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Le continue discese, più che le occasionali (quella di ieri?) risalite, hanno caratterizzato questi ultimi 2 mesi di contrattazione in tutte le Borse mondiali, compresa Piazza Affari, forse in assenza di ragioni quali-quantitative, oggettive e razionali, che potessero sostenere la scelta degli acquisti, indipendentemente dal relativo settore di business.
Ed ecco arrivare, improvviso, e in tal senso poco "credibile", un rally dei mercati azionari, innescato da alcuni dati 'macro', finalmente "migliori" rispetto alle stime degli analisti; nel caso quelli sulla produzione industriale dei 2 principali "trattori" di tutta l'economia mondiale, Usa e Cina, che sembrerebbero fugare, almeno per ora, "tutti" i timori di un'interruzione, se non perfino un'inversione, a detta dei più "pessimisti", della ripresa economica globale.
Al NYSE si è visto il Manufacturing ISM index, un importante indicatore della capacità produttiva, salire anche in Agosto, per il 13° mese consecutivo, mentre gli analisti si aspettavano un'inversione di tendenza, fatto atteso, ed avvenuto, in forma meno "grave", nell'Eurozona.
Riflettendo: "se una rondine non fa Primavera"....
Ma entriamo nel dettaglio della seduta di ieri, Mercoledì 1° Settembre.
Chiusura davvero positiva a Wall Street:
- Dow Jones +2,54% a 10.269,47 punti;
- Nasdaq +2,97% a 2.176,84;
- S&P 500 +2,95% a 1.080,29.
A Milano le quotazioni sono in forte ripresa, con l'indice Ftse Mib in positivo del +3,22%, a 20.369,96 punti e il Ftse All Share salito del +3,06%, a quota 20.937,97.
Nelle Borse europee si viaggia a velocità diverse ma tutte nella stessa direzione:
- a Madrid, l'Ibex 35 in forte rialzo del +3,51% a 10.544,80
- a Parigi, il Cac 40 sale, con decisione, del +3,81% a 3.623,84
- a Londra, l'indice Ftse 100 è in salita a +2,70%, a 5.366,41
- a Francoforte, il Dax cresce del +2,68% a 6.083,90
A Zurigo, lo SMI segue (ma non supera) il mercato "comunitario": +2,45% a 6.332,43.
In Europa il rappresentativo indice Eurostoxx50 supera, di poco, l'Ibex: +3,52% a 2.715,27.
Il cambio euro/dollaro, intanto, supera quota 1,28 (1,2817).
Il prezzo del petrolio resta (di poco) sotto quota 74 dollari/barile (73,96).
Questa mattina, a Tokyo, il Nikkei 225 risponde con una chiusura positiva, in ascesa del +1,52% (su quota 9.062,84 punti).
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