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Metano: la "rivoluzione" è ferma a metà

Sono ancora 10 mila gli impianti centralizzati a gasolio. Ma la Regione guarda il sole...

07/02/2010 - 12:34

Massimo Buscemi gongola: la cena elettorale dell'assessore regionale alle Reti e Servizi di Pubblica Utilità ha visto la presenza di ben 7.500 persone, in prima fila per gustare i tortellini e le lasagnette cucinate da Giovanni Rana. Pazienza se l’operato di Buscemi mostrava, nelle stesse ore, tutto il suo carattere "deficitario" nell’emergenza inquinamento che attanaglia Milano e Lombardia.

Il capodelegazione in Giunta del presidente della Regione, Formigoni, rappresenta in tal senso il "volto" più sfacciatamente inconcludente dell’amministrazione uscente. Impegnato a ricevere i complimenti di Maurizio Lupi per il numero di convitati, e con lui tutto il gruppo dirigente della 'Compagnia delle Opere' che da tempo si "muove" nella Regione come se fosse un proprio feudo. Buscemi, tra un ballo e un tortellino, non avrà probabilmente avuto modo di ripensare ai 10 mila impianti centralizzati a gasolio che restano a Milano, e che sono tra i "principali" responsabili della produzione delle polveri sottili.

Ricordiamo infatti che, mentre tutti sono "concentrati" sul problema-auto, come se "tutto" l’inquinamento venisse da lì, le caldaie a gasolio continuano a inquinare 24 volte di più di un impianto a metano. E se il 3° mandato a Formigoni va in archivio come quello della costruzione “selvaggia” di nuovi, ingombranti e per lo più "inutili" edifici pubblici, anche nelle sedi della Pubblica Amministrazione non si è pensato ad adeguare gli impianti ad un rispetto della salute.

La Regione hainvestito in incentivi nella sostituzione delle auto, con un contributo superiore ai 6 milioni di euro, in parte destinato anche ai motorini. Ma ha preferito rimandare in Primavera l’azione atta a coadiuvare la trasformazione degli impianti di riscaldamento. Il record di nuove installazioni in tal senso resta fermo al 2003. Meglio va per il Comune. Che non ha fatto mancare gli "incentivi", in particolare per gli edifici di destinazione "sociale".

Ma il riscaldamento continua a essere responsabile del 35% delle polveri sottili emesse in città. Una quota che diventa, addirittura, del 40% se si analizzano i soli 'ossidi di azoto'. Spalmata su tutto l’anno, la percentuale si attesta al 16%: ecco perché, ancor prima che rivedere i meccanismi dell’Ecopass, è qui che bisognerebbe intervenire, drasticamente.

A poco serve dunque il blocco regionale dei veicoli diesel Euro 2, scattato a metà ottobre del 2009, se i condomini con le loro caldaie arrivano, nello stesso periodo, a produrre "qualcosa" come 42 mila tonnellate di PM10, ossia di polveri sottili. Ci si chiede quanti mandati consecutivi dovranno cumulare i politici come Formigoni e Buscemi prima di prendere "seriamente" in analisi il problema. O forse la realtà è che da molte "parti", forse "vicine" ad una certa "area", si guarda al teleriscaldamento e, in prospettiva, al solare, come a un business più redditizio del metano. Il ritardo servirebbe in tal senso a "favorire" il cambio di tecnologia. Ed è in tal senso, per lo meno “sospetto”, l’enorme interesse per le energie alternative che da tempo viene manifestato da gruppi di opinione vicini agli stakeholder rappresentati dall'attuale Giunta regionale.

Non si capisce in tal senso perché vi sia tanta "effervescenza" nell’ambito dell’installazione dei filtri anti-particolato sugli autobus diesel Euro 2, oggetto di un bando da oltre 8 milioni di euro, con un contributo di 3.000 euro, e non si pensi a un’azione continuativa nel tempo atta a favorire il passaggio al metano dei 10 mila condomini suddetti. Quest’azione, a 2 velocità, include anche uno stanziamento di 1,42 milioni di euro per enti locali, comunità montane, Aler, fondazioni pubbliche e società a capitale interamente pubblico, ma anche Onlus, imprese private, Esco (società di servizi energetici) e cooperative senza fine di lucro, volto a finanziare l'installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua e aria calda, con contributi che possono arrivare a coprire fino al 60% del costo. Ai condomini no, ma alle cooperative sì. E a che "area" appartengano le coop, onlus e fondazioni operanti in Lombardia... non è difficile da immaginare.

