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Si chiude, nella Borsa milanese, una settimana in cui molti speculatori speravano in un "certo" allungo, positivo, del listino, che, invece, almeno dall'analisi tecnica, non produce nessun buon segnale, con gli indicatori tutti orientati verso il basso, a definire un trend - di breve periodo - ribassista, in discesa fino al supporto posizionato intorno a quota 20.000 punti.
Il NYSE ha chiuso, in serata, con il 4° calo consecutivo, nonostante i dati congiunturali abbastanza positivi, ma non in grado di attenuare i forti timori sui tempi, se non sul trend, della ripresa economica in Usa. Gli indici principali, nella settimana, chiudono con un "saldo" negativo: il Dow Jones ha perso il 3%, il Nasdaq è arretrato del 4,7% e lo S&P 500 ha ceduto il 3,8%.
I principali "indicatori" ci raccontano che: l'indice RSI (Retail Sales Index) definisce le vendite al dettaglio americane salite del +0,4%, al netto del settore 'automotive' l'incremento sarebbe del +0,2%; il tasso di inflazione è tornato a salire, dopo 4 mesi, segnando +0,3% su base congiunturale e +1,2% su base tendenziale; l'indice CPI (Consumer Price Index) è cresciuto di +0,1% su base congiunturale e di +0,9% su base tendenziale.
Ma entriamo nel dettaglio della seduta di ieri, Venerdì 13 Agosto.
Chiusura ancora in (leggero) arretramento a Wall Street:
- Dow Jones -0,16% a 10.303,15 punti;
- Nasdaq -0,77% a 2.173,48;
- S&P 500 -0,40% a 1.079,25.
A Milano le quotazioni sono ancora in regresso, con l'indice Ftse Mib in negativo del -0,32%, a 20.473,40 punti e il Ftse All Share sceso del -0,32%, a quota 20.955,25.
Nelle Borse europee si viaggia a velocità diverse ma tutte nella stessa direzione:
- a Madrid, l'Ibex 35 in modesto calo a -0,64% a 10.275,80
- a Parigi, il Cac 40 scende del -0,28% a 3.610,91
- a Londra, l'indice Ftse 100 è in ritiro del -0,18%, a 5.275,44
- a Francoforte, il Dax è in discesa del -0,40% a 6.110,41
A Zurigo, lo SMI sale, ancora, in controtendenza: +0,24% a 6.294,34.
In Europa il rappresentativo indice Eurostoxx50 scende più del Dax: -0,45% a 2.708,73.
Il cambio euro/dollaro, intanto, scende sotto quota 1,28 (1,2752).
Il prezzo del petrolio scende (sempre "a rotta di collo") sotto quota 76 dollari/barile (75,39).
Ieri mattina, a Tokyo, il Nikkei 225 - alle ore 8:29 italiane - aveva chiuso in positivo, finalmente, a +0,44% (su quota 9.253,46 punti).
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