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Agosto, tempo di relax, castelli sabbia, nuotate al largo e… scappatelle. Ecco, dunque, le 4 regole "fondamentali" per essere sicuri di riuscire a portare a termine con successo un corteggiamento: farsi notare; approcciare con garbo il "partner" designato, senza dare l'impressione di voler a tutti i costi guadagnare un'intima uscita a due; esaltare le caratteristiche del proprio genere sessuale (in un maschio, per esempio, il coraggio, in una donna, la dolcezza); suscitare nell'altro/a il desiderio di andare avanti a conoscersi.
Le ha proposte - riferendosi alla stagione estiva in cui i corteggiamenti (e i tradimenti), raggiungono numeri notevoli - David Givens, noto antropologo statunitense docente presso il 'Department of Communication Arts' alla Gonzaga University.
Lo studioso afferma che di solito è la donna a iniziare un corteggiamento, lanciando occhiate di sottecchi, facendo scorrere la lingua sulle labbra, accarezzandosi il collo o le spalle.
Le statistiche dicono che nella maggior parte dei casi l’uomo avvicinato con uno di questi stratagemmi, cade nella trappola dell'adescatrice.
Viceversa, per un uomo, è un po’ più difficile far colpo su una donna e spesso, anche dopo aver conosciuto la potenziale partner "estiva", le cose non vanno come si vorrebbe.
In ogni caso le storielle "mordi e fuggi" consumate durante il periodo estivo sono destinate a non avere un seguito: nel 95% dei casi, infatti, dopo l'avventura trasgressiva non ci si rivede più.
Secondo gli psicologi la dote che consente di "cuccare" è la sensualità, che è spesso innata, ma un po' ci si può lavorare, imparando piccoli e semplici trucchi.
Eccone alcuni: utilizzare gli occhi, giudicati dalle donne l’elemento fondamentale per la seduzione; risvegliare i sensi, ossia allenare la propria capacità di ascoltare, annusare e assaporare: per sedurre un uomo occorre prima ascoltarlo e in seguito cercare di impossessarsi del filo nascosto che c’è tra le sue parole, cogliendo le frasi non dette ma solo pensate e i sottintesi che spesso si perdono nel discorso; lavorare con la voce: quella stridula e alta, oppure quella monocorde, non risultano seducenti, meglio imparare a modularla, alternando toni alti a toni bassi; infine, lo specchio: è giusto, infatti, badare anche al fisico e all’abbigliamento, ma senza essere troppo autocritici.
Ma chi tradisce di più? Secondo una ricerca diffusa in questi giorni dalla dottoressa Elena Sorrento, in prima linea ci sono le 50enni, che più delle altre sentono "il bisogno di sentirsi sempre attraenti, recuperando l'autostima, 'pericolosamente' minacciata dal tempo che passa".
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