
Dottor Zanello, quale è stata, nel corso di questi anni, la priorità del suo 'mandato' come 'assessore' alle culture, identità e autonomie della Regione Lombardia?
"Una delle mie priorità è stata la realizzazione della nuova legge sullo spettacolo che è servita a riorganizzare e semplificare l’intero settore. Le norme che regolavano teatro, cinema, musica e danza sono ora riunite in un'unica legge. Tra le novità rientra il 'Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo' all’interno del quale confluiranno tutte le risorse destinate al settore. Ad esso è stato affiancato anche un 'Fondo di Rotazione', in sostanza un prestito a tasso zero e a condizioni più che agevolate per finanziare progetti di produzione cinematografica. La legge prevede infine un 'Fondo di Garanzia', destinato a facilitare l'accesso ai crediti bancari da parte delle imprese che operano nello spettacolo. In un contesto nazionale in cui i giovani hanno poche opportunità e possibilità di esprimersi, il mio Assessorato va controcorrente e si apre alle nuove generazioni."
A Marzo la Lombardia andrà al voto. Può fare un bilancio del suo mandato? Quali sono le attività di cui è più soddisfatto? C'è qualche progetto che avrebbe voluto sviluppare diversamente?
"Sicuramente il consenso per me più importante è arrivato dai cittadini che hanno affollato i numerosi eventi che abbiamo organizzato su tutto il territorio. Molti complimenti sono arrivati anche dagli interlocutori con cui fino ad ora ho lavorato. Tra questi, proprio i suoi colleghi giornalisti hanno scritto che, anche grazie al lavoro del sottoscritto e del suo staff, si vede finalmente una matrice chiara e precisa dei progetti che abbiamo realizzato."
Lei ha un sito personale ed è anche presente su social network come Facebook. Crede nelle potenzialità del canale Internet? È possibile fare cultura tramite la rete?
"La rete è la 'cultura' del nuovo millennio. Internet è infatti un potente mezzo di comunicazione, una sintesi delle informazioni esistenti che entra nelle case, negli uffici, nei telefonini di tutti noi, in maniera diretta ed immediata. Non dimentichiamo infatti che la rete è diventata, ormai da molti anni, il luogo che favorisce lo scambio delle informazioni e delle conoscenze. Uno strumento che garantisce un’ampia diffusione della cultura anche e soprattutto alle nuove generazioni."
Quali iniziative ha promosso per far conoscere ai lombardi la propria realtà storico-artistica e la bellezza dei luoghi più suggestivi?
"Le iniziative che abbiamo realizzato sono davvero numerose. Per farle un esempio posso citare 'Volgar eloquio' , che è stato un evento interamente dedicato alla cultura del dialetto per celebrare l’identità, le radici e le tradizioni attraverso la forza della musica, la vitalità del teatro e la bellezza evocativa della poesia. Non ci può essere futuro se non si ha rispetto e memoria del proprio passato. E se del passato, soprattutto, non sappiamo conservare ciò che ancora oggi ci appartiene: la nostra identità."
Nelle grandi periferie e nei paesi di provincia, a parte alcune iniziative che riguardano i mesi estivi, si respira un clima poco ricco culturalmente, per non dire spento. Cosa si può fare per ravvivare queste realtà, laboriose di giorno e “sonnecchiose” la sera?
"Nelle grandi periferie si vive oggi quel mutamento sociale provocato dai fenomeni della globalizzazione che incide sulla qualità della nostra vita e ovviamente anche sulle nostre tradizioni. Tuttavia credo che la voglia di cultura non sia a venuta meno. Per esempio, con il 'Davide Van de Sfroos Show', abbiamo assistito sull’intero territorio lombardo, nei piccoli teatri, anche oratoriali, ad una partecipazione di massa alla kermesse di Davide, il quale ha portato il tema della relazione tra musica e lingua locale, valorizzando il suo rapporto con gli idiomi delle altre regioni. Un successo che ha fatto registrare il tutto esaurito, chiara testimonianza di una voglia di partecipazione da parte della gente. La politica, secondo me, deve saper intercettare questo bisogno."
In Lombardia, a cominciare da Milano, nel 2009 si è registrato un incremento dei turisti. In particolare, la Pinacoteca di Brera ha registrato il +130% e Palazzo Reale il +62%. 'Fascino' della futura Expo o capacità del suo assessorato di proporre al meglio i luoghi d'interesse della nostra Regione?
"Se dicessi che è merito soltanto del mio lavoro, peccherei di presunzione. Semplicemente osserverei che nei periodi in cui l’economia soffre ed in cui il declino fa sentire il suo peso sulla psicologia delle persone, diventa fisiologico riscoprire la bellezza come elemento di rinnovamento. La bellezza infatti è una virtù che porta alla conoscenza, al valore assoluto che è la coscienza di sé. Riscoprire questo senso del vivere attraverso Mantegna, Piero della Francesca, Caravaggio, non è che l’epilogo di un percorso umano: senza la bellezza, senza l’arte la vita degli uomini è più povera."
Roma vuole rubare il Gran Premio d'Italia a Monza. Come si sta muovendo la Regione per evitare che questo accada?
"Il Gran Premio d'Italia appartiene a Monza, è un patrimonio culturale che coincide con la storia dell'automobilismo sportivo. Un patrimonio, simbolo del territorio brianzolo che in questi anni le istituzioni locali hanno continuato a difendere e difenderanno contro le ipotesi di organizzare un’altra gara di Formula Uno in Italia. Regione Lombardia è storicamente a favore del Gran Premio e lo sarà sempre. C’è un coordinamento tra le istituzioni del territorio, le associazioni e gli sportivi, con l'obiettivo di far restare il Gran Premio d'Italia nel nostro autodromo e rilanciarne le attività."
La Sinistra sostiene che è nell'interesse di tutti i lombardi un ricambio, dopo 15 anni di presidenza Formigoni. L'alternanza e' utile? E Penati che alternativa rappresenta, a suo avviso?
"La democrazia si esprime con il voto e i numeri dicono che in questi anni la gestione del Pirellone ha riscosso grandi consensi nella più importante regione del paese. Quanto a Penati posso dire solo che probabilmente era l’unica scelta possibile per il PD."
Gli outsider hanno "speranze" alle elezioni di Marzo?
"Penso nessuna. Però in politica mai dire mai. Anche noi nel 1987 eravamo visti come una meteora. Oggi siamo classe di governo perché sappiano ascoltare la gente. La nostra è una passione. Per la politica. Non per il potere."
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