Campionato mondiale di calcio 2010 - Sudafrica 2010
Sabato, 31 Lug 2010 - 08:14

METEO MILANO

TMIN 14 C - TMAX 27 C

Lombardia: quale futuro per acqua e OGM

Privatizzazioni e prodotti transgenici: proposte politiche concrete o la "solita" demagogia?

21/03/2010 - 12:24

Acqua e OGM, cosa ne pensano Formigoni e Penati?

Li ignorano!

La campagna elettorale volge al suo "rush" finale, e i 2 candidati che sembrerebbero destinati a contendersi il ruolo di Governatore continuano le loro ripicche personali.

Mi piacerebbe, per esempio, chiedere loro cosa pensano della privatizzazione dell’acqua. Un tema su cui il PD non ha mai manifestato chiaramente la propria opinione. Ricordiamo, anzi, in tal senso che le regioni “rosse” sono state tra le prime in Italia a "rinunciare" alla gestione pubblica dell’acqua.

Ieri a Roma, a fianco della paradossale esibizione di "ipertrofismo muscolare" di un Governo che guida l’Italia dal 1994 e va in piazza contro se stesso e la propria incapacità di riformare le istituzioni e risolvere il conflitto tra i poteri, è andata in scena una delle poche manifestazioni autentiche e coerenti che si possano vedere nel nostro Paese.

Decine di migliaia di persone, raggruppate attorno a enti locali, libere associazioni, comitati, hanno sfilato, con la Sinistra radicale, contro la privatizzazione dell’acqua. Con loro c’erano anche Wwf e e Legambiente, ma pure molte amministrazioni di centro-destra.

Con lo slogan “acqua pubblica sì” si cerca d’impedire che succeda nel resto del Paese quello che sta accadendo nel Lazio, dove la gestione privata ha portato negli ultimi anni a una contrazione degli investimenti necessari in infrastrutture pari a 10,3 milioni di euro, mentre le tariffe delle bollette crescevano.

Negli anni '90 era stato introdotto dalla gestione pubblica il cosiddetto 'parametro MALL', che misura la qualità del servizio, secondo cui, spiegato in soldoni, a un aumento dei reclami e delle interruzioni della fornitura d’acqua dovrebbe corrispondere una diminuzione del prezzo in bolletta. Pare che i registri di annotazione dei reclami (obbligatori per legge) siano risultati, in alcuni/vari casi, incompleti o, addirittura, inesistenti. Poi, i soggetti 'privati' hanno, unilateralmente, "sospeso" il sistema (nel Lazio a partire dal 2006), con una revisione straordinaria delle tariffe. Con questo risultato: aumento del 4,9% nel 2007, del 5,3% nel 2008 e del 6,7% nel 2009.

Non male, vero?

Intanto sul 'New York Times' di ieri, Michael Deane, rappresentante dell’Association of Water Companies, cercava di "spiegare" anche agli americani, abituati da sempre al fatto che l’acqua sia un bene pubblico, che le cose potrebbero, anzi dovrebbero cambiare. “Esattamente come non esiste un pranzo gratuito, anche l’accesso all’acqua di qualità 24 su 24 ha un costo” - dice Deane - “Ci sono miliardi di dollari privati disposti a investire sull’infrastruttura idrica”.

La domanda viene "spontanea": come mai tutta questa, improvvisa, "filantropia potabile"?

Non sarà, come sostiene qualcuno, che l’acqua rappresenta uno dei grandi business del XXI secolo, esattamente come il petrolio per il Novecento?

Al tema dell’acqua è legata l’agricoltura, che rappresenta uno degli snodi delle politiche del territorio, anche in Lombardia. A questo proposito vorremmo sapere cosa pensano Formigoni e Penati anche in merito a un’altra questione, quella sollevata in questi giorni dal provvedimento del ministro Zaia. Il responsabile del dicastero dell’Agricoltura ha infatti deciso di vietare gli OGM attraverso un decreto. Una scelta che arriva a poche settimane dal passaggio dello stesso Zaia sulla "poltrona" di Governatore del Veneto, lasciata da Giancarlo Galan. La Coldiretti ha approvato la scelta, che va a contraddire la liberalizzazione voluta a livello dell’Unione Europea.

