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In qualità di cittadini che, come è sacrosanto, pagano regolarmente le tasse alle casse dello Stato, non vorreste sapere come vengono utilizzati i vostri soldi?
È stata la voglia di chiarezza che ha dettato tra i punti all'ordine del giorno del 15 Aprile scorso, durante il Consiglio di Zona 3 a Milano (Porta Venezia, Lambrate, Città Studi, per intenderci), una mozione sulla trasparenza che chiedeva di pubblicare sul sito del Comune i contributi che ogni anno il "parlamentino" elargisce ai portafogli di associazioni e società operanti sul territorio, per finanziare attività ludico-ricreative.
La proposta reca la firma di un'inedita "accoppiata": Udc e Lega Nord, compagini che da sempre nell'"arena" politica si fronteggiano come il leone e il gladiatore, hanno ritratto gli artigli e sotterrato la spada in nome del diritto del cittadino ad essere informato.
Tanto più che i quattrini che finiscono nelle entrate delle associazioni ammontano alla cifra non proprio "trascurabile" di 200.000 euro all'anno.
Ebbene, la mozione in consiglio ha subito l'inspiegabile “stop” da parte dei consiglieri in quota PdL e i voti contrari hanno battuto per 12 a 11 quelli favorevoli, spedendo nel “dimenticatoio” la creatura partorita dalla "strana coppia" Carroccio-Udc.
Non un'autentica bocciatura, ma una brusca frenata all'interno di un iter di approvazione che, considerando la sostanza del provvedimento, ci saremmo augurati scorresse rapido e senza intoppi.
E invece. “Mi hanno chiesto di ritirarla per riscriverla meglio” - ha riferito il consigliere leghista Andrea Ancona, firmatario della mozione. Rinserrano le fila nel Popolo della Libertà: “anche se la ripresentiamo a fine legislatura” - dicono - “non crolla il mondo. Sembra di essere tornati alla caccia alle streghe. Comunque, entro Settembre presenteremo una mozione consigliare sulla trasparenza”.
Il consigliere Ancona, tuttavia, non nasconde le proprie perplessità, soprattutto perchè non riesce a capire come mai la richiesta di revisione della mozione sia giunta soltanto a 3 mesi di distanza dalla votazione in Consiglio. “Si sono fatti un autogol” - dice - “facevano più bella figura a dire di sì per fugare ogni dubbio su come usano i soldi”.
Già, perchè da alcune inchieste condotte dal quotidiano 'Il Giornale' in merito ai Consigli di Zona e ai finanziamenti dati da questi alle associazioni emergerebbero dei criteri non proprio meritocratici. Sulla carta, il denaro dei contribuenti serve a sostenere attività rivolte alla comunità, ma tra le "pieghe" dei bilanci si intravedono interessi economici poco "chiari".
I Consigli foraggiano i "pascoli" associativi milanesi e in cambio raccolgono favori elettorali?
Finchè la mozione non imboccherà la strada dell'approvazione, quindi della "trasparenza", sarà difficile "fare luce" su questo "oscuro" interrogativo...
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