|
|
|

I più giovani non ricorderanno il suo nome: Giuseppe Zamberletti. È stato lui, commissario straordinario per i 2 violentissimi sismi del 1976 in Friuli e del 1980 in Basilicata, a formulare il "prototipo" del modello di organizzazione della Protezione Civile.
Risale al 1970 infatti la Legge N. 996, denominata “Norme sul soccorso e l'assistenza alle popolazioni colpite da calamità”, che venne inizialmente modificata nel 1982, con l’istituzione del 'Ministero per il Coordinamento della Protezione Civile' (che venne assegnato allo stesso Zamberletti). Il ministro si avvaleva in tal senso di un 'Dipartimento della Protezione Civile', che nel 1992 venne convertito in 'Servizio Nazionale della Protezione Civile', e di fatto rifondato, secondo le linee guida dettate Ministero per il Coordinamento della Protezione Civilea suo tempo da Zamberletti.
La Riforma Bassanini, nel 1999, aveva prefigurato l’istituzione di una 'Agenzia per la Protezione Civile': ma il disegno venne scavalcato dalla legge voluta nel 2001 dal governo Berlusconi. E lì sono iniziate le "magagne". La legge del 1992 prevedeva che la 'Protezione Civile' non si limitasse all’intervento in caso di "disastro", ma esercitasse anche un’attività di previsione e prevenzione e delle catastrofi idrogeologiche, e che si occupasse anche del "ripristino" delle condizioni "precedenti" disastri e calamità. Anche "pianificazione" della "risposta" all’emergenza, "gestione" della 'crisi', attività di esercitazione e di formazione della popolazione costituiscono 'uno' dei compiti importanti dell’istituzione.
La modalità d’intervento prevede che, al momento della dichiarazione dello 'stato di emergenza' sul territorio nazionale, il governo provveda a nominare un Commissario Straordinario, il quale gestirà tutti i fondi relativi all’emergenza, agendo in deroga alle normative europee e alla legge italiana in materia di gare d’appalto. Viene in tal senso "sospesa" l’ordinaria procedura di aggiudicazione delle forniture, e al Commissario viene affidata totale discrezionalità nella selezione di ditte appaltatrici di tutto ciò che occorre per la gestione dell’emergenza.
Occorre in tal senso fare però una precisazione: tale discrezionalità non si applica incondizionatamente a ogni tipo di emergenza, ma solo a quelle di 'tipo C', ossia alle più "gravi", quelle considerate di rilevanza nazionale, per estensione territoriale o per gravità. In questi casi, di fatto il Commissario si trova a destinare uno stanziamento speciale, la cui entità è fissata tempestivamente dal Governo.
Il 7 settembre 2001 la Protezione Civile è stata trasformata in un 'Dipartimento della Presidenza del Consiglio', con competenza estesa anche ai grandi eventi: summit internazionali, competizioni sportive e raduni religiosi.
Quest’ulteriore estensione della discrezionalità ha finito per creare delle storture, esattamente come avviene, a livello legislativo, con il ricorso sistematico alla decretazione. Laddove infatti vi sia l’esigenza di far passare i provvedimenti relativi a un intervento discusso, si individua un evento a cui “agganciarlo”, e la libertà d’azione del 'Commissario Straordinario' è in grado di scavalcare facilmente tutti gli ostacoli.
È il caso, per fare un esempio che attiene alla nostra regione, ai 7 milioni di euro stanziati per la tangenziale fra la Ss 342 “Briantea” e la Ss 233 “Varesina”, con interconnessione alla Ss 344 di “Porto Ceresio”, in occasione dei Mondiali di ciclismo del 2008, nonostante la ferma opposizione delle amministrazioni locali. Questo livello di discrezionalità, del tutto eccezionale, convive con una struttura organizzativa che, al contrario della maggioranza delle nazioni europee, si fonda su di un organismo integrato operativamente con gli enti locali, in modo tale che il Servizio Nazionale della Protezione Civile sia di fatto modellato in modo da rendere il più possibile corta ed efficiente la "catena" di risposta "locale" al coordinamento "centrale".
Il modello italiano, va detto, viene studiato con attenzione all’estero, ed è considerato di fatto un prodotto di eccellenza del nostro Paese. Il che non vuol dire però che sia scevro di difetti.
Partiamo da un "dato" evidente.
