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DEASONIKA, 'TREDICIPOSE' ROCK PER DECIFRARE LA REALTĄ

Tra Baudelaire, fotografia e amore per la canzone di qualitą, tornano Max Zanotti e soci

Se Tiziano Ferro ha mosso cuori e sensazioni di donne di ogni età e provenienza semplicemente "scattando una foto", i Deasonika fanno di meglio: di scatti, infatti, ce ne regalano addirittura tredici! Torna alla ribalta la band nostrana di Max Zanotti, che. dopo due anni e mezzo di pausa, ricalca la scena con un nuovo album la cui raffinatezza artistica lascerà soddisfatti anche i palati (e le orecchie...) più esigenti.

"Tredicipose", lo stesso titolo tende a sottolinearlo, non è una mera raccolta di brani; all’interno del booklet, fedelissimi e non avranno il piacere di immergersi nell’immaginario di Alice Pedroletti (fotografa già famosa nel panorama musicale italiano) che ha, infatti, realizzato tredici istantanee, una per ogni traccia.

Non è tutto; entro il 2009 tredici video affiancheranno gli altrettanti scatti fotografici; "Gregorian", l' "anti-singolo", così definito dagli stessi Deasonika, è il primo risultato di questo ambizioso progetto. Infine, ad accompagnare ulteriormente l’album ci sarà il mini-film "Dovunque, Adesso", la cui colonna sonora è, in parte, ad opera della stessa band.

In occasione della presentazione dell’album, svoltasi – c’era da aggiungerlo...? - alla Fnac di Via Torino, Milanoweb ha intervistato lo stesso cantante e chitarrista Max Zanotti, che ci ha spiegato, con molta semplicità, le novità artistiche di questo poliedrico progetto...

Esce nei negozi "Tredicipose", il vostro quarto lavoro; tra musica, cinema e fotografia, un vero e proprio approccio trasversale all’arte...
"Sì, col nuovo album avevamo voglia di osare e di prenderci qualche libertà. E’ un progetto non convenzionale, fuori dagli schemi, e speriamo che il nostro pubblico di sempre possa apprezzarlo appieno. Abbiamo davvero voglia di omaggiare e ringraziare coloro che ci seguono e stimano; infatti, nelle due date iniziali del tour, regaleremo ai primi mille spettatori la 'Special Live Edition', un'edizione dell'album limitata e differente da quella disponibile nei negozi".

In apertura dei concerti del tour di presentazione dell’album proietterete il mini-film 'Dovunque, Adesso' per la regia di Simone Covini. Com’è nata la vostra collaborazione?
"Come la maggior parte delle cose belle: vale a dire per puro caso. Alice (Pedroletti, ndr) ci passò il contatto di Simone perchè, dovendo girare il cortometraggio, cercava qualcuno che lo musicasse. Ci siamo trovati splendidamente sia col regista che con l'intera troupe, ed anche questo ci ha, in qualche modo, 'ispirato'. Così, molto semplicemente, è avvenuta la collisione tra questi due mondi 'separati' e la nostra sperenza è che questa partnership continui a lungo!".

La vostra lingua è sempre stata l’italiano: in "Tredicipose", invece, sono presenti nove brani cantati in italiano, tre in inglese e addirittura uno in francese...
"Beh, la lingua italiana, per quanto stupenda, presenta grossi svantaggi dal punto di vista metrico; avevamo notato che alcuni brani, una volta aggiunte le liriche, quasi perdevano senso, e che l’inglese, in certi casi, calzava in maniera decisamente migliore. Per la traduzione delle liriche siamo stati aiutati da Gianluca Morelli (cantante degli Emoglobe, ndr) e da Nina, che ormai l’inglese lo mastica da mattina a sera! Hanno fatto un ottimo lavoro, adattando i testi mantenendo, però, il loro esatto significato. Per quanto riguarda il brano in francese, il motivo è banale: il testo di 'La rebelle' corrisponde all’omonima poesia di Baudelaire; abbiamo mantenuto il testo originale nonostante ci siano grosse difficoltà quando devo cantarlo... e non ce ne voglia il povero Charles!".

A proposito di Baudelaire, come mai hai scelto di musicare proprio "Le rebelle"? Sapevi che anche Il Teatro degli Orrori in "E lei venne" reinterpreta una sua poesia?
"No, non lo sapevo ma vedrò di ascoltarla! Apprezzo molto il nuovo progetto di Pierpaolo (Capovilla, già frontman dei One Dimensional Man, ndr), penso che 'La canzone di Tom' sia uno dei più bei pezzi degli ultimi tempi. Per quanto riguarda 'Le rebelle', nessun motivo in particolare; stavo leggendo la poesia e mi è semplicemente venuto in mente di metterla in musica. In ogni caso, penso rispecchi efficacemente la società di oggi, così fuorviata e a suo modo 'dannata'...".

Max, sei l’autore di tutti i testi dei Deasonika: come avviene la loro stesura e da cosa trai ispirazione?
"Parto sempre dalla melodia, mai dal testo; so che in molti prima buttano giù le liriche e poi trovano riff e accordi che possano accompagnarle, ma non so, quando sento canzoni ideate in questo modo mi paiono quasi 'macchinose'. Inoltre, così facendo, non sarei più un cantante, ma un cantautore, e penso che la strada per diventarlo sia ancora molto lunga. Insomma, come dicevo, parto dalla melodia, poi cerco parole che abbiamo un significato ma che al tempo stesso siano conformi al ritmo e alla struttura del brano stesso. L’ispirazione la posso trarre da qualsiasi cosa; un libro o una poesia, come nel caso de 'Le rebelle', o anche semplicemente pensieri e punti di vista personali".

Dopo questa’esperienza, a conti fatti, quale il rapporto tra forme d’arte così eterogenee come musica, cinema e fotografia?
"Da quel che mi è parso di capire, è esattamente di complementarietà... E’ come se le tre arti fossero collegate da vasi comunicanti che confluiscono in una grande ampolla; Non sempre è necessario discernerle l'una dall'altra, anzi; spesso ciascuna di esse è un aiuto per intraprendere nuove forme d’arte completamente diverse da quella di partenza".

Che rapporto avete con la città di Milano?

"Posso essere sincero? Personalmente con Milano ho un vero e proprio rapporto di sfruttamento. Molto spesso ci definiscono una band 'milanese', mentre invece in questa città risiede solo la nostra 'base' lavorativa; io, ad esempio, abito in provincia di Como, e non vedo l’ora, ogni volta, di tornare alla pace e alla tranquillità della mia cittadina. In sintesi, la trovo la città perfetta per lavorare, ma la città peggiore per vivere".

Tempo fa affermaste che una vostra paura era quella di diventare "delle meteore". Ora, con 4 album alle spalle e a distanza di quasi otto anni dal vostro esordio, possiamo dire che il pericolo è più che scampato. A tal proposito, che consiglio dareste alle band emergenti nel panorama musicale italiano?
"Questi sono tempi duri, ragazzi... Il mondo italiano, a parer mio, ha perso ormai del tutto la sua dignità musicale. Gli unici consigli che posso dare alle 'new entry' sono di farsi aiutare da chi è preparato e non da chi è 'raccomandato'. E, soprattutto, di non aver mai paura di sbagliare".

Foto tratte da Deasonika.it

Il MySpace degli autori di "Tredicipose".

L'intervista al Teatro degli Orrori, gruppo stimato dai Deasonika.

Il sito di Alice Pedroletti, fotografa ed amica della band.

Galleria Fotografica

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»  18/11/2008  11.06.08
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Autore:  Silvia Dell'Amore
 
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