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Dollaro-Euro stabile in apertura di settimana, sopra la soglia degli 1,27, in linea con le indicazioni di Venerdì scorso. L’ottimismo, seguito alle parole del governatore della Fed, Ben Bernanke, ha caratterizzato i mercati in apertura, che hanno “incassato” l’assicurazione dell'Autorità monetaria circa il sostegno all’economia anche con misure straordinarie.
Sul versante valutario, il Dollaro perde qualcosina sull’Euro, 20 millesimi, forse proprio in attesa dell’iniezione di liquidità anticipata dal governatore ma niente di sostanziale mantenendo quota 1,27 e recuperando l’effetto Bernanke che aveva spinto l’Euro a 1,2770 dopo il discorso del banchiere.
Bernanke mostra deciso la volontà dell’Istituzione monetaria americana di sostenere l’economia a stelle e strisce facendo "tutto il possibile". Diciamo pure che l’apparente disponibilità a misure di sostegno anche "non convenzionali" è abbastanza "obbligata" data l’impossibilità di agire ulteriormente sui tassi di interesse, ormai al minimo storico, e, di conseguenza, una certa "debolezza" degli interventi sul mercato monetario.
Ha lasciato intendere che potrebbe procedere ad operazioni sul mercato aperto, acquistando principalmente bond governativo e titoli legati ai mutui ma anche migliorare l’efficacia della comunicazione mediatica.
Ovviamente, rispettando lo stile dei banchieri, non ha garantito nessuna applicazione quando ha spiegato che bisognerà sempre valutare, prima, se "i vantaggi di ciascuna di queste opzioni sono superiori ai rischi”, anche se, a chi paventa spinte inflazionistiche, risponde che ritiene molto scarsa questa possibilità pur evidenziando un relativo movimento sul piano dei consumi che lascia intravedere qualche "spiraglio" per la ripresa dell’economia
L’effetto mostrato dall’andamento valutario è, tutto sommato, “freddino”, il Dollaro perde qualcosa nei confronti della moneta europea (ma oggi sta già recuperando) mentre guadagna qualche centesimo sullo Yen, ma oggi sta già rientrando, anche in ragione delle dichiarazioni della Banca del Giappone che afferma di tenere slegato l’andamento della moneta e la valutazione di interventi sul mercato.
Così le 3 valute mantengono, nella sostanza, il trend del periodo con l’Euro che continua il lento rafforzamento iniziato con il 2010 nei confronti delle monete delle 2 principali economie mondiali, forse proprio per la, relativa, debolezza dei loro sistemi economici.
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