MANCANO I PRETI E IL PARROCO SI DIVIDE IN TRE
Dal 2009 il responsabile della parrocchia di Agrate Brianza servirā messa anche a Caponago e Omate
Agrate Brianza - Le crisi vocazionali spingono il parroco di Agrate Brianza don Mauro Radice (60 anni) a triplicare i suoi impegni: da questo inverno infatti non si occuperà solo della parrocchia sant'Eusebio, dove è attivo da qualche anno, ma dovrà seguire anche i fedeli di Caponago e Omate.
Questa la decisione dell'arcivescovo Dionigi Tettamanzi, dopo aver preso atto del pensionamento di don Luigi Didoni, alla guida della parrocchia santa Giuliana di Caponago da anni.
Con la fine del 2008 andrà in pensione anche don Michele Longatti, di Omate. E dunque, con la penuria di sacerdoti che sta contraddistinguendo gli anni Duemila, non c'è altra soluzione se non quella di far dirigere tre parrocchie, contemporaneamente, a un solo sacerdote.
Il parroco potrà però contare su un nuovo aiutante, Luigi Vanin, 62enne, in arrivo dalla Val di Ganna, nel varesotto. In realtà, quella che sembra una buona soluzione per il bene di tutti, non è stata accolta con entusiasmo da vari cittadini, soprattutto quelli di Caponago.
I caponaghesi infatti reclamano una figura religiosa tutta per loro, che possa soddisfare al meglio il fabbisogno spirituale di ogni abitante. Dunque, ancora una volta, le vicende sociali di Caponago, Omate e Agrate si intrecciano.
Da secoli infatti i tre paesi vivono una specie di simbiosi che li porta ad avvicinarsi e ad allontanarsi periodicamente. In passato Omate rappresentava un unico comune con Caponago. In seguito, dal 1868, è entrato a far parte del territorio comunale di Agrate Brianza.
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