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Gli stereotipi sono duri a morire. La tentazione della “catalogazione” di qualsiasi cosa (se qualcuno potesse, classificherebbe anche le sensazioni che neanche i poeti sanno descrivere…), di cui lo "stereotipo" è il segno più tangibile, non è una grande virtù, ma ha un pregio inaspettato.
Il paradosso, infatti, è che può regalarci "meraviglia"; quella meraviglia che non avevamo valutato, quella che non avevamo previsto (la catalogazione, in fondo, serve a non avere sorprese, ad avere l’illusione di sapere già come andranno le cose…).
E dove, se non nella storia della musica, lo stereotipo di certi "personaggi" ritrova, con forza, la sua ragione di esistere? E infatti, a sostegno della nostra tesi, è lì che si rimane sorpresi, nell’ascoltare le note dei grandi autori, quelle che ci aspettavamo decisamente diverse.
Una della "vittime" predilette e tra le più prestigiose è, in effetti, Johann Sebastian Bach, il "cervellone", il compositore che vive di contrappunto, il "calcolo combinatorio" per eccellenza in musica. Insomma, un vero matematico.
Quando poi ti ritrovi ad ascoltare la sua musica, le sue pagine più belle e drammatiche… i conti non tornano (a proposito di matematica…).
Accade quando, ad esempio, ci si trova di fronte ad una delle sue pagine più famose: la Passione secondo Matteo, protagonista del prossimo appuntamento con l’Orchestra Verdi, martedì 30 e mercoledì 31 marzo e venerdì 2 aprile, all’Auditorium Cariplo: "saltano" gli stereotipi, scompare ogni certezza e sopraggiunge la meraviglia.
Succede che ci si ritrova a "scoprire" (la catalogazione aveva "oscurato in noi" questa consapevolezza) che Bach ha una forza drammatica come pochi, che la sua musica ha un impatto emotivo enorme e una modernità di concezione che ci fanno "dimenticare" che quella musica è nata, ormai, 300 anni fa…
Ci sono musiche che iniziano "sottovoce", che si insinuano nell’aria poco per volta e, lentamente, disegnano i loro profili sonori nell’aria. Altre non ti danno neanche tempo di respirare, di capire: ti "scaraventano" sulla poltrona e ti ritrovi immediatamente immerso in un "luogo" diverso, senza preavviso, senza essere prima avvertito.
Questo è quello che proverete quando la musica del compositore tedesco inizierà… non importa se, dopo questo articolo, sarà scomparso in voi lo stereotipo di "Johann Sebastian il matematico"…
La sua musica vi sorprenderà, sempre…
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