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In estate, poi con questo caldo, è un piacere assolvere al "dovere" della dieta, sia per la "prova costume" sia per ritrovare la piena "efficienza fisica", attraverso il consumo di frutta e verdura.
E sembra proprio che la 'salute' passi attraverso i colori...
Gli studiosi europei, che stanno sviluppando il 'Progetto Athena', raccomandano il rosso-blu, con il rosso estratto dalle arance rosse e dalle fragole ed il blu proveniente da mirtilli, gelsi e melanzane.
Le 'antocianine', ovvero i pigmenti che danno la colorazione a frutta, verdura e fiori, hanno dato sorprendenti risultati nelle sperimentazioni sugli animali da laboratorio, dove, con un'alimentazione ricca di antocianine, le cavie sono rimaste magre e sane.
Altri scienziati, un gruppo franco-italiano, che provengono dall'Università di Grenoble e da quella di Milano, nell'ambito del 'Progetto Flora', stanno esplorando gli effetti degli antociani sulla salute umana.
Per loro l'indagine passa tra i colori giallo e blu, ad esempio nel mais, quello blu ottenuto per incrocio.
La Professoressa Tonelli, del Dipartimento di Scienze Biomolecolari e Biotecnologie della Statale, ha dichiarato: "Nel nostro laboratorio da molti anni studiamo i geni che attivano la via biosintetica degli antociani in mais. Sfruttando le conoscenze da noi ottenute abbiamo inserito per incrocio questi geni nelle linee di mais utilizzate per gli esperimenti sui ratti. Noi siamo abituati a vedere il mais giallo ma il mais originariamente era rosso o blu, essendo stato selezionato anticamente dagli Inca come il più adatto ad essere coltivato ad alta quota e in climi freddi e come fonte di coloranti naturali."
E così sono stati separati 2 gruppi di animali nutriti con semi gialli o semi blu per un paiod i mesi.
Sul tema è intervenuta anche la Dottoressa Maria Benedetta Donati, coordinatrice dei Laboratori di Ricerca della Cattolica di Campobasso, che ha detto: "Abbiamo scoperto che il consumo prolungato di antocianine si è tradotto in un effettivo assorbimento da parte dell'organismo che ha reso i ratti più resistenti all'infarto; in altre parole, l'infarto che li colpiva causava danni molto ridotti rispetto a quanto avveniva negli animali di controllo che non assumevano antociani".
Sono determinanti amche le quantità assunte di flavonoidi. E' ancora la Tonelli a spiegare che: "in proporzione, i ratti che consumavano il mais blu hanno ricevuto una quantità di queste sostanze 13 volte superiore a quella che la maggior parte delle persone assume con una tipica alimentazione occidentale, dove non si superano i 12 milligrammi al giorno. Il contenuto di antiossidanti presenti nella dieta Mediterranea è molto più elevato rispetto a quello della dieta occidentale, il che spiegherebbe in parte perché i cibi mediterranei sono cardioprotettivi".
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