"RISK-MANAGER" IN CONVEGNO A MILANO
In vista del 2009: ecco come fronteggiare al meglio la crisi
Milano - A Palazzo Mezzanotte, venerdì scorso 14 novembre, l’ANRA (Associazione Nazionale Risk Manager), ha presentato con successo il Convegno Nazionale 2008 intitolato: “Rischi d’Italia, l’Italia s’è persa?”.
La giornata si è aperta con i saluti del Consigliere della Camera di Commercio di Milano, Umberto Bellini, che ha definito “strategica” la funzione di governo del rischio e “fondamentale” il ruolo del risk manager nelle imprese, e con l’introduzione di Roberto Bosco presidente di ANRA che parla di “tema tanto affascinante quanto complesso, nonché di stretta attualità, oggi più che mai per via della crisi economica in atto”.
In seguito Fabio Cerchiai (Presidente di ANIA, l’Associazione Nazionale delle Imprese di Assicurazione) ha sottolineato l’importanza degli assicuratori come “polmone finanziario del mercato”, ma solo in presenza di interventi “specialistici”, fondati su studi ed analisi preventivi in grado di predisporre il terreno per azioni mirate di salvaguardia del capitale.
Il sociologo Enrico Finzi (Presidente di ASTRA/Demoskopea) ha invece presentato una singolare ricerca che descrive la società italiana come “poco incline a preoccuparsi per il futuro, molto scaramantica e non abituata a prevenire le minacce che percepisce”.
Francesco Paparella (Presidente di AIBA, la principale associazione dei brokers assicurativi) ha dunque ricordato che l’Italia, considerata il paese delle formiche (per la sua alta propensione al risparmio), è stata penalizzata “dal comportamento degli operatori professionali che non si sono preoccupati di comunicare efficacemente il valore della prevenzione, causando una bassa sensibilità al rischio e, di conseguenza, rallentando l’introduzione dell’attività di gestione del rischio nelle aziende, pubbliche e private”.
"In sostanza" - chiarisce Paparella - "non è stata recepita l’importanza delle attività di protezione del valore delle imprese".
"Alla luce di queste considerazioni - affermano in coro gli specialisti dell’ANRA - diventa perciò necessario favorire l’introduzione delle tecniche di 'gestione del rischio' nelle aziende e - laddove possibile - creare una convergenza - coordinata proprio dal risk manager - di azione tra i vari addetti interessati alla protezione del processo produttivo e distributivo aziendale (banchiere, assicuratore, intermediario, perito...)".
I diversi protagonisti di questo scenario devono dunque sforzarsi di collegare le proprie azioni mantenendo al centro l’impresa-cliente, per preservarne vita e sviluppo. La richiesta di un maggiore dialogo tra gli operatori nell’interesse dell’impresa si collega all’altro concetto emerso dalla discussione, il cosiddetto “back to the basis”, ovvero “ritorno ai fondamentali”. Questo concetto per evidenziare che, pur nella ricerca di nuove e diverse soluzioni, più specifiche, anzitutto “sarebbe bene fare meglio quello che già si fa”.
In questo scenario si inserisce a pieno titolo la figura del risk manager, delineata da Roberto Bosco come “una professione, spesso inflazionata o confusa ma deputata ad intervenire nel fondamentale processo di governo dei rischi esercitando un ruolo di leadership, per indirizzare e qualificare tutte le decisioni aziendali, strategiche ed operative”.
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