Notizie Milano - MilanoWeb.com

Il sito Internet di Notizie Milano Web
Notizie Milano - MilanoWeb.com
Sabato, 11 Feb 2012 - 15:42

METEO MILANO

TMIN  C - TMAX  C

Dalla parte dell’inesperienza e del sogno

Dal 'Genoa Social Forum' agli obiettivi di una Sinistra moderna e davvero progressista

09/03/2010 - 11:07

Con un garbo che sarebbe salutare anche nel dibattito intavolato quotidianamente dai nostri politici, 2 lettori di MilanoWeb hanno mosso dei "rilievi" al mio articolo del 28/2, in cui, tra l’altro, si parlava di Vittorio Agnoletto, e del "ruolo" che, per chi scrive, giocò nei "fatti" di Genova del 2001.

Ora che la Corte d’appello ha condannato 7 su 44 imputati per le violenze della caserma di Bolzaneto, confermando comunque la "colpevolezza" anche per i reati prescritti, credo si possa ragionare su quelle giornate senza timori di assumere posizioni che favoriscano tentativi revisionisti.

C’è una prima questione su cui vorrei soffermarmi, ed è la matrice "idealista" e "anti-ideologica" del movimento rappresentato dal Genoa Social Forum. Si è trattato di un momento di spontaneismo molto interessante, in cui si sono trovate a convergere idee provenienti dal mondo marxista e spinte nate all’interno del pensiero cattolico, producendo tensioni ed elaborazioni nuove.

Vittorio Agnoletto è uno dei personaggi che, a livello mediatico, ha incarnato quel movimento.

Non ne conosco il lavoro e il ruolo giocato all’interno del movimento: le mie valutazioni erano relative agli aspetti organizzativi, che Agnoletto avrà sicuramente condiviso con una pluralità di soggetti, e al compito di interfaccia che in qualche modo si è trovato a interpretare: un "cuscinetto" tra il movimento e il mondo esterno.

Un compito non facile, in cui secondo me Agnoletto ha troppo insistito su obiettivi che a me sembrarono e sembrano tutt’oggi più simbolici che politici. A partire dall’invasione della zona rossa, più volte annunciata e comunque perseguita nella drammatica giornata del 20 luglio (a me risulta che alla fine il limite venne “violato” pacificamente solo da 1 giornalista, ma anche se nella zona fossero entrati 100.000 manifestanti, questo avrebbe cambiato gli esiti del G8 o determinato una nuova maniera di guardare agli equilibri mondiali da parte dei potenti della Terra?).

C’è un’altra questione che non si può sottacere. In quei giorni a Genova si infiltrò tra i diversi manifestanti anche una componente nichilista e anarcoide. Possiamo pensare che si trattasse di provocatori, magari anche di estremisti di destra mescolati ai manifestanti, persino di uomini dei servizi segreti. Ma non si trattò certo dell’unica uscita pubblica dei cosiddetti Black Block.

La loro presenza avrebbe dovuto dettare agli organizzatori della manifestazione l’esigenza di approntare un servizio d’ordine.

Non sapremo probabilmente mai se furono le azioni dei Black Block a scatenare la violenza della Polizia, o se la repressione, oggetto delle condanne, così come gli abusi perpetrati sui manifestanti e su chi, inerme, assisteva (come gli operatori della stampa), fosse preordinata. Ma una lettura lucida dell’evoluzione degli eventi avrebbe portato gli esponenti del 'Genoa Social Forum' a considerare l’emarginazione e il controllo delle azioni di Black Block come un obiettivo operativo di punta di quella giornata. Ben più dell’invasione della 'Zona Rossa'.

Non chiedo che tutti condividano la mia idea secondo cui una buona dose di “real politik” faccia comunque le fortune anche dell’idealista più incallito. È certo però che la forte spinta idealista del movimento di Puerto Alegre ha conosciuto a Genova le sue giornate più difficili, che ne hanno, almeno in parte, frenato la crescita, soprattutto in Italia.

Agli amici che ci leggono, vorrei poi chiedere se pensano che oggi la Sinistra neo comunista in cui si riconosce Vittorio Agnoletto incarna a pieno quella domanda di rinnovamento che viene da molte parti della società italiana.

