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L'osteoporosi è una delle malattie ossee tra le più diffuse, può colpire entrambi i sessi, ma in maggiore percentuale quello femminile, specie dopo la menopausa.
Sul tema è stata presentata, a Palazzo Marino, uno studio promosso dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (O.N.Da). E da questa ricerca emergerebbe che l’osteoporosi si predispone a diventare malattia già durante l’infanzia. Appunto è proprio in questo periodo della vita che le bambine accumulano il calcio necessario a "difendere" le ossa, anche in età avanzata.
L'importanza del rischio connesso si misura dal budget del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), che prevede costi per 1.500 milioni di euro all’anno, con 90 mila fratture, contando solo quelle femorali.
Il 60% delle donne italiane crede che non si possa fare nulla per prevenire questa malattia, in quanto ricondotta a fattori “ineluttabili", come l’età e la menopausa, senza prendere in considerazione lo stile di vita e in particolare la dieta alimentare e l’attività fisica.
Infatti solo metà del campione intervistato da O.N.Da conosceva il ruolo fondamentale della vitamina D per la salute delle ossa e, inoltre, che l’esposizione al sole ne stimola la produzione.
Un dato più rassicurante emerge sull'informazione relativa al 'calcio': 9 donne su 10 sanno che è importante e si trova nel latte e nei suoi derivati.
Invece il dato più allarmante è che non esiste alcuna consapevolezza riguardo alla possibilità di svolgere una corretta prevenzione: la stragrande maggioranza (oltre l’80%) dichiara, infatti, che il momento per iniziare a prevenire la malattia è durante la menopausa o, addirittura, dopo una frattura. Solo al Nord, un’esigua minoranza (il 18%) sa che l’osteoporosi si prevenire fin da piccoli e che l’accumulo di calcio e vitamina D, insieme all’attività fisica regolare, è fondamentale per costituire ossa forti.
“L’unica prevenzione efficace" – afferma Stefano Mora del Laboratorio di Endocrinologia Infantile dell’Istituto San Raffaele – "si attua da giovani. È quindi, fondamentaletrattare l’osteoporosi come ‘malattia’ pediatrica. E’ in questo momento, infatti, in cui si riesce ad aumentare in modo sensibile la massa ossea attraverso tre punti. Il primo è quello alimentare seguendo una dieta equilibrata. In genere questo è sufficiente a garantire il corretto apporto di calcio e vitamina D. Secondo: esercizio fisico regolare. Terzo: adeguata esposizione ai raggi solari. Anche quando c’è carenza di vitamina D, questo è il miglior sistema per produrla. Puntare, quindi, sul pediatra, troppo spesso escluso, può essere il segreto per una migliore informazione delle donne sulla malattia. E il pediatra stesso dovrebbe essere maggiormente sensibilizzato riguardo al suo fondamentale ruolo".
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