Siamo a Lecce, negli anni ’90. Lucia è una donna giovane e affascinante, che lavora come rappresentante di profumi e cresce (praticamente da sola) il figlioletto. Una vita, la sua, apparentemente come tante: peccato però che dietro a questa patina di perbenismo si nascondano tutta una serie di attività illegali.
Lucia infatti è il braccio destro di Carmine Zà, uno dei capi della Sacra Corona Unita (nuova organizzazione criminale che in quegli anni raggiunge l’apice di potenza e ferocia). Un giorno Fabio, uno dei migliori amici di Lucia, viene ucciso da una partita di droga tagliata male e le indagini vengono affidate a Ignazio, giudice rientrato da poco in città, che durante l’infanzia è stato compagno di giochi di entrambi. Il suo coinvolgimento nel caso è evidente e, come se non bastasse, rivedere Lucia fa riemergere i sentimenti che ha sempre provato per lei.
L’amore spesso fa perdere la lucidità e questo Ignazio lo sperimenterà sulla propria pelle. “Galantuomini” è il nuovo film diretto da Edoardo Winspeare, che vede protagonisti gli straordinari Donatella Finocchiaro e Fabrizio Gifuni. Una storia d’amore e mafia ambientata nel magico Salento. Il classico film che affascina, ma che comunque deve essere visto più volte per essere apprezzato appieno.
Noi di Milanoweb abbiamo incontrato il regista e i due interpreti principali, insieme a Giuseppe Fiorello, che nel film veste i panni dello spacciatore Infantino.
Come nasce il personaggio di Lucia? E’ ispirato a una donna realmente esistente? Edoardo Winspeare: “In Puglia ci sono molte donne mafiose: spesso si tratta di compagne di boss finiti in carcere, che continuano a gestire gli affari per conto loro. Io ho avuto modo di entrare in contatto con alcune di loro e mi sono trovato davanti a delle donne intelligenti e dotate di grande fascino.”
Per te Donatella è stato difficile interpretarla? Donatella Finocchiaro: “No, perché ho amato fin da subito Lucia, in quanto piena di luci e ombre. E’ rimasta condizionata dal clima in cui è cresciuta ed è difficile per lei uscire dalla sua realtà.”
A cosa si deve la scelta di ambientare la storia negli anni’90? Edoardo Winspeare: “Si deve al fatto che la Sacra Corona Unita è cresciuta proprio in quel periodo. Prima c’era un sistema malavitoso debole, nato quasi come un atto notarile, che poi si è rafforzato pian piano. Gli anni’90 sono stati quelli delle guerra tra clan per la conquista del potere, in seguito le cose si sono un po’ calmate (almeno esteriormente) anche per il fatto che il Salento è diventato meta turistica.”
Giuseppe, Infantino è un po’ diverso dai personaggi che interpreti di solito… Giuseppe Fiorello: “Si, in effetti Infantino non ha nulla a che vedere con i personaggi eroici che solitamente interpreto, però mi sono divertito tantissimo ad interpretarlo soprattutto perché sopra le righe.”
Fabrizio, per te l’ennesimo ruolo drammatico. Ma ogni tanto non ti viene voglia di commedia? Fabrizio Gifuni: “Assolutamente si, anche perché la commedia è maggiormente nelle mie corde. Lo so che sareste portati a pensare al contrario, ma in realtà nei ruoli drammatici mi ci sono ritrovato e non fanno che offrirmeli.”
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