Il provvedimento nasce dalla volontà di bloccare la coltivazione del mais transgenico della Monsanto nel nostro Paese. La 'Commissione Sementi' si è infatti rifiutata di negare l’autorizzazione alla multinazionale.

E Zaia, in uno spettacolare "braccio di ferro", ha firmato il decreto davanti alle telecamere.
“Si tratta di un momento storico per l’agricoltura italiana. Nel quale bisogna constatare con amarezza la contrapposizione insanabile tra il partito pro-OGM, che conta pochissimi sostenitori, e quello dei contrari, che sono invece la stragrande maggioranza degli italiani”. A parlare non è, che so, Vittorio Agnoletto o Naomi Klein, ma lo stesso Ministro, che si appella alla salvaguardia della difesa della biodiversità, con circa 4500 prodotti tipici, frutto di secoli di pratiche agrarie.

La questione, dimenticata di fatto dai 'media', impegnati a sapere tutto sulle notti di Frisullo e sulle 350 escort di Anemone, ha una rilevanza politica straordinaria. Tutto sta a mettersi d’accordo.

Quella contro gli OGM è una battaglia di retroguardia?

Quella del mais transgenico è una problematica che chiede una lettura su scala mondiale. In molti sostengono che il business delle multinazionali non deriva dalle 'coltivazioni' in sé, ma dal 'brevetto' delle sementi. Tant’è vero che la coltivazione di mais geneticamente modificato in Europa non supererebbe l’1% della produzione totale.

Dall’altra parte, ci sono coloro che sostengono l’utilità degli OGM per ridurre il dramma della fame nel Mondo. Ma in assenza di un patto etico, questa finalità resta lettera morta. È vero invece che il mais transgenico torna a fare dell’alimentazione una questione di classe e di ricchezza delle nazioni.

C’è chi, come il presidente di Coldiretti Italia, cita inoltre il flop a livello internazionale del mais transgenico, alla luce dei dati relativi alla produzione di Spagna, Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia, che costituiscono lo zoccolo duro della produzione OGM europea. Lo strano caso della Spagna di Zapatero, “rossa e transgenica" (vi si coltiva l’80% degli OGM europei) vede il prodotto agricolo in calo del 4%.

Prima però di sposare incondizionatamente la scelta di Zaia, o al contrario di bollarla di 'conservatorismo', occorre considerare che l’impostazione del problema cela un'ipocrisia di fondo. Se si guarda infatti ai mangimi animali, che vanno ad alimentare la nostra produzione avicola e l’allevamento di bovini e suini, si ricava che ben il 95% della farina di soia viene importata da coltivazioni OGM. Il mais transgenico esce dunque dalla porta e rientra dalla finestra. Con il paradosso che proprio la catena alimentare da cui in ultima analisi nascono i nostri prodotti "tipici" che Zaia intende preservare con tanto zelo rischia invece di restare legata agli OGM.

Per molti versi, dunque, la questione è molto simile a quella del panino 'Mac-Italy': un’operazione d’immagine per le nostre produzioni nazionali, ma che nasconde un impianto ideologico fondato sulla falsificazione dei dati: la nostra agricoltura non è autarchica (e ci mancherebbe altro).

Più di ogni altro partito in Italia, la Lega Nord a cui appartiene Zaia ha in questi anni alimentato, a dispetto del carattere delle popolazioni padane, che si vorrebbe pragmatico, un fare politico alimentato dalla frequentazione di un immaginario di valori e di simboli, che vengono quasi sempre contraddetti a una "lettura" oggettiva della realtà.

Nel mondo di oggi non esistono più 'compartimenti stagni'. L’Africa non finisce a Lampedusa, Milano non inizia in piazzale Loreto, l’OGM non si ferma al Brennero.

