Titolo originale: Body of lies Anno: 2008 Nazione: Stati Uniti d'America Distribuzione: Warner Bros Durata: 128 min Data uscita in Italia: 21 novembre 2008 Genere: drammatico,thriller
Recensione
"Io e il pubblico sappiamo quel che tutti gli scolari apprendono: coloro cui vien fatto del male, male fanno in cambio". Con questa citazione del poeta e romanziere statunitense Wystan Hugh Auden, messa in testa al film, si può già comprendere quello che l’autore di "Nessuna verità" vuole farci fare, ovvero riflettere.
Il film, tratto dall’omonimo romanzo del giornalista del Washington PostDavidIgnatius, è uno spy movie decisamente integrante, ambientato principalmente ad Amman, dove un agente della CIA viene inviato sulle tracce di uno dei leader dell’organizzazione criminale guidata da Osama Bin Laden.
L’agente è Roger, si è guadagnato i gradi sul territorio in precedenti operazioni in cui ha rischiato la vita in prima persona e come promozione ha ottenuto la guida di questa missione in Giordania, che dovrebbe gestire autonomamente. Per questo decide di allearsi col capo dell’intelligence giordana, anche lui intento nella cattura del terrorista.
A disturbare la missione di Roger però troviamo Ed, colui che ha proposto il suo nuovo incarico e che dall’America dovrebbe supportarlo, salvo prendere iniziative che rischiano di mettere in pericolo la vita stessa dell’agente della CIA.
"Non prendere gli ebrei ed i cristiani come tuoi alleati. Chiunque lo faccia è sicuramente uno di loro" – o - "Non voglio morire da martire, voglio andare in America, ho un dottorato, parlo cinque lingue io" - sono due delle frasi del film che meglio rappresentano ciò che la sceneggiatura vuole rappresentare, ovvero la problematicità di uno scontro che coinvolge il mondo occidentale da un lato e gli estremisti islamici dall’altro, sottolineata da coloro che stanno nel mezzo ovvero dalla gente "semplice".
Il regista del film è Ridley Scott, che dirige per la prima volta Leonardo Di Caprio (Roger), mentre torna a lavorare con un ingrassato Russell Crowe (Ed).
"Sento come un dovere il fatto di partecipare a film che uniscano l’intrattenimento a belle storie con sottofondo politico. Credo che queste vicende ibride rappresentino un modo molto moderno di fare cinema. E poi non si tratto solo di lavoro: per preparare questi ruoli devo studiare, fare ricerche, devo capire le loro usanze." queste le parole di Di Caprio durante la presentazione del film a Roma.
Possiamo concludere constatando che la morale che esce da "Nessuna verità" è: può una guerra, qualunque sia la motivazione che la sostiene, definirsi giusta?
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