Il metano è capace di azzerare la "cessione" nell’aria di anidride solforosa e, dunque, l’estensione del suo utilizzo comporterebbe da sola il ritorno a una situazione di normalità in città. Ma i nostri amministratori preferiscono esibirsi in esercizi di fumisteria: l’altro giorno abbiamo sentito Roberto Formigoni ripetere le parole di Umberto Veronesi, il quale sostiene che c’è più danno per la salute a fumare una sigaretta che a respirare l’aria di Milano per un anno. Che è una maniera di affrontare il problema che ci sembra si commenti da sola... Prima dunque di andare a votare, chiediamoci seriamente "cosa" faranno i candidati per noi e per problemi sensibili come la qualità dell’aria, Veronesi permettendo.

Sia detto, e non per "par condicio", che Filippo Penati, quale presidente uscente della Provincia, non è certo esentabile da critiche in materia. E fa specie l’esclusione, a oggi, dalle liste del PD di un politico locale straordinariamente "attivo" sul fronte dei problemi ambientali, qual è il 'verde' Carlo Monguzzi, a cui tutti riconoscono una coerenza d’azione encomiabile su questi temi.

E se al 'Pirellone' non "brillano" per iniziativa, a 'Palazzo Marino' c’è da segnalare come si sia pensato, secondo voci di corridoio, a dotare di accessori in ceramica i servizi igienici di qualche assessorato, ma non a modernizzare gli impianti di riscaldamento: tant’è che gli uffici vivono in questi giorni i rigori di temperature ribassate, per ridurre il fattore inquinante.

Un altro tema che vorremmo introdurre è l’impatto, in tal senso, dei lavori per l’Expo. Ci piacerebbe conoscere le stime "quantitative", in tal senso, in termini non solo di aumento dell’inquinamento determinato dall’apertura dei cantieri, ma anche dalle tante "deviazioni" a cui sarà costretta la viabilità e chissà per "quanti" giorni o mesi...

Veniamo poi a un altro tema  che ci sta a cuore: quello della prevenzione dell’aumento dell’inquinamento attraverso non misure di coercizione, ma azioni di educazione civica.

A consuntivo del suo mandato, e con l’evidente obiettivo di realizzare un’azione di comunicazione elettorale, sempre a spese dei cittadini, in queste settimane Roberto Formigoni ha inviato ai milanesi la "Guida ai Servizi della Regione Lombardia". Un libretto decisamente ben fatto, ma che forse avrebbe potuto essere ultimato e consegnato alla cittadinanza in tempi diversi. In tal senso, la politica italiana non è poi così dai tempi in cui le amministrazioni socialiste aprivano le stazioni della metropolitana per le elezioni e poi le richiudevano sino a data da destinarsi?

Un’azione di responsabilizzazione dei lombardi sui temi dell’inquinamento deve ancora essere approntata, e il problema si fa sempre più stringente, proprio in ragione alla crescita numerica degli impianti a gestione "autonoma". Il severo monitoraggio sui condomini serve poco se poi sono in moltissimi ad accendere il riscaldamento a Settembre e a spegnerlo a Maggio, per girare, in maglietta, in appartamenti con 23-24 °C. In tal senso, una forte presa di posizione e una comunicazione chiara e "mirata" varrebbe forse quanto (se non più di) un Ecopass.

Ma è difficile che questa generazione di politici, che ignora il senso dell’educazione civica, sappia, poi, veicolare dei "valori" ai cittadini. Milano e la Lombardia - mantenendo lo 'status quo' - sono dunque destinate a diventare, alla stregua delle regioni contraddistinte da logiche ben consolidate di clientelismo, ad essere gestita, sempre più, all’interno di gruppi d’interesse, che stabiliscono le priorità dell’agenda politica in relazione alle opportunità da cogliere, pensando alla propria mission non come alla risoluzione di problemi generali e strutturali, ma alla gestione delle migliori "occasioni" economiche.

È "coerente", in tal senso, la politica delle cene elettorali, degli "appoggi", delle solidarietà allargate, delle "sponde". Tutto serve a rafforzare la struttura interna del Palazzo. È così che tutte le strategie sull’ambiente per il prossimo mandato in Regione occupano nel libretto programmatico (in totale una novantina di pagine) circa 10 righe, quanto un tema parimenti significativo alla “Navigazione in Lombardia”.

Lasciamo dunque l’assessore Buscemi ai suoi tortellini: ma la politica, almeno per quanto inteso dal vocabolario della lingua italiana, di tutela del territorio e della salute, almeno nei bisogni dei milanesi e dei lombardi, espliciti e non, ci pare fatta di tutt’altra pasta.

Autore: Andrea Dusio
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