Possiamo apporre al nostro carattere nazionale e "vocalista" tutti i marchi che vogliamo, possiamo diventare un popolo "Doc" che mangia "Dop". Ma si tratta solamente di questioni d’etichetta: mentre noi presidiamo le tipicità, le specie e le razze, mentre Zaia gioca a fare Petrini facendo diventare “slow” il fast food, nella zona di via Paolo Sarpi apre un centro-massaggi cinese (ossia un’attività per mascherare lo sfruttamento illecito della prostituzione) ogni 2 giorni.

La politica non si fa per decreto, e la realtà non si ostacola a forza di divieti firmati davanti alle telecamere. Occorre normare e controllare, lasciare aperte tutte le barriere, non erigere alcun steccato. Ma intanto, reprimere l’illegalità e normare l’irregolarità.

Dare regole e farle rispettare. Non inventarsi provvedimenti estemporanei, certo "a effetto", ma destinati “in culla” a restare "lettera morta".

Autore: Andrea Dusio
Condividi

LINKS UTILI

Via i "lupi" dalla città!

A Milano e in Lombardia si scopre l'infiltrazione mafiosa; c'è connivenza delle amministrazioni?

24/07/2010 - Forse qualche commentatore politico non si aspettava che vent'anni di egemonia formigoniana conduces [...]

Il Pil del 2010 potrebbe crescere di 1 punto

Intanto le famiglie spendono meno, forse perchè non hanno più soldi...

18/07/2010 - La crisi è finita oppure no? Soltanto nei numeri o anche nei fatti? Sono queste le domande che rico [...]

Milano è nostra, riprendiamola

Il rapporto Ambrosianeum vede un “Patto cittadino per la Conciliazione”; invece noi...

11/07/2010 - ... pensiamo che il cittadino debba tornare a essere protagonista e non più "solo" spettatore.Il rap [...]

'Twenty Questions 2010' a Edizioni Ambiente

Ecomafie e cultura ambientale: la casa editrice milanese "verde e nera"

28/07/2010 - Incontriamo Maddalena Cazzaniga, della casa editrice Edizioni Ambiente, attiva in città da quasi 20 [...]

Viviano Domenici, un naufrago

Dal giornalismo al 'Corsera' alle isole per un libro sul mare. Si racconta a MilanoWeb

24/07/2010 - Incontriamo Viviano Domenici all'indomani della pubblicazione del suo ultimo lavoro "Altri naufragi" [...]

'Twenty questions 2010' a Shake Edizioni

Il direttore di MilanoWeb rivolge le sue domande a 'Shake Edizioni'

21/07/2010 - Shake Edizioni è attiva dalla fine degli anni Ottanta. È stata fondata da un collettivo che organi [...]

Aldo, Giovanni e Giacomo: direttamente dal set

Incontro con il trio, in attesa de "La banda dei Babbi Natale"

26/07/2010 - Un paio di mesi fa, vi avevamo accennato al fatto che Aldo, Giovanni e Giacomo avevano iniziato a [...]

Mario Migliara del 'Teatro dell'Opera di Milano'

La compagnia milanese pronta alla messa in scena di "Barbiere di Siviglia" e "Don Pasquale"

26/07/2010 - Non è la prima volta che la compagnia "Teatro dell'Opera di Milano" mette in scena un'opera lirica a [...]

"Aida" al Castello Sforzesco con la 'Compagnia del Belcanto'

Intervista a Giuseppina Russo, Direttore artistico della compagnia: appuntamento il 23 Luglio

22/07/2010 - L'incantevole Cortile della Rocchetta sarà la suggestiva cornice delle 3 opere liriche in programma [...]

 
Quotidiano di notizie, eventi ed attività
Registrato presso il Tribunale di Milano con il n° 522 del 15/09/2008
Direttore Responsabile: Gianluca Grossi
Edito da Milano Web Publishing Snc - Web Housing Company: KYRON - MAKI S.r.l.
Valid XHTML 1.0 Transitional