LA FOTOGRAFIA NEL TEMPO, IL TEMPO NELLA FOTOGRAFIA
OsartGallery presenta tre maestri dell'obiettivo
La OsartGallery dedica a tre artisti l’esposizione dal titolo “Tempo: fotografia e creatività”. Duane Michals, Aldo Tagliaferro e Fabio Sandri hanno approfondito il tema del "tempo" attraverso l’immagine fissa, cristallizzandolo nelle loro opere.
Fin dall’antichità il tempo è sempre stato un concetto controverso e con diverse accezioni. Il tempo naturale del succedersi delle stagioni, il tempo cronologico dell’artificio umano, il “tempo non tempo” dell’eternità, della divinità e del sentimento.
Con l’avanzamento della tecnica, è cambiato profondamente il modo di pensare al tempo. Innanzitutto la concezione di ciclicità delle stagioni si è via via ridotta a favore del tempo lineare: è l’uomo che “crea” il tempo, anziché sottostare a quello naturale.
In secondo luogo, mezzi quali la fotografia ed il cinema hanno permesso di “manipolare” il tempo a seconda delle esigenze e di renderne “visibili” i cambiamenti: lo scatto che congela l’attimo fuggente, il flashback cinematografico che consente salti all’indietro, la visione anticipata dal futuro.
Duane Michals rappresenta la sequenzialità, lo scorrere del tempo nelle sue opere che trasfigurano la vita quotidiana in senso metafisico: “Quel che non posso vedere e' infinitamente piu' importante di quello che posso vedere”. I suoi scatti sono metafore della vita che si rivelano sempre originali e spesso ispirate al pittore Magritte, vero e proprio idolo artistico di Michals.
Aldo Tagliaferro si concentra sul ricordo e sul modo in cui la mente forma e trasforma la memoria. Gioca sul concetto di “messa a fuoco” del ricordo lungo l’arco della vita, sul progressivo offuscarsi dell’immagine. L’artista di concetto non presenta la fotografia già sfuocata, essendo documentale, bensì sceglie di mimare il processo mentale e crea stampe su tela in successione, sempre più sbiadite.
Fabio Sandri espone azioni-opera: gli scatti non fermano il tempo ma sono vere e proprie performances. Appendendo al muro strati di carta fotografica durante l’inaugurazione della mostra, realizza una sorta di “deposito fotografico” su cui si imprimono luci e colori in maniera stratificata. Invece, nelle sue stanze ricoperte di carta fotosensibile, ricrea un’atmosfera surreale, anche grazie alle strutture in plexiglass invisibili allo spettatore.
OsartGallery
via A. Fogazzaro 11 Tel. 02 54075553
www.osartgallery.com
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