Un giorno limpido di giugno, una spiaggia di dune e ginestre, un gruppo di persone, un ragazzo tormentato dal proprio passato.
Questi gli ingredienti di “Un altro pianeta”, per la regia di Stefano Tummolini (che fa una breve comparsa nel film), vincitore del premio Queer Lion di Venezia 2008, assegnato alla miglior pellicola contenente tematiche omosessuali.
Girato in una settimana, con un budget di soli 1.000 euro e l’entusiasmo del cast e della troupe pagati con compensi minimi, l’opera prima di Tummolini cattura ed emoziona per la sua intensità.
Salvatore (Antonio Merone) decide di trascorrere una giornata al mare da solo, in una spiaggia di naturisti frequentata da omosessuali in cerca di avventure.
Si trova invece coinvolto, suo malgrado, nella vita e nelle storie di un gruppo di persone (Daniela - Lucia Mascino, Stella - Chiara Francini, Cristiano - FrancescoGrifoni , Eva - Tiziana Avarista) che lo costringerà a fare i conti col proprio trascorso e il proprio dolore, oltre a condurlo verso una ritrovata felicità e, forse, a una nuova vita.
A dominare le scene sono i primi piani dei corpi e degli sguardi, i movimenti di macchina che si sollevano al cielo e si estendono all’orizzonte alla ricerca di metafore.
Tra il rumore delle onde e la spiaggia assolata e vuota, a farla da protagonisti sono i discorsi e i mutismi: le parole, che imbastiscono e costruiscono i rapporti; e i silenzi, anche lunghissimi, ma intimi ed eloquenti.
Ogni personaggio pare mostrarsi come non è: la spumeggiante Stella nasconde una tragica sofferenza; l’insicura Daniela un enorme tormento; il giovane Cristiano una gran confusione; Salvatore, dietro un aspetto rude e forte, cela una sensibilità fortissima.
Questo film è un invito a sollevare il manto con cui ognuno si protegge, scovando la bellezza di scoprire un altro essere umano.
Un anelito zavattiniano negli intenti di Tummolini che, fotogramma dopo fotogramma, racconta il senso di solitudine e spaesamento che, accanto alla necessità di approdare a se stessi ancorandosi agli altri, riguarda in fondo tutti quanti.
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