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Malati di ipocondria. Ce n'è uno "squadrone". Solo in Italia la paura di essere ammalati pur stando benissimo riguarda 8 milioni persone.
Fra i più sensibili alla patologia ci sono gli artisti, caratterizzati da un temperamento più eccitabile della norma.
L'argomento viene affrontato ufficialmente in un libro che in USA e in Gran Bretagna sta avendo un grande successo. Si intitola "The Hypochondriacs: Nine Tormented Lives" ed è stato scritto da Brian Dillon, professore di filosofia presso l'Università del Kent.
Nel libro si fa riferimento a 9 grandi personaggi della storia, ipocondriaci "cronici".
Glenn Gould, celebre pianista, era ossessionato dai germi. Per questo vestiva pesante anche d'estate e non stringeva la mano a nessuno.
Marcel Proust e Alice James (sorella di Henry James) soffrivano di leggeri "disturbi", malesseri comuni che, però, tendevano a ingigantire.
Charles Darwin e Florence Nightingale (celebre infermiera britannica campata 90 anni), erano vittime di virus sconosciuti che determinavano la loro idiosincrasia nei confronti di qualunque medico. Darwin a quanto pare soffriva anche di attacchi di panico.
Più complessa l'ipocondria della scrittrice Charlotte Bronte e dello scrittore settecentesco James Boswell. Nel loro caso il male psichico era dovuto, probabilmente, a una larvata depressione.
Infine Dillon cita Paul Schreber autore di "Memorie di un malato di nervi", paranoico e delirante e Andy Warhol, con un'ipocondria 'moderna' assimilabile a quella di Glenn Gould.
Tanta sofferenza per nulla?
Non sempre, spiega Dillon. In certi casi, infatti, l'ipocondria è l'altra faccia della medaglia di una creatività speciale. Secondo Dillon molti artisti realizzano le loro opere d'arte migliori fra un accesso ipocondriaco e l'altro. (Ne so qualcosa anch'io!). "L'idea della malattia diviene il cardine delle loro vite, spingendoli a ritirarsi dal mondo e a rifugiarsi nel lavoro".
Un bel libro che però avrebbe potuto prendere in considerazione anche altri autori, per esempio Woody Allen, il quale dice: "Quando si tratta di malattie, non direi mai di essere un ipocondrico. Semmai sono un allarmista. Non è che mi senta malato di continuo, ma quando mi ammalo penso subito che sia la volta buona".
Fra gli italiani celebri malati di ipocondria possiamo ricordare Fiorello, Carlo Verdone e Paolo Villaggio.
Per tutti i comuni abitanti del Belpaese, comunque, che soffrono di ipocondria, è utile sapere che oggi esistono cure assai efficaci per risolvere la malattia.
La prima si basa sulla terapia cognitivo-comportamentale. Aiuta a far luce sul proprio comportamento e a limare i tratti caratteriali che predispongono a credere in malattie che, in realtà, non esistono.
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