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La Sinistra cala le sue carte. E, come al solito, sono carte "vecchie". Quasi studiate "apposta per perdere", ancora una volta. L'asso da giocare, nella partita di Palazzo Marino, sarà, infatti, Giuliano Pisapia, stimato avvocato, già presidente della Commissione Giustizia della Camera, quando militava nel Partito della Rifondazione Comunista, ma ormai "assente" dalla scena politica locale e nazionale.
Ancora una volta il PD (Martina e Majorino dov’eravate? Civati, cosa vuoi fare da grande?) si è fatto "bruciare" (termine che ci fa un po’ sorridere) sul tempo. Il rischio è che, come è accaduto nelle regionali del Lazio, la candidatura di un personaggio proveniente da un’area della Sinistra nello stesso tempo radicale e marginalizzata rispetto al giustizialismo dell’Idv e alle aperture centriste del "nuovo" partito di Bersani, si trasformi in una sconfitta pre-annunciata.
Pisapia può rappresentare "molto" tranne che una "novità". Ma forse l'innovazione "spaventa" un partito che, nella teoria, dovrebbe essere "progressista" e di "cambiamento". L'avvocato presenta una lunga e rispettabilissima vicenda politica, costruita a sua volta sulle basi di un’importante storia professionale. E così, mentre il PD decide se servono o meno le "primarie" per stabilire chi sarà il suo candidato, un nome è già in lista.
Lo sostengono (la candidatura verrà ufficialmente presentata Lunedì 12 al Teatro Litta di corso Magenta, alle ore 18) una cinquantina di personalità milanesi, anch’esse non propriamente degli outsider, che rappresentano quella "buona società" cittadina con il cuore a Sinistra, che, però, ha anche convissuto pacificamente con l’epoca dei sindaci socialisti, con la parentesi Formentini, con il “managerismo” di Albertini e con il "vuoto politico" della Giunta Moratti. Tra di loro si segnalano, tra gli altri, le 2 figlie di Enzo Biagi, Bice e Carla, l’ex magistrato Gerardo D’Ambrosio, l’avvocato Laura Hoesh, l’ex presidente della Fiera, Guido Artom, poi Rosellina Archinto, Natalia Aspesi, Isabella Bossi Fedrigotti, Roberto Escobar, Nando Dalla Chiesa, Delfina Rattazzi, Guido Martinotti, Fulvio Scaparro, Giuseppe Turani, Emanuelle De Villepin, Stefano Jesurum.
Si torna dunque all’immagine imbolsita di una Sinistra barricader-salottiera, sdoganata verso le "generazioni di mezzo" dal sostegno della coppia Silvia Ballestra-Alessandro Robecchi, ma lontanissima dai problemi e dalle pulsioni che agitano la “società verticale” milanese.
Pisapia, chi conosce la sua storia lo sa, appartiene all’ambiente che lo sostiene molto più di quanto si creda. Quel che non abbiamo capito è lo schieramento a favore dell’avvocato di due consiglieri comunali del PD (Maurizio Baruffi e Francesca Zajczyk), e di Anna Puccio, membro democratico in seno al Consiglio regionale. Un ulteriore segnale di grande confusione, che si accompagna, nel tracciare il quadro sintomatico di un partito allo sbando, agli “abbozzi di candidatura” di Livia Pomodoro, Davide Corritore, Tito Boeri e persino di Umberto Ambrosoli, il cui unico merito, ai nostri occhi di osservatori esterni, è di essere figlio dell’avvocato liquidatore che si oppose eroicamente a Michele Sindona. Il nome di Ambrosoli resta indubbiamente un simbolo dei valori in cui si riconosce la parte migliore della società-milanese, ma Milano non ha bisogno né di candidature-simbolo, né tantomeno di bandiere al vento...
A questo giro, la partita per la poltrona di Sindaco appare quanto mai aperta, e non si capisce perché a sinistra si punti, già in partenza, a perdere. Forse il nome della Pomodoro potrebbe rappresentare una buona soluzione, ma non si può convincere qualcuno a fare il Sindaco "controvoglia". E, quando la Presidente del Tribunale di Milano ha chiesto del tempo per sciogliere le proprie riserve, ci siamo chiesti se oggettivamente si possa affidare una battaglia così dura come quella per Palazzo Marino a chi parte già col dubbio di non voler “correre”.
Tra Lunedì, con l’incontro del Litta, e Mercoledì, allorché la direzione provinciale del PD dovrà "prendere posizione" sulla questione, andrà dunque in onda la 1° puntata di sfida lunga quasi 1 anno. Sempre che non si decida di scommettere su di una stella destinata a cadere ancor prima che si spenga l’estate. Nella non lontana notte di San Lorenzo, il 10 Agosto, i milanesi che sognano la politica, guarderanno in cielo nella speranza di poter esprimere un "desiderio"...
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