenza, ricchissimo di intrecci sorprendenti e personaggi disparati con sullo sfondo sempre un'idea alternativa e politicamente scorretta di grande Storia...), i Wu Ming in definitiva compongono affreschi bellissimi ('Q' uscito ancora a nome Luther Blissett, la spy-story di '54', l'ultimo 'Manituana', etc.) accompagnati dal respiro ampio e profondamente colto (ma senza essere mai invadente...) della loro scrittura.
Ultimo arrivato della grande famiglia degli "Anonimi" ('Wu Ming' in cinese mandarino) è 'Stella del Mattino', pregevole opera solista di Wu Ming 4 che il suo autore - che qui chiameremo, confidenzialmente, Federico e basta... - ha presentato nei giorni scorsi a Milano presso La Feltrinelli di Piazza Piemonte.
Cos'è innanzitutto 'Stella del Mattino'? Beh, è la storia dell'incontro immaginifico ad Oxford, di fronte ad una collezione di anelli (!!!), tra T.E. Lawrence (meglio conosciuto come Lawrence d'Arabia, celebre agente segreto/avventuriero inglese attivo in Medioriente durante la Prima Guerra Mondiale) e J.R.R. Tolkien che, qualche decennio dopo, avrebbe scritto il romanzo "epic-fantasy" più importante di tutto il '900, ovvero il famosissimo'Il Signore degli Anelli'.
E che si dicono queste due icone-pop dell'epoca? 'Tante cose - spiega Federico - ma prima di tutto si interrogano sul dramma del primo conflitto bellico, una tragedia dalle proporzioni immani visto che, tra quelli mandati al fronte, sopravvissero solo due soldati su tre... La domanda principale di questi reduci è, prima di tutto, una specie di inevitabile rimorso. Uno straziante interrogativo mai del tutto rimosso dalle menti di quella 'generazione perduta'. Ovvero: perché noi ci siamo salvati dalle granate avversarie e i nostri compagni invece no? Questo struggimento di un personaggio enigmatico quale è Lawrence d'Arabia dà origine all'epos esattamente come l'ambientazione del romanzo, sospesa tra la tranquilla Oxford - dove il protagonista si è rifugiato a guerra conclusa - e l'inferno del deserto arabo che, nel libro, acquista quasi una dimensione onirica...".
Alt, fermiamoci subito. Senza stare qui a raccontarvi troppo particolari che potrebbero rovinarvi la lettura, sarebbe comunque interessante sapere dallo stesso Federico se ha notato qualche differenza tra il suo 'Stella Del Mattino' e il lavoro svolto in gruppo coi Wu Ming... "In tutta sincerità - ci illustra l'autore - aver scritto questo libro per ultimo - dopo le brillanti prove di Wu Ming 1, Wu Ming 2 e Wu Ming 5 - mi ha dato una mano enorme a far tesoro delle esperienze passate... La presenza al gran completo dei Wu Ming, comunque, c'è stata nell'editing finale dell'opera e nel tracciare, pure in queste pagine, quella specie di 'ambiguità del mito' che, come collettivo, ci portiamo dietro fin da un'opera giovanilista come 'Q'...".
E' questo, in definitiva, che differenzia Lawrence d'Arabia dal protagonista (dagli svariati nomi...) di 'Q'? "In pratica sì, visto che l'eroe di quel fortunato libro era decisamente più di pancia e tutte le sue sacrosante azioni esaltavano il lettore. Lettore che, alla fine, tifava per lui pagina dopo pagina... Lawrence D'Arabia, invece, si perde dietro molte riflessioni filosofiche, è più sulle sue e questo gli dona più maturità letteraria. E poi pure lo stesso Tolkien spese gran parte della sua vita a discutere sui concetti di 'eroe' e 'anti-eroe' senza mai cadere nel più bieco manicheismo. Insomma, era quest'aspetto di 'rovesciabilità del mito' che mi interessava principalmente trasferire nel mio romanzo...".
Bene, se non l'avete ancora fatto, leggete 'Stella del Mattino' e da lì risalite pure a ritroso lungo tutta la vasta bibliografia dei Wu Ming. Qualcuno, infatti, un po' azzardatamente, ha detto che questo debutto solista di Federico tira un po' le fila del discorso ormai decennale della "foundation" bolognese. Beh,tra deserti infuocati e riscrittura inevitabile della Storia, spie-popstar e atmosfere oxfordiane ispirate anche dalla musica dei Radiohead (piccola nota di cronaca: Wu Ming 4 ha ascoltato molto 'In Rainbows' prima di mettere la parola fine alla sua opera), forse quel qualcuno aveva dannatamente ragione...
Il sito ufficiale dei Wu Ming.
Cliccate qui per saperne di più su 'Stella Del Mattino'.
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