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'Sinistra e Libertà' alle "regionali" in Lombardia

Daniele Farina, il coordinatore milanese, illustra la "vision" del movimento di Nichi Vendola

03/02/2010 - 15:01

'Sinistra, Ecologia e Libertà'… Prima di addentrarci nel tema delle regionali, vediamo di far sapere qualcosa di più ai nostri lettori di questo movimento nato l'anno scorso. Chi è il leader a livello nazionale? E quali sono i partiti che lo rappresentano?

"'Sinistra, Ecologia e Libertà' è il risultato provvisorio di una contaminazione di culture: comunisti eretici, ecologisti, socialisti e libertari uniti nel tentativo di una sinistra nuova. Possiamo definirlo un movimento in divenire. Leader? Nichi Vendola, ovviamente."

Anche a Milano c'è un distaccamento locale di 'Sinistra e Libertà', coordinato da Daniele Farina, che oggi abbiamo occasione di intervistare. Per ciò che riguarda la realtà milanese quali sono gli argomenti che vi stanno più a cuore?


"È una visione del futuro quella che manca a Milano. Una città orfana di una vocazione produttiva e culturale, un tempo evidente… È una Milano impaurita, largamente invecchiata, la fotografia di un fallimento conservatore. Quindici anni di governo delle Destre hanno prodotto un disastro appena velato dalle tante chiacchiere. Sono questi gli argomenti che vorremmo affrontare per migliorare le cose."

Veniamo dunque alle regionali… Cosa vi aspettate dall'appuntamento di marzo con gli elettori?


"Un segnale del graduale esaurirsi del 'modello Formigoni' e un altro di fiducia verso quelle forze che lavorano per cambiare veramente."

Come si preparano all'evento gli esponenti milanesi di 'Sinistra e Libertà'?


"Come sempre, con pochi mezzi, ma con la certezza di avere, in questo anno, lavorato bene. Non c’è quartiere che non abbiamo percorso, luogo che non abbiamo visitato. Ovunque siamo stati accolti con calore e partecipazione."

"Riteniamo che in Lombardia debba continuare lo sforzo per un allargamento della coalizione anche a sinistra in vista delle elezioni regionali e in questo senso sollecitiamo con forza il candidato presidente Filippo Penati". Siete ancora di questo avviso?


"Assolutamente sì. Mi sembra un grave errore indebolire la coalizione e al tempo stesso un cattivo biglietto da visita per il centrosinistra che verrà."

Formigoni-Penati. Un pronostico sincero. Chi vincerà?

"Lo scontro sembra a prima vista impari. Ma il 'blocco' sociale che ha fino a oggi dominato la Lombardia presenta evidenti venature..."

Quali potrebbero essere i limiti di un governatore che si trova ad amministrare una regione per la quarta volta consecutiva?

"L’economia lombarda va da anni gradualmente rallentando, ancora di più delle già modeste performance nazionali. Uno sviluppo pagato oltretutto caramente in termini ambientali, di qualità del vivere, annegato in un mare di precarietà... E in tutto questo si aprono i crateri delle crisi aziendali, si blandisce l’incubo nucleare senza disegnare le alternative, si alzano le cancellate della paura verso i giovani, gli immigrati, i diversi. È un paradigma ormai superato. Più che di 'limiti' parleremmo di cinque anni da requiem, per l’intera regione."

Una considerazione sull'Udc… Non trovate poco funzionale l'atteggiamento di un partito che, a seconda delle condizioni si che si vengono a creare nelle diverse regioni, si schiera con l'uno o con l'altro polo?

"L’esperienza pugliese, le straordinarie primarie, la vittoria di Vendola… È la prova che nessuna strada è obbligata per la ricostruzione di un nuova alleanza di Centro-sinistra. Funzionale? Il punto rimangono sempre i programmi concreti. Acqua pubblica o no, nucleare o fonti alternative, quale welfare..."

E sugli altri candidati come vi esprimete?

"Facciano buona corsa coloro che guardano alle alternative. Ricca di ostacoli, speriamo, quella di chi intende 'conservare'."

Molti temi affrontati dalla chiesa sono appoggiati anche da 'Sinistra e Libertà'. Il riferimento è ad argomenti caldi della realtà milanese e lombarda, come l'immigrazione e la corrispondenza civile fra religioni. Secondo il vostro movimento in che modo si può venire definitivamente a capo del problema? Quali sono i tasti che andrebbero pigiati per mettere in moto un meccanismo sociale in grado di dar vita a una società multirazziale efficiente e organizzata?


"La Destra di governo ha costruito una vera e propria fabbrica della paura, assecondato la guerra tra gli ultimi e i penutiltimi, resuscitato l’odio come categoria politica e il razzismo come collante sociale. Per contro abbiamo ormai, nel concreto, il risultato fallimentare della legge Bossi-Fini e delle sue, pessime, successive modificazioni. Da quella cattiva legge occorre ripartire."

Infine due domande personali… Ci può confidare l'angolo cittadino che ama di più?

"Il Leoncavallo."

Mou o Leonardo?

"Per fortuna entrambi."

Autore: Gigro
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