TRONEGGIA IL"RE PANETTONE" AL TEATRO LITTA
UN WEEKEND ALL'INSEGNA DEL TESORO PIU' DOLCE DI MILANO
Qual è il tesoro più dolce di Milano? Senza ombra di dubbio il panettone!
Proprio per festeggiare un vero e proprio simbolo della tradizione meneghina, sabato 22 e domenica 23 novembre, dalle 11 alle 20, milanesi e non potranno assaggiare i diversi tipi del celebre "Pan di Toni", alias Panettone, dal nome del suo inventore, semplicemente presentandosi al Teatro Litta di C.so Magenta 24.
Prenderà il via la due giorni di degustazioni e intrattenimento ad ingresso gratuito, che vedrà impegnati ben 23 tra i migliori maestri pasticceri a livello cittadino, lombardo e nazionale.
L’iniziativa, chiamata “Re Panettone” e patrocinata dall’assessorato al turismo, marketing territoriale e identità del Comune, vanta la presenza di produttori di spicco nel campo della pasticceria, come Iginio Massari di Brescia e Achille Zoia di Concorezzo o Alfonso Pepe di S. Egidio Monte Albino in provincia di Salerno.
Quale migliore occasione per chiedere direttamente a loro, i grandi maestri, tutti i segreti e i trucchetti del mestiere per preparare un panettone a regola d’arte? Pochi sanno, per esempio, che essa comporta un alternarsi di lievitazioni e impasti molto complesso, tanto da richiedere spesso oltre 30 ore.
“Un appuntamento goloso che rappresenta l’omaggio al dolce simbolo della nostra città e della nostra identità gastronomica”, ha detto l’assessore Massimiliano Orsatti, il quale si è mostrato entusiasta per l’evento.
I visitatori non solo potranno degustare diversi tipi del dolce natalizio per eccellenza, ma potranno acquistare, al prezzo speciale di 18 euro al chilo, uno dei tanti panettoni in mostra. Nelle vetrine milanesi, infatti, è raro trovare un prezzo inferiore a 25 euro al chilo per prodotti di così alta pasticceria.
Il panettone, da sempre presente su ogni tavola natalizia, ha una posizione eminente anche nella cultura e nella storia italiana. Citato da autori milanesi come De Marchi nel "Demetrio Pianelli", compare negli epistolari di Rossini, Foscolo, Manzoni, Verga e persino in quello di Garibaldi. Nel Novecento autori come Marinetti, Buzzati, Moravia e Tomasi di Lampedusa gli hanno dedicato pagine indimenticabili.
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