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Avevo 15 anni quando feci in modo di organizzare una gita fuori porta con i miei genitori… a Vienna e Salisburgo. Città meravigliose, certo, ma per me erano molto di più e molto “altro” soprattutto.
Erano i luoghi in cui erano ambientate le mie storie, quelle lette ogni sera su libretti di cd, su ritagli di giornali opportunamente messi da parte da mio padre, sulle riviste di settore; le storie che ascoltavo con la mia radiolina sintonizzata ogni sera sul IV canale della Filodiffusione, la stessa che ritrovavo di mattina, sotto al cuscino, ancora accesa…
Quei luoghi erano lo scenario di ognuno di quegli "episodi", aneddoti, quelli con cui la mia immaginazione faceva capriole, con cui i miei sogni "gareggiavano" senza tregua. Erano i luoghi in cui i miei "eroi" avevano mosso i loro passi, compiute le loro "gesta": era lì che Beethoven, Mozart, Schubert erano vissuti; tra quelle strade Schumann, Liszt, Brahms erano passati.
A chi non dovesse "capire" fino in fondo la passione che avevo dentro in quegli anni sembrerà quantomeno strano scoprire quale sia stato il primo luogo in cui io "costrinsi" i miei a far tappa, una volta arrivati nell’imperiale Vienna: si trattava del cimitero più grande della città, dove erano sepolti, l’uno accanto all’altro, i musicisti che, fino ad allora, avevo "conosciuto" solo attraverso la radio.
Un contatto umano con coloro che erano, fino a quel momento, solo nomi, certo legati a quelle note che il "magico apparecchio" mi regalava, ma pur sempre nomi.
Quelli in cui i grandi uomini hanno vissuto sono luoghi che ti "ricordano" cose che sembrano ovvie, ma che non lo sono affatto: essere lì volle dire per me "scoprire" che Beethoven era esistito davvero, che le storie che avevo letto non erano favole, ma racconti di vita vera.
La scoperta più bella che possa fare chiunque abbia una passione.
E forse questi luoghi possono anche "accenderla" una passione, chissà, inaspettatamente, inavvertitamente. Perché sono luoghi che hanno un’anima, in cui qualcosa è rimasto.
Se avete voglia di "scommetterci" potrete anche farlo senza dover arrivare fino in Austria (viaggio, peraltro, che suggerirei spassionatamente…): vi basterà andare fino a Bergamo, dove finalmente sarà riaperta da questo mese di marzo, la casa di Gaetano Donizetti, uno dei musicisti più amati dai melomani di tutti i tempi…
Un piccolo evento, un’occasione anche solo per i curiosi: per avvicinarsi ad un universo tutto da esplorare, o, per gli appassionati, il modo migliore di "scoprire" che anche l’autore di Lucia di Lammermoor è davvero esistito.
Trovarsi di fronte al tavolo che lo vide bambino, che lo vide scrivere le prime note, anche solo poter vedere cosa lui stesso vedeva della sua Bergamo dalla finestra di casa può regalarvi qualcosa.
Gli scettici obietteranno che in fondo è solo suggestione. Ed in effetti pensare che i luoghi abbiano un’anima non è decisamente razionale: ma credere che sia così può regalarvi un po’ di meraviglia e di magia. Correte a respirare quell’aria, a cercare di catturare un momento, un istante della vita di straordinaria di chi lì ha mosso i primi passi, scommettete che possa accadere qualcosa.
Forse, alla fine dei conti, avrete fatto solo una curiosa esperienza e una bella gita; e magari, invece, ne nasceranno 1000 di nuovi amori…
...io per sempre ringrazierò i miei genitori per il mio.
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