Fin dalla sua fondazione, l’apparato venne "colonizzato" dai “vecchi” partiti, e finì per diventare, alla stregua dei ministeri, una sorta di ufficio di collocamento per una pletora di funzionari poco preparati e spesso "sprovvisti" di un bagaglio tecnico adeguato.
Quanto agli appalti, v’è da dire che non è dalla complessità delle procedure che si desume necessariamente la bontà dell’assegnazione della gara a un determinato fornitore. Esistono società che infatti sviluppano una particolare abilità nell’approntare documentazione comprovante i requisiti necessari. In realtà, a far da discriminante dovrebbe essere soprattutto l'organizzazione, la struttura e il "curriculum" dell'impresa partecipante. Spesso si riscontrano assegnazioni a società o comunque a strutture che lasciano forti dubbi in merito alla capacità di soddisfare le commesse mantenendo sia i tempi di consegna sia gli standard qualitativi dichiarati.
Alla dislocazione e alla decentralizzazione si contrappone poi il processo centripeto che condensa nella figura del Capo del Dipartimento Nazionale, che dipende direttamente dalla Presidenza del Consiglio, un enorme potere. Basta dare un’occhiata alla lista degli incarichi che ha ricoperto l’attuale responsabile Guido Bertolaso, per capire che la Protezione Civile è già di fatto una sorta di "sdoppiamento" del Ministero dell’Interno, e che il titolare dell’incarico gode di una libertà d’azione in molti casi maggiore anche di quella di un ministro.
Bertolaso, dal 2008, è sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Emergenza rifiuti in Campania, ma è anche Commissario Straordinario per il terremoto dell’Aquila, dei vulcani delle Eolie, dell’area marittima di Lampedusa, della bonifica del relitto della Haven, del rischio bionucleare, dell’area archeologica romana. Si è inoltre occupato dei suddetti Mondiali di ciclismo, dei Mondiali di nuoto, del G8 de L'Aquila 2009 e così via.
Nell’ambito territoriale di un comune, in teoria il responsabile della Protezione Civile sarebbe il Sindaco, in base alla legge del 1992, ma questi demanda sistematicamente al Commissario Straordinario ogni decisione in caso di emergenza. Alle indicazioni di quest'ultimo, i caso di emergenza, rispondono i Vigili del Fuoco, le Forse Armate e di Polizia, la Forestale, i servizi tecnici nazionali (Enel e Telecom), la Croce Rossa Italiana, i gruppo nazionali di ricerca scientifica, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il Servizio Sanitario Nazionale e le organizzazione di volontariato, senza dimenticare il Soccorso Alpino e Speleologico.
I rappresentanti di ogni sezione operativa, secondo il cosiddetto “Metodo Augustus”, si relazionano direttamente tra di loro, attraverso tavoli decisionali e sale operative sussistenti a vari livelli, in modo da poter abbreviare i processi decisionali. A coordinare la loro azione è un Disaster Manager, che è l’emanazione diretta del Commissario, una specie di plenipotenziario.
È evidente che il modello si presta, come tutti quelli in cui le leve decisionali sono concentrate in poche o addirittura in una persona, agli strali delle critiche ogni volta che c’è da gestire un’emergenza.
Esemplare in tal caso è l’evento sismico dell’Aquila, certo non prevedibile nelle tempistiche e nella gravità del sisma, ma di certo ampliamente annunciato dagli esperti, e che ha visto la Protezione Civile, forte della propria velocità d’intervento, non approntare di fatto quelle misure di prevenzione straordinarie che forse avrebbero creato il giusto allarme nella popolazione, impedendo così che dopo la prima scossa la gente rientrasse nottetempo nella propria abitazione, poco prima della scossa più grave.
Ma c’è un aspetto che, a parere di chi scrive, va sottolineato come un aspetto in prospettiva più rischioso di quelli delineati sin qui: la “gestione di interventi sulla trasmissione e distribuzione di energia”. In questa chiave, il Capo del Dipartimento Nazionale si trova a poter autorizzare ora provvedimenti e scelte strategiche in materia osteggiate dagli amministratori locali. E con i tanti dilemmi che oggi connotano la politica da questo punto di vista, con la spinta verso le energie alternative che si contrappone al ritorno nucleare, il "Bertolaso della situazione" sarebbe in grado di sbloccare autorizzazioni e dare il semaforo verde a decisioni che altrimenti dovrebbero "fare i conti" con il consenso dell’elettorato o, peggio, degli amministratori locali.
Basterebbe in tal senso nominare un Commissario Delegato per poter usare quelli che nel 'Decreto' vengono definiti “mezzi e poteri straordinari in deroga alle competenze delle altre amministrazioni locali”.