Pensiamo soprattutto al problema del lavoro, che secondo noi non può essere risolto cercando di difendere il "posto fisso" e l’attuale sistema delle pensioni, e che di fatto vede già oggi i figli schierati (inconsapevolmente) contro i padri. Pensiamo al problema dell’integrazione dei lavoratori stranieri, e a come evitare che si scateni una "guerra tra poveri", o che alcune zone delle nostre città si trasformino in ghetti. Pensiamo al sistema scolastico e a quello universitario, che hanno bisogno di riforme autentiche, che vadano a tutela degli studenti prima che degli insegnanti.
Pensiamo ancora alla necessità di dar luogo a quella rivoluzione "liberale" che l’Italia aspetta sin dai tempi di Piero Gobetti e che, impedita prima dal fascismo, poi dal consociativismo e infine dal Berlusconismo, attende ancora di essere realizzata.

A liberarci dai corporativismi e alle caste chiuse degli ordini professionali, che bloccano la mobilità sociale. A sottrarre al controllo della politica le nomine nel settore della società. A costruire un sistema per l’industria culturale e dello spettacolo che sia in grado di reggersi senza "sovvenzioni" ordinarie e straordinarie.

Dobbiamo togliere potere agli apparati e restituire le decisioni alla società civile: solo così potremo liberare quelle energie che nel nostro Paese ci sono, ma che giacciono sepolte sotto l’attesa, quasi miracolistica, dell’intervento statale.

Faccio un esempio che spero chiarisca la mia "posizione". Chi scrive, a quarant’anni, non ha mai firmato un contratto d’assunzione, ancorché temporanea, e nella propria vita professionale ha lavorato per non meno di una trentina di soggetti imprenditoriali. Non ha via lo "straccio" di un contributo, e ogni mattina s’inventa il proprio lavoro, in virtù delle proprie capacità, senza “paracaduti” né appoggi. Sette giorni su sette.

In base alla mia storia, non credo che appartenga alle battaglie che la Sinistra, oggi, deve fare la difesa "ad oltranza" dei posti di lavoro. Meglio, molto meglio, puntellare la difficile fase di transizione verso un’economia sempre più de-industrializzata con efficienti ammortizzatori sociali.

Se fare le auto a Termini Imerese è anti-economico per Fiat, e lo è non da oggi, non capisco perché lo Stato debba contribuire a perpetuare un modello socio-economico sbagliato e diseducativo.

Sto idealmente dalla parte di tutti i lavoratori che protestano sui tetti. Con l’avvertenza, però, che la loro protesta chiama in causa la necessità di una riflessione sull’etica dell’impresa e su quella dei profitti, ma non la necessità di un intervento incondizionato dello Stato, a sorreggere situazioni diventate insostenibili e, finanziariamente, "assurde".

Chi perde il lavoro deve vivere in un corpo sociale che dia l’opportunità di trovare in tempo breve una nuova occupazione. La battaglia in difesa del posto "garantito" è una battaglia di retroguardia, che vorrebbe fare della "classe operaia" una classe, paradossalmente, di pseudo-privilegiati. E che invece produce in chi rimane dentro la fabbrica, in attesa del fallimento, solo cupa disperazione.

Da chi proviene dalle esperienze dei Social Forum mi aspetto questo: la capacità di raccontare alla gente che esiste una terza via tra capitalismo post industriale e assistenzialismo di stato.

Una via che passi per la valorizzazione del “talento sociale”, e che provi a emanciparsi dallo sfruttamento del cooperativismo, altro grande male, dalla "Lombardia bianca" all’ "Emilia rossa", del nostro Paese.

Una via che chieda a istituzioni e apparati non "assistenza", ma trasparenza. Che rimetta in moto i meccanismi sani della competizione economica. Che sbarri la strada ai capitali di provenienza "incerta". Che poggi in tal senso anche su di un sistema bancario che stia dalla parte del cittadino, e non del capitale finanziario o, peggio, politico. Che attinga alle risorse delle fondazioni, e dunque sottragga le fondazioni stesse ai potentati politici e all’influenza delle grandi famiglie.