Ci sarebbero da fare in tal senso ulteriori "obiezioni".
Guido Bertolaso è un medico, e con tutta evidenza il suo expertise è oggi inadeguato al livello eccezionale di responsabilità che è stato posto nelle sue mani, non già perché egli non possegga all’interno della struttura della Protezione Civile del know-how necessario a far fronte alle situazioni ordinarie e straordinarie che gli competono, quanto per il fatto che a una concentrazione senza eguali di potere non corrisponde una concentrazione equipollente di sapere. In tal senso, Bertolaso resta un tecnico dell’emergenza: il suo background risiede nello studio delle malattie tropicali. Una preparazione su cui poi ha innestato le esperienze fatte nei Paesi in via di sviluppo, dove ha coordinato progetti umanitari di sviluppo per conto della 'Farnesina' e dell’Unicef.
Ben visto sia a Sinistra che a Destra, si è occupato del "Giubileo del 2000", anche grazie agli "appoggi" che possiede nelle altissime sfere del Vaticano.
Ma è del tutto evidente, per fare un esempio, che il suo bagaglio professionale è del tutto inadeguato in compiti come la responsabilità dell’area archeologica romana, assegnatagli dal Ministro dei Beni e Attività Culturali, Sandro Bondi (uno che d’altronde ha assegnato i musei italiani all’ex Ad di una nota catena di fast food e che si avvale della "consulenza strategica" di un romanziere del tutto incompetente in materia di conservazione dei Beni Culturali qual è Alain Elkann), o, ancora, il già citato "ambito" delle risorse energetiche.
Con lo 'sguardo' il più possibile imparziale e pragmatico che ci contraddistingue, auspichiamo in tal senso che la Magistratura non perda tempo ad acclarare se Bertolaso è stato beneficiario in tal senso di un massaggio o di una prestazione sessuale. Quel che "conta" è se il tempo trascorso con la “richiestissima” Francesca si inserisce nel contesto dell’assegnazione arbitraria di una o più gare d’appalto. In tal caso, non è certo il genere e l’entità della prestazione il "metro" con cui misurare l’entità di un ipotetico ed eventuale abuso.
Converrebbe invece andare a passare al setaccio le gare recenti indette dalla Protezione Civile. Dove qualche “problemuccio” già s’intravede, se è vero che il terzo assegnatario dei lavori relativi alla ricostruzione dopo il terremoto del 6 aprile è la Di Marco Srl di Carsoli, il cui titolare era socio di alcuni tra gli indagati dell’affaire “Alba D’oro”, che vede alcuni imprenditori accusati di aver riciclato per lavori pubblici nel Centro-Sud il denaro proveniente dalle casse di Vito Ciancimino.
Ancor prima che pensare a una trasformazione della Protezione Civile in società per azioni, eventualità che ci sembra contraddire le finalità dell’istituzione, occorre una riforma radicale, che stabilisca criteri di selezione dei fornitori "blindati", e non dia spazio a improvvisazione e tanto meno a favoritismi. Solo in queste condizioni Guido Bertolaso o chi lo sostituirà potrà operare con la trasparenza necessaria.
15/01/2012 - Non so voi, ma in questi giorni mi sveglio con la sensazione di chi è destinato a finire in una sp [...]
24/12/2011 - Cari lettori di MilanoWeb, ci possiamo raccontare tutto quello che vogliamo, decidendo di essere "fa [...]
19/12/2011 - Quando in Italia si era previsto dell'arrivo di un possibile Governo "tecnico", noi di MilanoWeb ave [...]
09/02/2012 - Marco Pannella regalava hashish in piazza Navona, Marco Cappato biglietti on-line da Palazzo Marin [...]
07/07/2011 - Nella vita di ognuno di noi può anche avverarsi un 'sogno' e per me è accaduto quando l'editore di M [...]
26/04/2011 - Giuliano Pisapia l'avevamo già incontrato in occasione delle recenti elezioni Primarie meneghine de [...]
14/01/2012 - Ancora una volta sono le agenzie di rating a sorprendere, se non "sconvolgere", i mercati finanziari [...]
24/12/2011 - Jean-Jacques Annaud è uno di quei registi che non hanno bisogno di grandi presentazioni: basta ricor [...]
06/12/2011 - Si avvicinano le vacanze di Natale, in molti partiremo per la montagna, con la '500' o con il SUV o [...]