La Sinistra di cui oggi abbiamo bisogno deve anzitutto ricostruire una cultura umanista che, ripartendo dalle qualità sociali dell’uomo, faccia "piazza pulita" del clima neofeudale di corruzione endemica in cui questo Paese sembra essere sprofondato. Ripartendo dalla forza dell’inesperienza, e attingendo dalla forza autenticamente "rivoluzionaria" dei giovani.

Quando si parla con un gruppo di 25enni, oggi, la prima cosa che ti dicono è che vogliono andare all’estero. Come dar loro torto? A Vittorio Agnoletto, come a chiunque voglia dare un futuro nuovo a questo Paese, chiedo oggi di schierarsi dalla parte dell’incoscienza (non quale "follia" ma come "coraggio" di affrontare anche ostacoli sconosciuti). Che è poi quella del sogno.

Guardo il "manifesto" di J. Howard Miller e mi rendo conto che "funziona" ancora: We Can Do It!  

Autore: Andrea Dusio
Condividi

LINKS UTILI

Area C e libertà tassata

L’azzurro di Letizia Moratti e l’arancione di Pisapia sono colori “complementari”

15/01/2012 - Non so voi, ma in questi giorni mi sveglio con la sensazione di chi è destinato a finire in una sp [...]

I mercati pesano un Governo senza numeri

A MilanoWeb pare che nessuno si interessi del "sistema" che affonda l'Italia

24/12/2011 - Cari lettori di MilanoWeb, ci possiamo raccontare tutto quello che vogliamo, decidendo di essere "fa [...]

In Italia ci vuole un Governo spagnolo?

Se il Barcellona sfoggia un "certo" Messi, l'Esecutivo azzurro sogna "quel" Rajoy

19/12/2011 - Quando in Italia si era previsto dell'arrivo di un possibile Governo "tecnico", noi di MilanoWeb ave [...]

Marco Cappato non approfitta dei biglietti omaggio

L'intervista al Consigliere milanese dei Radicali sulla Giunta Pisapia, sull'Area C e sui giovani a spasso

09/02/2012 - Marco Pannella regalava hashish in piazza Navona, Marco Cappato biglietti on-line da Palazzo Marin [...]

Il basket secondo Ettore Messina

MilanoWeb intervista il tecnico italiano considerato il miglior coach europeo di sempre

07/07/2011 - Nella vita di ognuno di noi può anche avverarsi un 'sogno' e per me è accaduto quando l'editore di M [...]

Candidato Sindaco a Milano: Giuliano Pisapia

MilanoWeb ritrova il candidato del Centro-Sinistra in vista del voto di Maggio 2011

26/04/2011 - Giuliano Pisapia l'avevamo già incontrato in occasione delle recenti elezioni Primarie meneghine de [...]

Ancora un taglio all'Italia: il parere di MilanoWeb

Il downgrade di Standard and Poor's dovrebbe spingere verso urgenti cambiamenti "strutturali"

14/01/2012 - Ancora una volta sono le agenzie di rating a sorprendere, se non "sconvolgere", i mercati finanziari [...]

Jean-Jacques Annaud: "Io, affascinato dall'Estremo Oriente"

Intervista al celebre regista francese, in occasione dell'uscita de "Il Principe del Deserto"

24/12/2011 - Jean-Jacques Annaud è uno di quei registi che non hanno bisogno di grandi presentazioni: basta ricor [...]

Sogno o incubo per la neve: cosa fare con l’auto?

Nando Petrella, lo specialista di Pneusmania, ci consiglia su gomme e catene

06/12/2011 - Si avvicinano le vacanze di Natale, in molti partiremo per la montagna, con la '500' o con il SUV o [...]

 
Quotidiano di notizie, eventi ed attività 
Registrato presso il Tribunale di Milano con il n. 522 del 15/09/2008
Direttore Responsabile: Gianluca Grossi
Edito da Milano Web Publishing Snc - Web Housing Company: ARUBA S.p.A.
Valid XHTML 1.0 Transitional